Gli Amori Difficili di Italo Calvino | Recensione

Gli Amori Difficili di Italo Calvino: recensione

Tra le opere più rappresentative dello scrittore Italo Calvino, troviamo Gli amori difficili, una raccolta di quindici racconti brevi, redatti nel periodo che si snoda fra il 1949 e il 1967, i quali ruotano tutti intorno ad un tema che, a differenza di quanto si potrebbe intuire dal titolo, non è l’amore a tutto tondo. Ciò che sta alla base di molte storie de Gli Amori Difficili di Italo Calvino è una difficoltà di comunicazione. L’attenzione si focalizza su quell’aspetto fondamentale del sentimento amoroso che consiste nell’avventura. Tuttavia, anche questa definizione di “avventura”, ricorrente nei titoli dei singoli testi, è ironica, in quanto i protagonisti non compiono delle vere peripezie; al contrario, ogni storia potrebbe essere definita come il regno dell’ordinarietà. L’avventura potrebbe essere intesa, semplicemente, sia come quella fugacità propria degli amori platonici, sia come l’intenzione di affrontare un lungo viaggio, fisico o anche solo mentale, verso l’oggetto del proprio desiderio.

Gli Amori Difficili di Italo Calvino è un testo diviso in due parti:

  1. nella prima parte, intitolata Gli amori difficili, contenente tredici novelle, l’autore tratta il tema amoroso sottolineandone le varie dinamiche e soffermandosi in particolar modo sul concetto di coppia. L’autore sostiene l’impossibilità di uno sviluppo successivo di una relazione, poiché l’amore tra due persone è un sentimento che si fonda su un principio di incomunicabilità. Il silenzio è il filo rosso che unisce la prima parte de Gli Amori Difficili di Italo Calvino. Ad abitare i racconti di questa raccolta e accomunarli è una zona di silenzio che Calvino ritrova in ogni rapporto umano e che non è esprimibile se non con delle mancanze.
  2. la seconda parte del volume, dal titolo La vita difficile, comprende due novelle più lunghe e articolate: La formica Argentina e La nuvola di Smog. L’affinità che lega due racconti così dissimili è il topos del male di vivere, sia esso una calamità naturale come nel primo o una conseguenza del boom economico come nel secondo.

L’Avventura di un soldato (1949) è il racconto che inaugura la serie delle “avventure” che denominano le novelle della raccolta Gli Amori difficili di Italo Calvino. Nel racconto il fante Tomagra sta viaggiando in treno quando, accanto a lui, prende posto una donna vestita a lutto. La trama del racconto consiste nel susseguirsi delle manovre di seduzione del soldato, che potrebbero permettergli di creare un legame con la vedova. Legame tuttavia fragile e incerto, perché alla difficoltà comunicativa si aggiunge un altro ostacolo: l’impossibilità di interpretare con certezza i segni. Per questo la voce narrante afferma, poi dubita e cancella, tornando sui propri passi e prendendo un’altra direzione. Lo sviluppo di questo racconto ruota attorno ad un meccanismo dubitativo, che dà vita a una serie potenzialmente infinita di nuovi inizi. Verso la fine del racconto, nel momento decisivo dell’azione che infine dovrebbe eliminare ogni dubbio sul carattere sessuale dell’avventura, la narrazione si inibisce e si interrompe. Tomagra sarà riuscito ad oltrepassare la barriera del silenzio? E la vedova avrà reagito positivamente o negativamente? Sono tutte domande che saranno lasciate in sospeso: la cancellazione si svela essere la vera protagonista del racconto. Non a caso, Calvino è un autore testimone del fallimento della ricerca di un romanzo compiuto: i romanzi novecenteschi si presentano come opere aperte, in cui non c’è una conclusione.

Italo Calvino, nei suoi scritti, adotta uno stile etico, che si traduce in un tentativo di trasfigurare la realtà per renderla più semplice e comprensibile. La narrazione diretta, l’uso sapiente della punteggiatura, quei due punti ai quali Calvino ricorre spesso e che spianano la strada ad un mondo di emozioni, che non sono mai sdolcinate o eccessive, semplicemente, ritraggono quelle espressioni spontanee dell’animo umano che i protagonisti manifestano in base alla propria personalità.

Il registro linguistico ne Gli Amori Difficili di Italo Calvino utilizza un linguaggio sempre attuale che descrive e si prende gioco delle debolezze umane, non con saccenza, ma sempre con un pizzico di ironia e leggerezza. La letteratura è intesa come gioco, non in senso di superficialità, ma per abbandonare leggermente quella visione tragica della vita e per osservarla con ironia. È proprio grazie a quest’ironia che le situazioni narrate ci appaiono meno drammatiche di quel che non siano; tuttavia, alla fine, permane una nota di amarezza che nemmeno l’ironia riesce a scacciare.

La lettura di questo libro illumina la mente del lettore su vari aspetti che caratterizzano la vita e i rapporti umani e ciò che più ho apprezzato è stato il potermi identificare nelle sue parole sempre attuali. Tuttavia, l’estrema focalizzazione sui minimi dettagli, specialmente nei due racconti che caratterizzano la seconda parte de Gli Amori Difficili di Italo Calvino, talvolta, potrebbe essere oggetto di disturbo e pesantezza per il lettore.

Fonte immagine in evidenza: IBS

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