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I love Napoli : Storie insolite e luoghi magici

I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici

Con il libro I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici la talentuosa scrittrice Agnese Palumbo ci conduce nei meandri di Napoli, guardando la città con occhi diversi. Il libro I love Napoli è stato presentato dall’ autrice presso La Feltrinelli Point di Pomigliano D’ Arco il 12 Dicembre 2018. Un’ accogliente sala della Feltrinelli Point è in trepidazione per l’ inizio della presentazione del libro I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici. Il colore rosso delle sedie della sala è come il cuore pulsante di amore delle persone che amano la città di Napoli.

I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici – Trama

Si scende tra i vicoli, si sale ai quartieri, la gente canta, con pochi euro pranzi e se sei fortunato arrivi fino al mare. Le mura greche e le Madonne barocche, pezzi di templi incastonati e sacerdotesse nascoste a San Gregorio Armeno. Chiunque giunga a Napoli, trova quello che cerca, ‘o sole mio potente che s’ infrange sul giallo tufo, il filo d’olio che impregna le freselle, il vociare dei venditori ambulanti. Da San Martino, da Posillipo, dalle terrazze di Castel dell’Ovo, una città che cambia faccia e cambia bellezza: morbida, colorata e malinconica, il libro I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici è il desiderio di andare oltre, non solo di guardare la bellezza del mare e del Vesuvio, ma guardare Napoli da un punto di vista del tutto diverso.

I love Napoli : Storie insolite e luoghi magici – Intervista all’autrice 

Cosa intendi dire quando affermi:Questa città non è un luogo comune?”

La scrittrice Agnese Palumbo risponde con un sorriso dicendo: “Ho giocato sul doppio senso di questa frase. La città di Napoli è una cartolina tutti la immaginano cosi’, in realtà per andare al di là del luogo comune Napoli non è solo una città bella da visitare, ma è soprattutto una città che coinvolge le persone che la visitano ricordo una coppia di milanesi che hanno subito una metamorfosi arrivano in città rigidi, passeggiando per le vie della città vengono ammaliati dalla magia e dalla napoletaneità.

Perché il ciuccio è simbolo del calcio napoletano?

Il ciuccio ha un suo significato estremamente simbolico ed interessante originariamente era un cavallo simbolo di Napoli un cavallo rampante indomito che dava la sensazione di una libertà ingestibile il primo sovrano fu Corrado di Svevia che ad un certo punto mise le redini al cavallo perché lui stava imbrigliando Napoli. Il simbolo della città rimase il cavallo, perché Napoli è uno spirito libero come lo è l’anima del cavallo. Quando il Calcio Napoli decise quale identità dovesse avere il giorno della sua Fondazione nel 1926 scelsero come simbolo questo cavallo. Col passare del tempo il Napoli non vinceva partite e quindi le persone napoletane mormorando lo fecero divenire un ciuccio e nel paradosso ironico anche il ciuccio ha una grande valenza.

Perché Napoli é definita la città del Sole?

La sua indole straordinaria che vanta un clima straordinario, ha plasmato antropologicamente la natura dei napoletani e del Sud Italia la natura dei napoletani, siamo influenzati dal Sole e dal Vulcano. La nostra identità culturale ed identità antropologica di popolo non sono distanti, ma sono profondamente collegati al Sole. La Fondazione della città di Napoli è legata al Sole, perché doveva potersi nutrire di energia positiva. Napoli è costruita secondo il percorso del Sole dal suo sorgere fino al suo tramonto in modo che la città veniva illuminata fino all’ ultimo barlume di luce del sole.

Ci puoi descrivere Pulcinella?

Pulcinella é un segreto. Per molti è la maschera del teatro popolare con gli spaghetti che penzolano in una mano, iconografia di bastonate e di fame ancestrale, di innamoramenti rocamboleschi. Pulcinella come Napoli corrisponde all’ estremo sacrificio per la rinascita al folclore. Pulcinella è di colore bianco corrisponde alla rinascita per la città di Napoli. La statua di Pulcinella possiede delle fattezze antiche, nonostante ciò, è apprezzata nella contemporaneità. Completamente immersa nel tessuto di Via dei Tribunali la sua sola presenza emana una grande potenza evocativa- basti pensare che si trova in un incrocio particolare, sotto il Tempio di Diana la pietra Santa, proprio in un incrocio dove storicamente si addensavano i demoni. La statua di Pulcinella si colloca lì, come figura apotropaica che allontana il male, ma sicuramente è da considerarsi come una figura di protezione, Pulcinella fa da guardiano contro il male ed il pericolo.

Che cosa si intende per presepe incrocio esoterico di passioni antiche?

Il presepe è una sintesi mirabile di arti. Per realizzarlo si chiamavano architetti che mettessero in piedi la struttura – edifici di legno e cartapesta e sughero. Venivano chiamati sarti e modellisti, perché i tessuti non coprissero a caso i corpi e i protagonisti di questa complessa celebrazione. I dettagli sono il segreto dello stupore. Il presepe napoletano in realtà ha un’ altra ottica rispetto a quello tradizionale. Il presepe napoletano è una replica -simulacro della città con la rappresentazione dettagliata dei cardi e dei decumani e con attori napoletani che raccontano l’ esigenza di una città viva.”

 

I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici di Agnese Palumbo parte da una ricerca storica si basa sulle fonti non è la Napoli folcloristica, ma una Napoli vista da diverse prospettive. I love Napoli: Storie insolite e luoghi magici si caratterizza dal’ amore enorme che i napoletani dovrebbero provare e dal forte valore della città che vada oltre l’ immagine banale di Napoli. Un libro interessante, da non perdere!!!

Fonte immagine:qui

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