Angeli Perduti del Mississippi di Fabrizio Poggi | Recensione

ANGELI PERDUTI DEL MISSISSIPPI

Angeli Perduti del Mississippi di Fabrizio Poggi è il libro che ogni appassionato di Blues, neofita o veterano che sia, dovrebbe scegliere di leggere. In meno di trecento pagine e numerosi paragrafi suddivisi in ordine alfabetico senza pedanteria né pretese enciclopediche, l’opera propone una serie di parole-chiave ricorrenti nella sterminata discografia della Musica del Diavolo, da candy man a dust my broom, passando per hellhound e fino a killing floor. Tra queste, quali ulteriori emblemi delle dodici battute, figurano descrizioni accurate di generi e sottogeneri, ritratti di musicisti leggendari e citazioni di canzoni entrate nell’immaginario collettivo tanto da influenzare la sensibilità dell’universo del Rock e delle sue differenti diramazioni culturali. E per ogni parola proposta, vengono forniti numerosi dati storici nonché spunti aneddotici e discografici.

Angeli Perduti del Mississippi di Fabrizio Poggi | La recensione

Fabrizio Poggi, armonicista di fama internazionale nominato ai Grammy Awards 2018, cantante e scrittore esperto di Blues, tratteggia tra le righe la quotidianità semplice quanto misteriosa del mondo afroamericano, permeata di ritualità insieme magiche e religiose. Una lunga e variegata storia fatta di espedienti per la sopravvivenza, tra senso di irrinunciabile speranza e spettro minaccioso della rassegnazione. Una narrazione, soprattutto, fatta di eventi, leggende, nomi, consuetudini e formule musicali tramandate nei decenni che, solcando vinili ed esistenze, hanno conferito una precisa identità al popolo del Blues nella sua interezza, oltre che ai suoi singoli eroi.

Tra amuleti e medicinali di dubbia efficacia, patti col Demonio ed alcolici di contrabbando, gli Angeli Perduti del Mississippi cercano disperatamente una carezza nelle tenebre di un destino impietoso e disumano. Laddove i sentimenti non sono contaminati dal marciume degli egoismi materiali e la libertà trova naturalmente voce nella musica capace di raccontarla, il Blues si fa strada tra acque fangose, strade deserte, campi aggrediti dalle intemperie, locali annebbiati dagli effluvi alcolici e tratteggiati da colori vivi, sensuali quanto malinconici.  

Una lunga ed interessante parte della narrazione è dedicata a Bob Dylan. Icona della musica mondiale tradizionalmente non associata al Blues, Robert Allen Zimmerman è – spiega Fabrizio Poggi – molto più vicino al Blues di quanto possa apparire all’esito di un ascolto superficiale. Cresciuto a pane e Robert Johnson & co., il songwriter più influente della storia del Rock ha degnamente custodito lo spirito della Musica del Diavolo, riproponendolo attraverso le sue declinazioni più genuine ed autentiche, con testi e musiche semplici e complessi, incisivi nella loro immediatezza e nella loro naturale capacità di comunicare ed emozionare.

Anche per questo, Angeli Perduti del Mississippi merita di essere letto e riletto, come un prezioso volume ove ritrovare, nel mezzo dei tanti dati in bilico tra storia e leggenda e delle oltre cento illustrazioni a corredo, una visione scevra da mitologie e da luoghi comuni, al punto infine di rimanere incantati dal ritratto rispettoso, tenero, triste e divertente, dei diversi, umanissimi Angeli che, nel Mississippi di ogni dove, macinando chilometri di delusioni, continuano a rinnovare il Blues della propria perpetua rinascita: invincibile nel suo essere indifeso, autentico e rivoluzionario.

ANGELI PERDUTI DEL MISSISSIPPI
Fabrizio Poggi – Angeli Perduti del Mississippi – Ed. Meridiano Zero

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A proposito di Mirko Ambrosio

Nato a Napoli per fortuna, laureato in legge per caso, appassionato di musica per scelta.

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