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A proposito del senso della vita: il ritorno di Vito Mancuso

A proposito del senso della vita

A proposito del senso della vita: uno sguardo più da vicino al nuovo libro di Vito Mancuso

Vito Mancuso è un teologo e docente italiano, nato nel 1962 a Carate Brianza. Dal 2013 al 2017 è stato docente di “Storia delle Dottrine Teologiche” presso l’Università degli Studi di Padova. È stato docente di Teologia presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano dal 2004 al 2011. Dal 2009 al 2017 ha collaborato con il quotidiano “La Repubblica”.

A proposito del senso della vita è l’ultimo dei suoi libri pubblicato da Garzanti nel Maggio 2021. 

A proposito del senso della vita, trama del saggio

Vito Mancuso con il suo nuovo saggio “A proposito del senso della vita” cerca di rimetterci in contatto con la filosofia.

In un mondo ormai dominato dalla logica dell’apparenza e del consumo, le domande esistenziali sono quasi del tutto scomparse, oppure sono cambiate. “Da dove vengo?” è diventato “Quanto guadagno?”. “Dove vado?” si è trasformato in “Cosa compro?”. Ma la pandemia ha riacceso l’antico malessere che affligge da sempre gli esseri umani, che Mancuso identifica con la mancanza di identità. Secondo il filosofo abbiamo perso un’idea e una direzione collettiva, disperdendoci e isolandoci sempre di più. Se il senso della comunità viene meno, altrettanto faranno le grandi ideologie. Tuttavia non bisogna abbandonarsi all’assurdo e al non-senso. La pandemia e la conseguente abbondanza di tempo libero ha spinto molti ad un’attività introspettiva e riflessiva più profonda del solito. Il male, il dolore e la perdita sono entrati prepotentemente nella nostra quotidianità, da cui tentiamo però normalmente di distaccarci. Non potendo più ignorarli è necessario capire il senso del loro esistere.

Mancuso considera il male e la sofferenza non come qualcosa da eliminare ma come il motore indesiderato del progresso. Se il male è sotto i nostri occhi non dobbiamo fuggire, né accettarlo passivamente, ma agire concretamente per rendere la vita meno ingiusta e dolorosa.

Le tesi principali su cui si sviluppa il saggio di Mancuso sono due.

La prima, incentrata sul valore della libertà, è che non c’è senso senza consenso. Questo significa che ognuno di noi è l’artefice o l’interprete del senso che decide di dare alla propria vita. Il senso può esistere oppure no, dipende da noi.

La seconda tesi è incentrata sulla relazione: il senso della vita è la sinergia. Il termine sinergia viene ripreso dal filosofo Marco Aurelio e viene interpretato da Mancuso come il legame costitutivo di qualsiasi forma di vita e tra le diverse entità. Tutto è relazione e aggregazione.

E in quest’ottica le due tesi si ricongiungono poiché “il sentire è sempre consentire, sentire-con, nel senso che si sente quello con cui siamo collegati“.

Con queste due tesi Mancuso cerca di raggiungere un equilibrio tra le prerogative individuali e la prospettiva relazionale. L’onnipotenza dell’ego deve ritirarsi e dare spazio alla percezione di un vuoto interiore che tutti noi proviamo. Questo vuoto può generare paura, sconforto e la tendenza a colmarlo con oggetti e idee vane e superflue. Ciò di cui invece abbiamo bisogno è riscoprire questo vuoto e preservarlo, comprendendo che esiste qualcosa più grande dell’Io. Ognuno può trovare dentro di sé il senso del proprio vivere. O meglio, ognuno può decidere nel suo intimo quale senso dare alla propria esistenza, quali valori abbracciare e quali no, cosa essere. Il senso della propria vita è una costruzione quotidiana. Bisogna strutturarlo quotidianamente, mediante una politica di piccoli gesti che conducono la nostra coscienza a capire e ad amare sempre più la logica profonda della vita, la sua misteriosa e insieme dolorosa poesia. 

 

 

Fonte immagine in evidenza: https://www.garzanti.it/libri/vito-mancuso-a-proposito-del-senso-della-vita-9788811000778/

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A proposito di Benedetta Russo

Napoletana, classe 96, studentessa di Lettere Moderne. Cresciuta a pane e libri, amante della letteratura e dell'arte a 360°, cinefila a tempo pieno.

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