Anche Domattina, recensione del romanzo di Carla Tomei

Anche domattina

Recensione di Anche Domattina, l’opera prima della prima della scrittrice Carmela G. Tomei vincitrice dell’edizione 2020 del torneo IoScrittore

Eleonora e Daniele hanno vissuto una lunga storia d’amore, iniziata ai tempi dell’università e culminata nel loro matrimonio. Tutto a un tratto il filo si spezza ed Eleonora lascia Daniele, a cui non restano che i diari della ragazza per tenere vivo il ricordo del loro rapporto. Ma leggendoli Daniele scoprirà dettagli sulla vita di Eleonora di cui non era a conoscenza.

Anche Domattina, raccontare la fine di una storia

Come si può raccontare un amore finito per sempre? È possibile riuscire a raccoglierne i cocci sparsi per terra e tentare di ricominciare? È quello che si chiede Carmela G. Tomei nel suo romanzo di debutto Anche domattina, vincitore dell’edizione 2020 del torneo IoScrittore.

La scrittrice struttura la sua narrazione su due piani differenti. Da un lato i diari di Eleonora, in cui si manifesta il carattere di una persona positiva, intraprendente e curiosa verso il mondo nonostante un passato segnato dalla perdita della madre e dal rapporto conflittuale con la nonna materna, che la rinnega in quanto nata fuori da un matrimonio. Dall’altro i pensieri di Daniele, che rappresenta l’estremo opposto. Pragmatico, cerebrale e materialista, soffocato da una madre e da una sorella apprensive e assorbito dagli impegni di lavoro.

Sembra essere proprio questa la molla che fa scattare in Eleonora la decisione di lasciare Daniele. In realtà c’è molto di più dietro a quella scelta e quando Daniele scoprirà la verità dovrà trovare un modo per andare avanti con la propria vita, nonostante l’assenza della donna amata.

Un non-romanzo

Se si dovesse cercare di trovare un motivo per cui Anche Domattina ha trionfato su tanti altre opere in concorso al torneo IoScrittore, lo si potrebbe trovare innanzitutto nello stile. Carla G. Tomei non si lascia andare ad orpelli linguistici tanto belli da vedere quanto superflui, come è tipico di tanti autori emergenti. La storia viene raccontata nel segno della semplicità, di una lingua frutto della quotidianità e del parlato che scolpisce immagini precise nella mente. Si passa così dai quartieri napoletani all’ambiente universitario e giovanile fino a toccare le terre del Giappone, meta in cui Eleonora si ritrova grazie al progetto Erasmus

Un altro motivo per cui Anche Domattina merita di essere letto è il suo essere un romanzo sui generis: non è un diario, né un romanzo epistolare, né tantomeno un flusso di coscienza. Ma allora cos’è? La risposta è molto semplice.

Questo non è un romanzo: è più una sorta di quaderno di appunti e riflessioni sulla fine di un amore, sulle ferite che lascia nella persona che si è sentita abbandonata e che vive in bilico tra l’odio profondo verso chi ha amato e la dovuta devozione che non viene meno. È impossibile non enfatizzare con Daniele e con quel suo malessere che tutti abbiamo provato almeno una volta, ma lo stesso vale per Eleonora e la sua incontenibile voglia di vivere nonostante tutto.

Un romanzo semplice nello stile quanto nella struttura, ma non per questo figlio della banalità.

Immagine di copertina: Il Libraio

A proposito di Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ha scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e da cinque anni scrive per "Eroica". Ama la letteratura, il cinema, l'arte, la musica, il teatro, i fumetti e le serie tv in ogni loro forma, accademica e nerd/pop. Si dice che preferisca dire ciò che pensa con la scrittura in luogo della voce, ma non si hanno prove a riguardo.

Vedi tutti gli articoli di Ciro Gianluigi Barbato

Commenta