Eugenia di Lionel Duroy: uno sguardo sulla Romania nella Seconda Guerra Mondiale

Lionel Duroy

Un romanzo di formazione superbo, crudo e necessario: questi i tre aggettivi che più si addicono ad Eugenia del reporter francese Lionel Duroy, uscito in Italia per Fazi Editore in occasione della Giornata della Memoria.
Superbo, perché magnificamente scritto, con uno stile che avvince e coinvolge il lettore. Crudo, perché mostra senza paura e con schiettezza quanto possa essere meschina la natura umana quando si lascia andare all’insensatezza e alla bestialità. Necessario, perché, citando non impropriamente Primo Levi, “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario“.

Eugenia di Lionel Duroy: il coraggio di andare fino in fondo

Eugenia è una studentessa alla facoltà di Lettere della città universitaria di Iași nei difficili anni che precedono l’inizio della Seconda Guerra Mondiale ed il coinvolgimento della Romania al fianco della Germania nazista.
Figlia di bottegai, uomini semplici e privi di grandi ideali, conosce la professoressa Irina Costinas, ostile al clima antisemita e nazionalista che s’inizia a respirare in Romania, una donna forte e risoluta che diventerà ben presto il suo mentore e con la forza delle sue idee la spingerà, per la prima volta, ad aprire gli occhi con sguardo critico sul mondo che la circonda, a svincolarsi dal credo comune ed avere il coraggio di andare controcorrente, perfino contro le ideologie dell’adorato fratello maggiore Stefan, politicamente coinvolto ed in prima linea, tra gli estremisti più fanatici, contro quella che veniva definita la minaccia ebraica, presenza preponderante ed avvertita come sempre più ingombrante sul suolo romeno.
L’occasione si offrirà alla giovane Eugenia nell’incontro -vero e proprio spartiacque nella vita di Eugenia- con lo scrittore di origini ebraiche Mihail Sebastian, autore di Da duemila anni, romanzo in cui ci si interroga sulle cause che hanno fatto degli ebrei oggetto di risentimento, odio e persecuzione nella storia.
Un uomo fragile e malinconico, che ha rinunciato a tutto, finanche alla libertà, meno che alla scrittura, un uomo di cui la giovane donna s’innamorerà perdutamente, non ricambiata o debolmente ricambiata con un tenue e riconoscente affetto, essendo l’oggetto di ogni sua attenzione la mutevole, sfuggente e frivola attrice teatrale Leny, anche lei ebrea.
Sullo sfondo di questo triangolo amoroso, si svolge un decennio di storia della Romania, dal ’35 al ’45, dai primi coinvolgimenti politici ed attentati ai danni degli ebrei del Movimento Legionario della Guardia di Ferro di Codreanu ai pogrom di Bucarest e Iași, fino all’alleanza con la Germania nazista, la persecuzione degli ebrei e degli zingari, la Resistenza, la disperata impresa di Russia, alla quale prenderà malvolentieri parte il fratello minore di Eugenia Andrei, un animo sensibile e delicato, ed infine la conclusione del conflitto mondiale.

Un decennio denso di vicende in cui Eugenia diverrà una donna coraggiosa e risoluta che, spinta da un amore proibito, dalla vergogna dei propri connazionali e dal bisogno e desiderio di dire la verità, si trasferirà a Bucarest dove intraprenderà una brillante carriera di reporter che la porterà a vivere e raccontare in prima persona non soltanto gli eventi fondamentali della storia romena contemporanea, ma a conoscere per provare a comprendere e riportare le voci dei protagonisti, grandi nomi della storia romena ma anche comuni civili divenuti complici silenti del massacro e addirittura partecipi: conoscere quali pensieri si celino dietro le atrocità commesse, quali storie, quali segreti, per scoprire quanto in fondo possa radicarsi nella coscienza la propaganda antisemita che indicava nell’ebreo il capro espiatorio cui addebitare ogni problema collettivo, provare a comprendere come sia possibile trasformarsi lentamente in criminali, prima nel pensiero e poi nell’azione, iniziare ad odiare i propri vicini fino a desiderare di ucciderli, offrendo una testimonianza priva, apparentemente, lucida di coinvolgimento emotivo, ma in realtà spinta da un fortissimo bisogno di rappresentare il reale ed i moti interiori dei suoi protagonisti quali sono, nella loro cruda essenza, per suscitare nel lettore una riflessione.

L’eroina tratteggiata da Lionel Duroy è una donna indipendente e tenace, una donna senza paura, che si fa strada in un mondo di uomini con la forza delle sue idee e della sua penna per testimoniare una pagina della storia, non soltanto romena ma mondiale, drammatica e dolorosa, crudele ed incomprensibile, che proprio per questo va conosciuta, discussa, analizzata con lucidità. Un romanzo fortissimo ed indimenticabile.

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A proposito di Giorgia D'Alessandro

Laureata in Filologia Moderna alla Federico II, docente di Lettere e vera e propria lettrice compulsiva, coltivo da sempre una passione smodata per la parola scritta.

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