City di Baricco: la città che vive dentro

CiityPossono essere piacevoli i libri intricati, quelli che hanno storie che sono degli intrecci, che seguono tanti fili come un albero che ha tanti rami, una rosa con tante spine, fanno grandi giri e poi in maniera circolare ma con tante curve tornano all’origine, rivelandoti un punto focale, il centro di tutto che all’inizio non avevi visto, non lo potevi vedere.

City/La città è per definizione un insieme di strade, di persone, di insegne luminose, luci, nomi di vie e case. Tutto è caotico nella città. Tutto fa rumore. Non ti sembra ci sia un ordine nella disposizione delle cose eppure c’è, alla base di tutto. Questo libro è così. Un insieme di strade parallele che non si incontrano, eppure sono collegate e portano ad un centro.

City è un romanzo di Alessandro Baricco pubblicato nel 1999 dalla casa editrice Rizzoli, poi riedito da Feltrinelli. È il quarto romanzo di Baricco in ordine di pubblicazione e ha rappresentato uno dei primi casi di lancio editoriale “in rete” con l’apertura di un apposito sito web e di un forum specifico per i lettori.

«Questo libro è costruito come una città, come l’idea di una città. Mi piaceva che il titolo lo dicesse. Adesso lo dice. Le storie sono quartieri, i personaggi sono strade. Il resto è tempo che passa, voglia di vagabondare e bisogno di guardare. Ci ho viaggiato per tre anni, in City. Il lettore, se vorrà, potrà rifare la mia strada. È il bello, e il difficile, di tutti i libri: si può viaggiare nel viaggio di un altro?»

C’è una strana genialità, nel disordine più totale. C’è una verità nascosta, nei grovigli più intricati. In ogni nonsense c’è sempre un sense e quanto più il nonsense è grande, tanto più il senso nascosto sarà importante.

Ma qualcosa in Baricco non si riesce mai pienamente a comprendere. Non si scorge subito, non è immediato. Quello è il nocciolo della sua scrittura, il senso ultimo da scavare e da scoprire. Se si scava in profondità e se si riesce a toccarlo, esso si presenterà a noi come una rivelazione.

C’è Gould, l’adolescente genio che ha ventisette professori, studia statistica e vive con la sua governante muta e i sue due amici, il gigante Diesel e il nano Poomrang. Poi c’è Shatzy Shell, impiegata in un centralino, che sogna di fare un western e porta con sè un registratore per annotare le sue idee. Quando quest’ultima conosce Gould, diventa contemporaneamente sua amica e la sua nuova governante. Ancora, Larry, il pugile benestante e senza paura, Mondini, il suo allenatore, il professore Mondrian Kilroy che studia Monet e il prof Taltomar che fa del calcio una metafora di vita.

Tutti questi personaggi hanno dentro sè un micromondo, la city, fatto di storie profonde, incredibili, a tratti irreali. E questo micromondo si incontra con il mondo fuori e forma una rete di relazioni che assomiglia proprio ad una città.

City è la città nascosta che vive in ognuno di noi

Una cosa in tale testo è certa: non si riesce a capire se queste figure siano reali o frutto della fantasia di Gould e della creatività di Shell, i due grandi pilastri del libro. Entramb possono essere identificati nel bambino, un piccolo genio e la sua compagna, la sua musa: Shatzy e Gould sono degli artisti, hanno quella follia mista a genialità propria solo di tali figure.

Accanto a loro emerge il confine sottile tra restare e partire. La ricerca di una meta e di se stessi. L’assurdo di come le cose semplici a volte sembrino astruse e come le cose più complicate riescano ad essere raccontate con estrema naturalezza. E al centro di tutto, la capacità creativa e intuitiva e la pazzia. La più grande idea che è sempre in bilico tra infantilità e ingenuità. Gould e Shell sono due personaggi meravigliosi e complementari.

Due intellettuali, necessariamente folli e per questo incompresi, ma sempre onesti. Non è facile incontrare un intellettuale onesto, che resta puro, che rimane incontaminato, che riesce a non perdere la sua vitalità originaria.

Baricco, uno scrittore di cui non si comprende mai se stia raccontando una barzelletta o stia dando una lezione di vita. A volte profetico, a volte istrionico. Dissacrante, illuminante, con una quantità innumerevole di facce senza poter definire quale sia prevalente, quale sia autentica. Forse, come i personaggi dei suoi libri, il suo intento è non farti capire dove finisca la realtà e dove inizi la finzione, un oscillare continuo tra scherzo e ironia, reale e immaginato.

E proprio questa incertezza ti spinge a leggerlo e leggerlo ancora, come quando ami qualcosa proprio perché non la comprendi pienamente, la conosci ma sai che non potrai mai conoscerla fino in fondoLa componente misteriosa è quasi essenziale in qualsiasi storia d’amore e Baricco non se ne discosta, giocando moltissimo sul dare e non dare, su detto/non detto. Al lettore sta svelarne il senso. E forse è anche esso solo una fantasia.

About Giovanna Fusco

22 anni. Studentessa di Lettere Moderne, all'Università "Federico II" di Napoli. Collabora presso la Libreria "iocisto" Ha un'anima bohemien, ama tutto ciò che è arte e sogna il vintage anni 80. La Letteratura è il teatro sono le sue più grandi passioni.

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