Zombicide: recensione della seconda edizione

Zombicide: recensione della seconda edizione

Zombicide: introduzione

Zombicide è un gioco da tavolo di avventura della casa CMON Limited che si svolge in cooperazione con altri giocatori. Ideato da Édouard Guiton, Thierry Masson ed Eric Nouhaut e illustrato da Raphaël Guiton, Jean-Baptiste Lullien, Nicolas Raoult. In Italia è arrivato grazie ad Asmodee. L’universo di Zombicide comprende numerose espansioni e varianti della storia principale, quali ad esempio Green Horde e Black Plague di ambientazione fantasy e storica; o per gli appassionati di sci-fi Zombicide: Invader. Ma in questa recensione ci occuperemo esclusivamente della seconda edizione del gioco originale (la prima risale al 2012).

Il gioco

Zombicide: recensione della seconda edizione
Alcuni dei Sopravvissuti

Iniziamo con lo spiegare brevemente la trama: i giocatori impersonano fino a sei Sopravvissuti, armati e determinati a combattere contro l’infinità di zombie che si aggira per le città e che ha ormai devastato qualsiasi luogo e distrutto il passato che i nostri protagonisti conoscevano.
I partecipanti potranno scegliere fra 12 personaggi (sei adulti e sei bambini), ognuno diverso e con abilità e caratteristiche peculiari; avranno anche la possibilità di districarsi attraverso ben 25 missioni (il tabellone a tessere modulari permette di assemblarlo a proprio piacimento) con precise condizioni di vittoria, al fine di fuggire verso la libertà e annientare gli zombie. La seconda edizione presenta alcune modifiche e aggiornamenti rispetto alla prima, come l’aggiunta di nuove missioni e regole volte a migliorare le meccaniche di gioco. È consigliabile che l’età dei giocatori vada dai 14 anni in su e la durata di ogni campagna è di circa 60 minuti, ma naturalmente potrebbe variare in base alle modalità di svolgimento della stessa.

Zombicide: recensione della seconda edizione
Gli Zombie
Zombicide: recensione della seconda edizione
Le carte da gioco

Ciò che con grande probabilità cattura di più l’attenzione sono le 88 miniature da utilizzare, costruite con grande cura e molto dettagliate. Oltre a quelle dei Sopravvissuti troviamo le miniature raffiguranti gli zombie, i quali appartengono a diverse categorie e sono controllati dal gioco: i Deambulanti (40), i Corridori (16), i Bruti (16) e gli Abomini (4). Per ottenere armi, oggetti utili o potenziamenti, i giocatori pescano delle carte Equipaggiamento, che possono essere organizzate, una volta ottenute, sulla Plancia personale di ogni membro della partita.

Sia i Sopravvissuti che gli zombie svolgono delle azioni durante il turno di gioco, tuttavia il numero e la tipologia di azioni disponibili varia fra essi. Ad inizio partita, i personaggi possono attuare solo tre mosse e dovranno scegliere tra: movimento, ricerca (si pescano le carte), apertura porte (sul tabellone è possibile posizionare diversi tipi di porte con dei segnalini appositi), scambio e modifica inventario, combattimento (si lanciano fino a sei dadi a sei facce), attivazione o raccolta obiettivi e rumore. Gli zombie si muovono e vengono generati dal gioco alla fine di ogni giro e possono soltanto muoversi o attaccare. Uccidendo gli zombie i Sopravvissuti acquistano punti esperienza, che permettono loro di sbloccare nuove abilità e accrescere il numero di azioni nel corso della partita. Tuttavia, più si diventa forti e più crescerà il numero di zombie che arriveranno a mettervi il bastone fra le ruote.

Per vincere andranno rispettate le condizioni poste dalla missione, mentre basterà che solo un Sopravvissuto muoia per essere sconfitti. Ad accrescere la difficoltà del gioco vi sono anche la regola del fuoco amico e dell’impossibilità di cercare nelle stanze buie: il fuoco amico si verifica quando voi o un vostro alleato fallisce nel tiro dei dadi ed entrambi i vostri personaggi si trovano nella medesima zona, mentre nelle stanze buie non potrete cercare (se non equipaggiati di oggetti speciali) e diventerà più difficile e pericoloso usare armi da fuoco.

Zombicide: recensione della seconda edizione
La Plancia personale

Considerazioni finali su Zombicide

Zombicide è un gioco capace di attrarre a sé tante categorie di partecipanti, che siano essi esperti giocatori o neofiti del genere. Infatti, a dispetto della grande quantità di regole, esse si rivelano non particolarmente complesse, anzi, facilmente intuibili e memorizzabili. Una volta entrati nel meccanismo, insomma, è molto difficile non appassionarsi alla partita in corso. Grazie alla ampia gamma di missioni (10 di esse sono riedizioni delle missioni presenti nel primo Zombicide, le ulteriori 15 sono inedite), il gioco offre una giocabilità e riutilizzabilità pressoché infinita, dal momento che anche i fan sono invitati a creare con la propria fantasia nuove storie da condividere con la community. Occorre sottolineare, inoltre, l’aspetto cooperativo di Zombicide, senza il quale sarebbe impossibile ottenere la vittoria: i giocatori saranno portati a confrontarsi a voce alta, ragionare sulle mosse successive, decidere insieme la giusta strategia da attuare per sgominare decine di zombie pronti a divorarvi. Insomma, l’asticella dell’adrenalina è sempre altissima e diventare più forti potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio! Sta a voi prediligere un approccio più cauto oppure optare di lanciarvi nella mischia sprezzanti del pericolo.

Da non dimenticare l’elemento estetico offerto dalle miniature, dallo stile grafico particolare e la resa variegata (per ovvie ragioni sono presenti anche delle “repliche”), che di certo attireranno l’attenzione e faranno gola agli estimatori del settore. In conclusione, se non vi farete scoraggiare dal prezzo abbastanza elevato (ma giustificato per l’ingente quantità di componenti e la loro qualità) porterete a casa un gioco divertente, stimolante e ben fatto che saprà conquistare amici e parenti!

Immagine di copertina: Eroica Fenice

A proposito di Sara Napolitano

Ciao! Sono Sara, studentessa iscritta al terzo anno del corso di laurea Lingue e Culture Comparate presso l'università "L'Orientale" di Napoli. Studio inglese e giapponese (strizzando un po' di più l'occhio all'estremo Est del mondo). Le mie passioni ruotano attorno ad anime, manga, libri, musica, sport, ma anche natura e animali! Da sempre un'irriducibile curiosa.

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