Il club delle seconde occasioni di Dana Reinhardt | Recensione

Il club delle seconde occasioni di Dana Reinhardt

Edito da DeAgostini, Il club delle seconde occasioni della scrittrice americana Dana Reinhardt è un romanzo che rientra, visto il soggetto in esso trattato, nel genere Young Adult. Finalista della 36ͣ edizione del prestigioso Premio Andersen per gli autori di libri per ragazzi nella categoria “Miglior libro oltre i 15 anni” – a vincere è stato l’italiano Gabriele Clima con il suo Il sole fra le dita pubblicato da San Paolo EdizioniIl club delle seconde occasioni è un piccolo, grande esempio di romanzo di formazione leggero ma non banale.

Protagonista della storia è River un diciassettenne di Los Angeles alle prese con la prima delusione amorosa. Penny, la sua ragazza, lo ha infatti lasciato senza neanche dargli una valida spiegazione dopo quello che avrebbe dovuto essere un giro romantico al lago di Echo Park. Trovatosi da solo, lontano da casa e senza un passaggio, River decide di tornare a casa a piedi riflettendo su quanto è accaduto. Durante il tragitto si imbatte in un’insegna che cattura la sua attenzione e che il giovane interpreta come un segno vista la sua condizione di smarrimento e sconforto:

«Club delle seconde occasioni. Qui: è il luogo a cui appartieni. Questo: è il posto dove inizia il cambiamento. Ora: è il momento. Entra.»

Senza pensarci su, River dirige i suoi passi all’interno dell’edificio ritrovandosi in una sala con altri coetanei seduti in cerchio insieme a Everett, il moderatore del gruppo. Qui cominciano a parlare delle loro dipendenze: il cibo, la droga, l’alcool, il furto. Costretto a inventarne una pur di rimanere e per non ammettere di essere capitato lì per caso dopo aver rotto con la sua fidanzata, confessa di fare uso di marijuana. Dopo quella prima volta, River, fermamente intenzionato ad avere la sua seconda occasione, continua ad andare agli incontri dove farà amicizia con Mason (bulimico), Cristopher (drogato) e la bella ispanica Daphne (cleptomane) costruendo, tuttavia, non soltanto con loro ma anche con i suoi familiari e amici di sempre una vita parallela fondata su una sfilza di bugie delle quali, alla fine, dovrà rendere conto a se stesso oltre che agli altri.

Il club delle seconde occasioni e le problematiche adolescenziali

La Reinhardt con il suo romanzo dalla trama semplice ma al contempo complessa considerati i temi che approfondisce, conquista i lettori grazie al personaggio di River. Quest’ultimo è un giovane di buona famiglia, una famiglia formata da una madre amorevole, un patrigno che ha sostituito appieno e meglio il suo vero padre che lo ha abbandonato e una sorellina che adora. È un ragazzo sveglio, rispettoso, genuino ma, ancora, immaturo e il suo ingresso nel “Club delle seconde occasioni” rappresenterà per lui la svolta che stava aspettando da tempo senza neanche saperlo. Questo perché sarà costretto, dopo anni di passiva accettazione di quella che è stata fino ad allora la sua “perfetta” vita, a fare i conti con i propri problemi e, finalmente, a crescere che è ciò di cui ha sempre avuto bisogno.

Il protagonista sarà in grado di intraprendere il suo percorso personale grazie all’instaurarsi di legami sinceri e grazie all’empatia che prova verso chi, come e più di lui, ha un disagio con il quale lotta ogni giorno pur di non soccombervi.

Il club delle seconde occasioni è un romanzo la cui storia riesce a divertire e, nonostante, la brevità, fa riflettere ricordandoci che una seconda occasione è possibile e che c’è sempre una via d’uscita sta soltanto a noi saperla cogliere e sfruttare al meglio per il nostro bene e benessere.

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A proposito di Francesca Melis

Calabrese di nascita e sarda di origine sono laureata in Lingue e ho molte passioni: i viaggi, la musica, la fotografia, la scrittura e la lettura. In attesa di insegnare, coltivo il mio sogno nel cassetto di diventare una scrittrice.

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