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Eroica Fenice

Gustavo Adolfo Bécquer

Becquer Gustavo Adolfo, la poetica nelle Rime

Becquer Gustavo Adolfo, un viaggio poetico

 

“[…] Dormono gli stravaganti figli della mia fantasia, attendendo nel silenzio che l’arte li rivesta della parola poetica affinché si possano presentare adeguati nella scena del Mondo”. Con tale frase, descritta all’interno della Introducción sinfónica in apertura della raccolta di poesie Rimas del poeta spagnolo Gustavo Adolfo Bécquer, è possibile descrivere la poetica dello stesso poeta, sospesa tra la Ragione e il Sentimento, tra la Realtà e il “genio poetico”.

Nelle Rime viene trattato il tema dell’amore, inteso sia nella sua forma di deseo de amor che di sentimiento e del sentimento della solitudine derivante dal dolore per il desengaño del sueño de amor.

Becquer e l’amore

L’amore stesso, inoltre, per Bécquer coincide con l’arte poetica e così esso da sentimento sensibile si innalza a riflessione intellegibile sull’idea d’amore stesso superando, il poeta, la “dimensione fenomenologica” della realtà per divenire egli stesso parte della Natura e puro spirito amante.

Tali poesie sono intese, così, allontanandosi dall’estemporaneo e cantando dell’Eterno, a voler “cristallizzare” un attimo, fermandolo in sensazioni d’amore; a tale proposito cito i seguenti versi:

“Ascolto fluttuando nelle onde dell’armonia,

suono di baci e battito di ali;

le mie palpebre si chiudono… Che succede?

È l’amore che passa!” (Rime, Rima X (46), vv. 5-8)

Gustavo Adolfo Bécquer e il rapporto con la natura

La Natura stessa, poi, con l’amore di cui è creata, partecipa all’amore del poeta e la bellezza femminile viene comparata alla bellezza della Natura e così gli occhi dell’amata vengono ad identificarsi, come descritto nella Rima XIII (29), con “lo splendore tremulo della mattina […] che nel mare si riflette”con le “gocce di rugiada sopra una violetta” e con “nel cielo del vespro una perduta stella.”

Le bellezze della donna e della Natura, inoltre, vengono ad identificarsi alla poesia stessa, ed essendo essa metafora dell’Amore, ecco che il “mistero” poetico diviene simbolo della “vaghezza inaffebile” della bellezza e, di conseguenza, si identifica non unicamente come “essere gnoseologico” della vita ma essa stessa sua propria “essenza ontologica”.

Becquer Gustavo Adolfo, una poesia

A tale proposito cito i versi:

Finché si avranno occhi che riflettano

gli occhi che li guardano,

finché le labbra risponderanno sospirando

alle labbra che sospirano,

finché si potranno sentire in un bacio

fuse due anime,

finché ci sarà una donna bella,

ci sarà poesia! (Rime, Rima IV (39), vv. 29-36)

Gustavo Adolfo Becquer, libri

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