Era meglio il libro di Valerio Lundini | Recensione

Era meglio il libro

Era meglio il libro, edito da Rizzoli Lizard nel 2021, raccoglie i racconti migliori di Valerio Lundini: autore comico, musicista, disegnatore e presentatore.

Lundini interpreta corti, sketch e spettacoli, lavora in radio e in televisione… figo, no? Beh, è la sua INADEGUATEZZA a farci piegare dalle risate, a regalarci momenti di puro cringe. È  il disagio il campo in cui fiorisce la sua comicità, che ben si adatta ai tempi moderni e all’umorismo dei millenial.

Per molti, Valerio Lundini è un autore noto grazie al recente programma comico rivelazione Una pezza di Lundini (in onda su Rai due), in cui è riuscito a sbeffeggiare sessismo, razzismo, giovanilismo e stereotipi vari della televisione italiana.

Il libro non deluderà le vostre aspettative: Lundini non gioca sulla mera battuta e riesce a sorprendere anche una volta approdato in libreria. I racconti del comico sono idee embrionali che si sviluppano in poche pagine, ideali per un pubblico di lettori pigri come quello odierno, ma soprattutto spiazzanti e rivoluzionarie. 

Era meglio il libro: il graffiante flusso di coscienza di Valerio Lundini 

L’opera pubblicata da Rizzoli Lizard, dal titolo Era meglio il libro,  si presenta come una libera associazione di pensieri, una mescolanza senza soluzione di continuità dell’attività conscia e inconscia, come il Monologo di Molly Bloom, che chiude l’Ulisse di James Joyce, dove il flusso dei pensieri della donna si srotola in una serie casuale ed ininterrotta di ricordi, sensazioni, percezioni e desideri cui nessuno (né il personaggio, né tantomeno l’autore) pone ordine.

Dedicato alla famiglia Eleazari, sconosciuta all’autore – che è rimasto colpito dal cognome scritto su un citofono – gli appunti di Valerio Lundini sono provocatori e surreali al tempo stesso, superano i ragionamenti di Voltaire un attimo prima e ti riempiono di poesiuole e canzuncell’ un attimo dopo. Il romano e il napoletano fanno a botte con l’italiano. I giochi di palindromi con le domande esistenziali. Parcheggiatori abusivi che difendono le nostre Suzuki Liana come se fossero il loro bene più prezioso (in cambio di soli due euro per un caffè), killer perbene, critici cinematografici sbrigativi, editorialisti problematici, incesti, clacson, Franco Califano, le donne di Franco Califano, ossessioni, dubbi e innesti fumettistici: tutto ciò è presente all’appello nel libro di Lundini.

Questi sono racconti in cui vige il caos e, volendo sfruttare il trend imperante delle ultime settimane, si tratta di una penna che scrive, davvero, maledettamente, “fuori dai bordi”.

Immagine: Rizzoli Lizard

 

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A proposito di Chiara D'Auria

Nata e cresciuta in Basilicata, si laurea in Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. Scrive per abbattere barriere e scoperchiare un universo sottopelle abitato da anime e microcosmi contrastanti: dal borgo lucano scavato nella roccia di una montagna avvolta nel silenzio alle viuzze partenopee strette e caotiche, dove s'intravede il mare. Scrive per respirare a pieni polmoni.

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