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Eroica Fenice

Pixar

The Pixar Theory, ormai una certezza?

Il 15 gennaio la Pixar ha fatto un regalo ai fan del mondo Disney: è visibile ormai da vari giorni sulla pagina ufficiale di Facebook di Toy Story, primo lungometraggio della Pixar Animation Studios,  il video che svela uno dei misteri intorno ai quali cinefili sfegatati e non si arrovellano da ben diciannove anni… Ma veniamo al dunque: qual è il cruccio persistente dei fan cresciuti con Woody e Nemo?

A istillare per la prima volta il dubbio già nel 2014 era stato Jon Negroni, realizzatore di un blog di critica cinematografica, il cui progetto più famoso è probabilmente proprio quello della cosiddetta Teoria Pixar (The Pixar Theory sul suo blog): partendo da specifiche interconnessioni tra i film, Negroni ha voluto affermare che i personaggi animati dalla Pixar che hanno rallegrato la nostra infanzia sono in realtà tutti appartenenti al medesimo universo e quello che li differenzia non è tanto il fattore spaziale, quanto quello cronologico, per il quale da Ribelle-The Brave fino a Monsters & Co. vi sarebbe, secondo Negroni, un lungo arco temporale nel quale si riversa una stessa realtà narrativa.

Gli animali-umani del mondo Pixar nella The Pixar Theory

A partire da questa premessa, il punto di partenza si troverebbe nel momento in cui gli animali per la prima volta hanno cominciato ad assumere comportamenti umani… qui entra in campo Ribelle: ambientato nella Scozia del V secolo, è la storia di Merida, una ragazza sopra le righe che litiga con la madre per la sua poca propensione a incarnare l’angelo del focolare ma la loro riappacificazione è resa possibile dal forte legame che si crea quando la mamma viene trasformata in un’orsa da una misteriosa strega che vive nei boschi, e che si diletta in esperimenti di ogni genere. Negroni pensa che la strega (che all’inizio della sua teoria premette essere un personaggio chiave) sia il motivo per il quale ci siano così tanti animali in grado di avere comportamenti umani negli altri film.

La vicendevolezza tra uomo e animale sarebbe dovuta alla propensione umana degli animali sublimata in tutti i film Pixar, come ad esempio Ratatouille, nel quale è Rémy,  un topino e non, come ci si aspetterebbe, un apprendista umano, a entrare in conflitto per le sue capacità culinarie con lo chef Skinner, che ne uscirà sconfitto.

Seguendo la scia di questo ragionamento viene inevitabilmente in mente un altro film che tocca questa tematica, il commovente Up: l’antagonista della storia, Charles Muntz, potrebbe essere venuto a conoscenza di questo principio, tanto da decidere di creare un dispositivo in grado di convertire il pensiero degli animali in lingua umana; per non parlare di Alla ricerca di Nemo, in cui l’operazione di salvataggio è causata proprio dall’intervento umano sul mondo animale.

Il mondo delle intelligenze artificiali

Jon Negroni parla anche del mondo delle macchine, in particolare delle intelligenze artificiali, e lo fa con Gli Incredibili. L’antagonista Syndrome cerca di uccidere i supereroi con l’aiuto dell’Omnidroid, un macchinario distruttore dotato di intelligenza artificiale. La falla nella sua operazione è però creata proprio dal macchinario, il quale si ribella alle direttive di Syndrome, impiegando la sua funzione contro di lui e contro altri esseri viventi innocenti.

Può essere interpretata come una rivolta di intelligenze artificiali contro l’Uomo anche quella dei giocattoli in Toy Story, la cui ribellione è causata dall’abbandono precoce che fanno di essi gli esseri umani.
Questi continui conflitti rendono il pianeta Terra invivibile, soprattutto per le condizioni climatiche precarie. Così in Wall-E l’Umanità abita altri pianeti, ormai totalmente manipolata dalle macchine, le quali hanno inoltre preso il controllo della Terra (lo si vedrebbe in Cars).

Gli animali rimasti su questo pianeta malato potrebbero essere stati soggetti a mutazione, tanto da determinare l’era dei mostri: così si giungerebbe a Monsters & Co. che è il punto di arrivo di questo lungo percorso nel mondo Pixar.

Personaggio chiave e anello di congiunzione di tutto ciò, spiega Negroni, non sarebbe altro che la piccola Boo, già incontrata sotto diverse sembianze nel primo film trattato. Esatto: Boo è la strega di Ribelle, che si muove nel tempo tramite una porta magica (chiaro riferimento a Monsters & Co.) alla ricerca di Sulley.

Si tratterebbe dunque di un grande puzzle creato dalla Casa Cinematografica, che soltanto con un complesso ragionamento potrà essere ricostruito. L’interessante teoria ruota intorno a un messaggio di speranza: la possibilità di pacificazione tra l’uomo, la natura, e la macchina. Un bel dilemma, considerando le condizioni in cui viviamo, in un tempo in cui l’estinzione di numerose specie animali, causata prevalentemente dal progressivo inquinamento, non è di certo un miraggio, nonché a un passo da un futuro non così improbabile nel quale saranno le macchine a controllare l’Umanità e non viceversa.

The Pixar Theory: una teoria arzigogolata?

A rispondere è la Pixar stessa, la quale nel video sulla pagina Facebook di Toy Story sembra confermare il legame tra i vari film e che tutti i personaggi apparterrebbero a un unico grande mondo. I commenti dei fan stravolti lasciano immaginare l’impatto della notizia.
Oh my Disney!

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