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Eroica Fenice

Maldestro, un’intervista

Maldestro, nome d’arte di Antonio Prestieri, è un cantautore e musicista napoletano. Sopra il tetto del Comune è la canzone con la quale ha esordito, vincitrice di diversi premi: Premio CiampiPremi De AndréSIAEAFIMusciultura 2014.

Il 14 aprile 2015 è stato pubblicato il suo primo album: “Non trovo le parole” che rivela, tra i tanti sentimenti, soprattutto la speranza, quella, che in fondo abbiamo un po’ tutti, di realizzare qualcosa di bello.

Ma lasciamo la parola a Maldestro…

Ciao Maldestro, partiamo proprio dal tuo nome d’arte: il significato è esemplificato completamente nell’omonima canzone o dobbiamo sapere altro?

Certo, che sono molto peggio di quello che ho lasciato intendere nella canzone. Mi pare di non aver detto che gli amici si preoccupano degli arredi delle proprie case o dei miei musicisti che temono l’incolumità dei propri strumenti. No, questo non l’ho detto. Di certo, continuo a rompere molte cose.

Hai due passioni: la musica e il teatro ma è quest’ultima che ti ha cambiato la vita. Ce ne vuoi parlare?

Il teatro è il posto in cui mi sento veramente a casa. Mi ha fatto conoscere la bellezza, la polvere dell’arte, l’umidità dell’arte. In teatro ritrovo tutte le cose che perdo per la strada, quelle che non trovo nelle tasche, tutte quelle che perdo nella vita. Sì, le ritrovo proprio lì.

Non trovo le parole è il titolo del tuo primo album, eppure mi sembra che di parole tu ne abbia trovate abbastanza.

Non trovo le parole è un’espressione. Con gli anni è diventata una frase per manifestare dissenso o meraviglia. Non trovo le parole per molte cose, troppe. Poi ti accorgi che le parole possono spostare i fiumi e fermare le piogge, o meglio ancora, restituire un silenzio di pace, che rende la pena più dolce.

«Io sono nato qui dove chi crede che è possibile cambiare». Tu sei l’esempio che è possibile «da un balcone vedere persino il mare».

Molte persone riescono a vedere da un balcone di periferia il mare, perché lo portano dentro con le sue ondate e le sue profondità. Molte persone, laggiù in periferia, sono esempi da seguire, esempi molto più nobili. Ci sono idraulici, falegnami, panettieri che resistono, spaccandosi la schiena. Loro sono i miei miti. Io ho scelto di fare il cantautore, meno faticoso. Ma il mare, quello, nessuno me lo porta via da dentro, è sempre lì con le sue ondate e le sue profondità.

Sogni e progetti futuri?

Riuscire a costruire qualcosa di buono, che resti nel tempo, come un buon vino. Intanto si prepara il secondo album e un nuovo concerto per il teatro, dove la prosa cercherà di trovare un accordo con le canzoni.

Grazie Maldestro per l’intervista concessa alla testata.

Grazie a te.

Di seguito i link per aggiornamenti e prossime pubblicazioni:

www.arealive.it/index.php?sz=artist&id=68

https://www.facebook.com/MaldetroOfficial/?fref=ts

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