Daniela De Prato e la rabbia

Daniela De Prato

Daniela De Prato è nata a Udine dove lavora in ambito museale e collabora alla realizzazione di video-documentari con l’Associazione Officine Visive di Tolmezzo. Scrive sul periodico del Comitato Tina Modotti Perimmagine. Grazie ad alcuni racconti brevi, ha vinto il premio Leggimontagna e il Maddaloni – Città degli Angeli. Ha pubblicato due romanzi: Il sole negli occhi ed Exit. L’Italia intera è al centro della sua scrittura, dal Nord alla Sicilia, dall’Appennino lucano al centro Italia. L’ultimo romanzo dell’autrice è La rabbia, edito dalla casa editrice Ioscrittore, un marchio editoriale di Gruppo editoriale Mauri Spagnol.

La rabbia di Daniela De Prato è un romanzo in cui le esistenze di quattro famiglie italiane si incontrano, nel primo decennio del Novecento. Il racconto si svolge interessando l’intero stivale: dal Nord al Sud Italia, dal Friuli alla Toscana, dalla val D’Agri al Brennero. L’inizio della storia si sviluppa in Basilicata, nel 1914, tra Marsicovetere e i monti di Viggiano. La descrizione si apre con l’immagine del sindaco del paese che vaga per le strade in sella al suo possente cavallo. L’Italia si sta preparando per entrare nel primo conflitto mondiale, conflitto che, in breve tempo, garantirà terreno fertile per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Racconti di storie di partigiani, di emigrazione, di povertà, di famiglie in lutto per la perdita dei propri figli allontanati prematuramente dalle mura paterne per correre in difesa della Patria.

L’autrice scrive:

Le storie di guerra non si raccontavano, questa era la regola. Chi le aveva vissute voleva dimenticare. Ciò che accade in guerra non vale più, in tempo di pace, pensavano i superstiti. Negavano, e così affermavano ogni orrore e ogni crudeltà, trasformandolo in indifferenza: ‘Ciò che è passato è passato’. Come un bolo mal digerito che si congela nello stomaco finché non viene vomitato, orrore, crudeltà e indifferenza erano destinati a gravare sui posteri.

La narrazione si suddivide in 8 capitoli: Trapassato remoto, Presente, Passato remoto, Trapassato prossimo, Il tempo fermo, Imperfetto, Presente, Futuro, coprendo così un arco temporale che va dal 1914 ai giorni nostri.

La rabbia di Daniela De Prato

Il filo conduttore del romanzo è un processo, avvenuto di recente, in cui Clara Pellegrini, Alexandra Sarti e Pietrangelo di Pierri rischiano a causa di un gesto violento nei confronti della Multinazionale che è responsabile della devastazione di un territorio e della morte di molteplici persone. I tre finiscono sul banco degli imputati con i seguenti capi d’accusa, ordinati per gravità: formazione di banda armata per la commissione del reato di associazione con finalità di terrorismo, danneggiamento, incendio doloso e tentata strage e per Clara c’è anche l’aggravante di essere stata il capo della banda.

L’autrice scrive:

Come si può pensare che tre persone così, un dottore in scienze forestali, uno in scienze agrarie e una guida turistica – nessuno con competenze ingegneristiche o informatiche – senza alcun precedente, senza contatti con il mondo della criminalità né esperienze di alcun tipo nel ramo, uniti tra loro dalla semplice amicizia, senza alcun interesse economico, in stato alterato per la perdita di Francesco possano avere organizzato un piano criminale come quello ipotizzato dall’accusa?

[…] Come si può pensare di rovinare loro la vita solo per avere preso pubblicamente una posizione contraria alla Multinazionale, peraltro del tutto legittima?

Clara si trasforma, lentamente, nella protagonista della seconda parte del romanzo. Ma la sua storia, in realtà, è la storia dei suoi antenati e degli eventi accaduti nel loro passato. Ed il passato, nonostante temporalmente sia passato, è nel bagaglio storico-culturale di Clara, Alexandra e Pietrangelo e ancor più, scorre, forse, nel loro dna. 

La rabbia di Daniela De Prato è scritto con cura e meticolosità, molteplici sono gli aggettivi adoperati dall’autrice nella stesura del romanzo, la cui lettura risulta piacevole e scorrevole. Notevole il numero dei personaggi citati all’interno del testo, così come sono numerosi i luoghi in cui si svolgono le storie. Nonostante possa sembrare apparentemente difficoltoso trovare un filo conduttore nella narrazione, giungendo al termine del racconto, si può ritrovare ciò proprio nella Storia, che è una storia che accomuna tutti, che lega gli uomini e fa vivere loro le conseguenze di scelte altrui e così via. Un racconto intenso, forte, impegnativo, toccante, capace di aprire la mente a svariati spunti di riflessione.

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