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Eroica Fenice

Eccomi

Eccomi: il ritorno di Jonathan Safran Foer

Dopo 10 anni di attesa è uscito “Eccomi” (titolo originale “Here, I am”) il nuovo libro dello scrittore statunitense Jonathan Safran Foer, conosciuto in tutto il mondo per i romanzi “Ogni cosa è illuminata“(2002) per il quale ha vinto il Guardian First Book Award e “Molto forte, incredibilmente vicino” (2005) dai quali sono stati tratti due film di successo.  

Edito, come le altre opere di Safran Foer,  dalla casa editrice Guanda, “Eccomi” vede protagonista la famiglia americana e ebrea dei Bloch, che si confrontano con una crisi familiare e si interrogano sul significato dell’identità ebraica oggi, soprattutto per chi, come loro, hanno scelto di vivere lontano dalla terra di origine, rappresentata nell’immaginario collettivo da Israele.

Sam, uno dei giovani componenti della famiglia Bloch, è un tredicenne in procinto di celebrare il Bar mitzvah –che festeggia il momento in cui un bambino ebreo diviene adulto e responsabile, dal punto di vista religioso, del proprio comportamento- ma è ostile a prendere parte a questa cerimonia e manifesta il suo disappunto scrivendo insulti e volgarità alla scuola ebraica nonché rifugiandosi nella realtà virtuale del videogame Other Life.

Jonathan Safran Foer racconta di una famiglia alle prese con il Bar mitzvah

Il Bar mitzvah di Sam diventa il simbolo del cambiamento, non solo ideologico, che vivrà tutta la famiglia Bloch: Irv, nonno di Sam, emigra negli Stati Uniti lasciando suo fratello in Israele, ma rimane, tuttavia, rigido nelle sue posizioni estremiste; Jacob, suo figlio, papà di Sam, Max e Benjy, autore di trasmissioni televisive, appare agnostico e insicuro della vita costruita negli Stati Uniti; Julia, moglie di Jacob, severa e determinata, sogna una casa tutta per sé dove non ci sia posto per nessun altro, nemmeno per il cane Argo, dimostrando un bisogno fisiologico di stabilità e sicurezza.

Tutto cambia quando scoppia un terremoto in Israele dal quale scaturisce, oltre che una crisi umanitaria, un acuirsi dei conflitti territoriali tra i paesi mediorientali. Il cugino Tamir, in visita negli Stati Uniti al momento dell’improvviso avvenimento, stimola soprattutto in Jacob reminiscenze di sentimenti molto intensi verso una patria fittizia per la quale è ormai venuto meno l’attaccamento originario.

“Eccomi” di Jonathan Safran Foer, un romanzo complesso nel quale ritrovare noi stessi

Dialoghi sottintesi, gesti inaspettati, allusioni sottili, tradimenti, frasi non dette. Tutti questi elementi si accumulano, rischiando di affossare l’amore, la voglia di condividere valori e problematiche, di mettersi in gioco dei singoli componenti della famiglia Bloch in una realtà diversa da quella originaria e facendoli precipitare in una profonda crisi identitaria.  

Questa crisi vissuta dalla famiglia Bloch nel romanzo “Eccomi” è la crisi di ciascuno di noi: quanto siamo disposti a perdere e lasciar andare della nostra identità quando decidiamo di condividere con persone culturalmente e ideologicamente diverse la nostra vita? Quanto il nostro passato resta “passato” e quanto influisce sulle nostre scelte quando iniziamo una vita diversa e magari lontana dagli affetti?