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Alexei Navalny, Non tacete! Discorsi sulla libertà in Russia

Alexei Navalny

Non tacete! Discorsi sulla libertà in Russia è un libro che raccoglie quattro discorsi pronunciati da Alexei Navalny per difendersi dalle accuse dello Stato russo in tribunale. In Italia è edito da Garzanti, nella collana I coriandoli e tradotto da Paola Rumi. 

Alexei Navalny è un forte oppositore del governo di Vladimir Putin. Nel 2020 è sopravvissuto a un tentativo di avvelenamento da parte dei servizi segreti. Nel frattempo in patria era sotto arrestato e per questo nel 2021 viene fermato in aeroporto per poi essere processato. In questo libro sono raccolti i suoi discorsi in tribunale prima che venisse condannato a molti anni di reclusione. Un tentativo di urlare in favore della libertà anche a costo di scontrarsi con un muro di silenzio e omertà.

Il tentativo di avvelenamento era stato attuato ai suoi danni nell’agosto del 2020. Navalny si risveglia dal coma solo a settembre in Germania. I riscontri riguardo le cause del coma sono chiari e in una telefonata Navalny riesce a far confessare a uno degli agenti dei servizi segreti il coinvolgimento nell’accaduto. Contemporaneamente Navalny portava avanti con la sua organizzazione un’inchiesta che rendeva noto l’utilizzo a scopi personali di un sontuoso palazzo sulla costa del Mar Nero da parte di Vladimir Putin. Tornato in Russia, viene immediatamente arrestato per la violazione dei termini di una precedente condanna a suo carico per presunta frode e riciclaggio di denaro. Il testo si apre con il discorso di Navalny tenuto nel dipartimento di polizia del ministero degli Interni a Chimki il 18 gennaio 2021:

Ci rubano il nostro presente, ci prendono il nostro futuro. Queste perdite sono irreparabili. Finché non agiremo tutti, non verremo aiutati. […] Non restate inerti! Di che cosa ha paura quel rospo seduto sulla conduttura? Che cosa temono principalmente quei ladri nei loro bunker? Lo sapete bene! Hanno paura che le persone scendano in piazza.

Le parole di Navalny sono prive di retorica; con sprezzante coraggio incita il popolo a ribellarsi all’oppressione del governo di Putin, che lo arresta, con un processo a porte chiuse. Navalny afferma che il governo ha paura di coloro i quali urlano la loro libertà. La scelta degli appellativi utilizzati per definire Putin è strategica, perché mira a sminuirlo, demolendo del tutto l’immagine di grande capo o genio del male. L’accento è inoltre puntato sulle carenze dello Stato russo, tra le quali quelle riguardanti l’assistenza sanitaria degli ultimi anni. 

Nel secondo discorso Navalny si difende dalle accuse di aver violato la libertà condizionale nel caso Yves Rocher, per il quale era stato dichiarato innocente dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. In questo discorso Navalny riconduce il tutto ancora una volta a Putin “offeso a morte” dal suo essere sopravvissuto al tentativo di avvelenamento. Navalny continua, nonostante le interruzioni del pubblico ministero, a portare avanti le sue posizioni. Ad essere riportata in auge è la paura, da cui esorta i suoi concittadini a liberarsi, perché ciò comporterà la perdita del loro futuro. Inoltre, il modo migliore secondo Navalny per convincere i cittadini a piegarti è l’isolamento; la solitudine nella quale “il sistema” vuole indurre i dissidenti, che vanno contro le regole prestabilite, e nella quale cercano di confinare anche lui. 

Perciò questo è molto importante: non aver paura delle persone che vogliono la giustizia

Questo il grido che Alexei Navalny ripropone a più riprese in questi discorsi, smascherando alcune modalità volta a guardare al futuro prendendo come punto di riferimento il passato, obliando totalmente il presente e le difficoltà attuali in cui è relegato il popolo russo.

Le parole di Navalny sono rivolte a una Russia che ci si auspica torni ad essere giusta e libera, oltre che ricca in maniera davvero equa e proporzionata. 

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A proposito di Carmen Alfano

Studio Filologia Moderna all'università degli studi di Napoli "Federico II". Scrivo per immergermi totalmente nella realtà, e leggo per vederci chiaro.

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