L’ambientalismo nei videogiochi: 3 da non perdere

L'ambientalismo nei videogiochi: 3 da giocare

La relazione tra umanità e ambiente è una tematica che prende piede già negli anni ’70: in seguito all’istituzione della Giornata Mondiale della Terra, diversi media come la radio e la televisione educano il pubblico al rispetto dell’ambiente e nei cinema vengono proiettate pellicole con una forte impronta critica sull’argomento. Nel settore dei videogiochi, il discorso sull’ecologia e la salvaguardia dell’ambiente prende vita qualche decennio più tardi: ecco dunque tre opere che, dagli anni ’90, inseriscono l’ambientalismo nei videogiochi.

Videogioco Anno e sviluppatore Tema ecologico principale
Final Fantasy VII 1997 (Square Co.) Sfruttamento dell’energia Mako e desertificazione
Death Stranding 2019 (Kojima Productions) La natura che riconquista spazi incontaminati
Viewfinder 2023 (Thunderful Games) Ripristino della vegetazione e dell’ossigeno

Final Fantasy VII e lo sfruttamento delle risorse

Sviluppato nel 1997 dalla casa nipponica Square Co. (conosciuta oggi come Square Enix), Final Fantasy VII è un videogioco di ruolo giapponese che diviene in poco tempo uno dei più rappresentativi degli anni ’90. La fama mondiale è data, oltre che dal mondo fantasy complesso e dai personaggi coinvolgenti, dall’inserimento di temi totalmente originali per il medium. La tematica ambientalista trova riscontro già nell’ambientazione in cui si apre l’opera: Midgar è una megalopoli ultratecnologica controllata dalla potente e corrotta organizzazione ShinRa che, pur di garantire produttività e benessere ai cittadini, sfrutta l’energia del pianeta (la cosiddetta Mako). Il suo uso massivo provoca un deserto spoglio, essiccato e privo di qualsiasi forza vitale al di fuori della città-stato. Nel corso dell’epica avventura il protagonista Cloud, assieme ai suoi compagni di viaggio, si scontrerà più volte con le conseguenze del consumo che avvelena il pianeta. È esemplare, in questo senso, il background di uno dei co-protagonisti, Barret Wallace: cresciuto in un remoto villaggio, trascorre una giovinezza lontano da qualsiasi forma di tecnologia. In questo luogo ameno, fatto di vita lenta e valori familiari, la situazione precipita quando viene costruito un reattore di Mako nelle vicinanze che in poco tempo esplode, facendo perdere a Barret i suoi cari e il suo luogo natio. Da quel momento cercherà vendetta e criticherà, durante l’avventura, qualsiasi uso errato dell’energia planetaria. Per questi motivi Final Fantasy VII è percepito come il primo grande prodotto che ha approfondito il tema dell’ambientalismo nei videogiochi.

Death Stranding: ecologia in un mondo distopico

Nel 2019 la neonata Kojima Productions pubblica un videogioco che avrebbe, in pochi mesi, predetto il futuro. L’universo elaborato dal genio Hideo Kojima è infatti simile a ciò che il mondo vivrà a seguito della pandemia da Covid-19: l’umanità è obbligata a vivere in isolamento a seguito di un evento catastrofico noto come Death Stranding, che ha connesso il mondo dei vivi con l’aldilà. Questa tragedia ha portato i superstiti alla solitudine e sono costantemente minacciati da entità invisibili che reclamano i corpi e causano voragini distruttive. In questo contesto distopico, l’assenza dell’umano consente alla natura di trovare spazio per germogliare. Ecco qui che il protagonista Sam Bridges, un corriere di beni essenziali per la sopravvivenza, è inviato da una costa all’altra dell’America, osservando i resti di una civiltà che non c’è più. In ogni consegna da portare a termine il giocatore scopre in che modo la natura ha ripreso i suoi territori, esplorando zone incontaminate che offrono scorci meravigliosi. La tematica ambientalista esplora il dubbio se sia possibile stabilire una connessione fra esseri umani in armonia con la natura. A questa riflessione si aggiungono altri temi che rivestono un ruolo principale, come il rapporto tra la vita e la morte e la necessità di essere umani anche in condizioni di sopravvivenza.

Viewfinder: fotografia e ripristino ambientale

Viewfinder è un videogioco rompicapo pubblicato nel 2023 dalla casa indipendente Thunderful Games che fa dell’ambientalismo il tema centrale della sua narrativa. Il giocatore veste i panni di un personaggio senza nome: il suo compito è trovare un modo per ridare vitalità alla Terra, in un futuro in cui tutta la vegetazione si è estinta e l’ossigeno è carente. La soluzione a questo problema viene progressivamente scoperta attraverso dei rompicapo che si svolgono in simulazioni con realtà aumentata, dove un gruppo di giovani scienziati dalle diverse personalità ha dato il proprio contributo teorico al ripristino degli ecosistemi. I puzzle sono risolti dal protagonista con un espediente singolare: l’uso di fotografie, i cui soggetti si materializzano in tempo reale dinanzi al giocatore. Questo medium viene impiegato anche per sottolineare un ulteriore aspetto ecologico, ossia il rimando a un passato incorniciato e ideale che non trova più corrispondenze con la terribile realtà. L’opera di Thunderful Games emerge come una delle più recenti a trattare l’ambientalismo nei videogiochi.

Fonte immagine in evidenza: Depositphoto.com – HenryStJohn

Articolo aggiornato il: 21 Gennaio 2026

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