No Man’s Sky | Recensione

No Man's Sky | Recensione

Il videogioco No Man’s Sky è, oggigiorno, uno dei migliori RPG online open world presenti sul mercato. Il titolo di Hello Games ha una storia assai particolare, poiché all’uscita – avvenuta nel 2016 – presentava una miriade di problemi che portarono i fan che avevano supportato il gioco a disprezzarlo su tutti i fronti.
Il futuro di No Man’s Sky non è stato, dunque, dei migliori: il gioco ha infatti avuto risultati pessimi al suo esordio, finendo nel dimenticatoio del genere sci-fi. Se infatti prometteva una grafica accattivante e un mondo vastissimo e differenziato da poter esplorare, all’uscita il gioco non godeva di nessuna di queste due caratteristiche, istigando i fan a credere di esser stati presi in giro dalla casa produttrice rispetto a tutte le promesse sul videogame.

A distanza di svariati anni la situazione cambia drasticamente. Il team di sviluppo lavora – evidentemente nella direzione giusta – per dare effettivamente vita a quel videogame sognato ed ideato in un universo potenzialmente infinito da esplorare e colonizzare.

No Man’s Sky…oggi

Per chi non ha chiesto il rimborso al debutto e per chi non è rimasto ancorato all’idea di un team di sviluppo scorretto ed ingannevole, si potrebbe parlare di un investimento a lungo termine. Il gioco, infatti, è completamente differente rispetto alla versione del suo esordio.
La grafica è stata aggiornata, adattandosi anche alla nuovissima console PlayStation 5 e garantendo panorami particolari e suggestivi a seconda del pianeta sul quale il giocatore si trova. In uno dei primissimi aggiornamenti, è stata implementata la costruzione della propria base su un pianeta a scelta, rendendo la raccolta di risorse meno basica oltre che funzionale ad uno scopo maggiore. È stato introdotto il multiplayer, che consente ad un massimo di 32 giocatori di trovarsi contemporaneamente nello stesso sistema solare. Per di più, il gioco crea i suoi pianeti sulla base di un sistema procedurale che, secondo le stime, può potenzialmente crearne 18 trilioni: un numero indiscutibilmente adatto a garantire ai giocatori di godere di un’esperienza di gioco potenzialmente infinita. Inoltre, bisogna considerare l’alternanza del ciclo giorno-notte con la conseguente presenza differenziata di fauna e flora su ogni singolo pianeta.
Il mondo, inizialmente privo di vita e che suscitava come unica sensazione quella di incompletezza, è ora pieno di elementi che l’occhio del giocatore può apprezzare, iniziando dai nuovi animali coi quali è possibile interagire per finire con gli extra-terrestri ed i nuovi giocatori che possiamo trovare sulla nostra strada. Nel 2024, No Man’s Sky è un titolo che, per chi ama l’esplorazione ed il farming, non può mancare nella raccolta.

Un fenomeno raro

La fortuna di questo gioco, un’eccezione alla regola a tutti gli effetti, è stata quella di avere un team che, accumulati i soldi dalle vendite, non ha abbandonato il progetto. Una mosca bianca poiché, in condizioni normali, un prodotto videoludico non dovrebbe mai essere distribuito ai propri consumatori in vesti incomplete. È stato un processo lungo che ha richiesto ai pochi sostenitori del progetto una mole di pazienza davvero ingente, ma poter giocare alla versione odierna del gioco è, senza ombra di dubbio, un’esperienza gratificante per quei giocatori che, ormai da anni, sognavano di perdersi nell’infinità dello spazio e di scoprire cosa l’universo ha da offrire ad un fantomatico essere umano del futuro.

Fonte immagine: Canale YouTube di IGN.

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