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Eroica Fenice

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Voto di sangue, un romanzo della scrittrice britannica Emma Orczy

Esce oggi in libreria, nella collana Le strade curata da Fazi Editore, il secondo volume dal titolo Voto di sangue appartenente al ciclo – che si compone di dodici romanzi – creato dall’autrice britannica di origini ungheresi Emma Orczy e che ha dato vita e fama al personaggio conosciuto come La Primula Rossa. Siamo in Francia nel 1784 e il giovane e agiato borghese Paul Déroulède, dopo essere stato accolto – unicamente per le sue ricchezze – tra gli aristocratici, è costretto, per averne involontariamente offeso la dama, a sfidarsi a duello con il giovane Visconte De Marny. Quest’ultimo, accecato dall’ira e dall’alcool, ha la peggio e viene ucciso, senza colpe, dal rivale. Il vecchio padre del ragazzo, affranto per il dolore ma incapace di poter vendicare la morte del suo unico erede perché malato, costringe la giovane figlia quattordicenne Juliette a giurare su Dio di portare a termine in qualsiasi modo la punizione contro l’assassino dell’amato fratello maggiore. Passano gli anni e nel Paese, dopo la Rivoluzione, domina il Terrore – un periodo sanguinario instaurato da Robespierre – durante il quale il popolo francese affamato e assetato di giustizia, mal sopporta gli “aristos”. Tra questi vi è la giovane Juliette che, non più ragazzina ma giovane donna, riesce con un’abile stratagemma a essere accolta in casa del rispettato e stimato cittadino-deputato Déroulède con l’intenzione di onorare la promessa fatta al genitore. Trattata con amore e rispetto dai membri della famiglia dell’uomo contro il quale deve vendicarsi, la ragazza si trova a essere ogni giorno sempre più combattuta sul da farsi fino al prendere una decisione che, senza l’intervento del nobile inglese Sir Percy Blakeney e la lega de La Primula Rossa, potrebbe costare cara non soltanto a Déroulède ma anche a lei stessa. Voto di sangue e il ritorno de La Primula Rossa Con le avventure de La Primula Rossa – il cui primo romanzo che ne compone il ciclo, “La Primula Rossa”, apparve nel 1905 – la baronessa Emma Orczy ha creato un personaggio che è riuscito a entrare a pieno titolo nell’universo degli eroi letterari senza tempo. In ogni suo romanzo, come anche in Voto di sangue, questo eroe reazionario, perché incapace di sopportare gli eccessi di violenza nati dalla Rivoluzione e perpetrati negli anni a essa successivi, dà prova del suo incredibile ingegno – dote che gli consente di portare a termine con successo le missioni che lo vedono coinvolto. La trama è costruita su un susseguirsi di rivelazioni e colpi di scena che lasciano il lettore con il fiato sospeso in quella che è una storia in cui l’amore sembra essere destinato a soccombere ai doveri legati a un onore di casta ormai morto ma che il cui spirito continua a perseguitare chi vive nel presente. Un presente dove la delazione è all’ordine del giorno; dove gli stenti e la disperazione portano il popolo a invocare per i traditori del Paese e degli ideali rivoluzionari di essere condotti “à la lanterne” più vicina – i […]

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Estremi rimedi, un romanzo di Thomas Hardy

Pubblicato da Fazi Editore nella collana Le Strade, Estremi rimedi è un romanzo del poeta e scrittore inglese vittoriano Thomas Hardy. Suddiviso in tre volumi, per un totale di ventuno capitoli, il romanzo parte dal dicembre del 1835 e il gennaio del 1836 per poi seguire lo svilupparsi degli eventi fino al loro epilogo nell’estate del 1867. È in questo lungo lasso di tempo che si svolgono le vicende – in cui è possibile riscontrare diversi elementi autobiografici dell’autore – che vedono coinvolta la giovane e bella Cytherea Graye la quale, rimasta orfana di entrambi i genitori, decide con il fratello Owen di lasciare la cittadina natale di Hocbridge per recarsi a Creston nella speranza di risollevare le loro sorti vista la preoccupante situazione economica in cui versano. Qui, Owen inizia a lavorare presso uno studio di architettura ed è sempre qui che i due Graye conoscono Edward Springrove che si innamora della ragazza e ne è ricambiato. Tuttavia, qualcosa impedisce a Edward di coronare il loro sogno d’amore e sarà solo quando Cytherea verrà assunta da Miss Aldclyffe – una donna legata al passato del padre della protagonista e con un comportamento alquanto insolito – che verrà a sapere la verità: Edward è fidanzato e si sposerà con un’altra. Delusa e addolorata dalla scoperta, la ragazza proverà a dimenticarlo e l’arrivo di Manston presso la casa di Miss Aldclyffe darà inizio a una storia fatta di scoperte e intrighi nella quale tutti i personaggi saranno coinvolti. Estremi rimedi: “le cose non sono come sembrano” Hardy in questo suo primo lavoro – dato alle stampe nel 1871 quando lo scrittore aveva trentuno anni – ha dato prova delle sue doti di letterato  costruendo una trama precisa, seguita in maniera scrupolosa passo passo, nella quale ogni evento si incastra alla perfezione con quello che lo precede o segue. A questo si aggiungono i tanti elementi che contribuiscono a lasciare nel dubbio il lettore che, di volta in volta, scopre gli intrighi e i segreti dei personaggi che risultano essere più ambigui considerati i loro comportamenti apparentemente inspiegabili ma cui sottendono motivazioni e interessi ben precisi. Molte, inoltre, sono le citazioni ad altre opere o figure del presente e del passato di diversa provenienza – lo stesso nome dell’eroina è, per darne un esempio, uno degli appellativi della dea Afrodite/Venere – che arricchiscono ulteriormente questo racconto dalle tinte gialle e noir sfumate con un leggero tocco di ironia. In Estremi rimedi quello che sembra premere a Hardy è il bisogno di andare al di là delle apparenze perché le cose non sono sempre quello che sembrano; soltanto in questo modo, dopo aver superato le macchinazioni degli uomini e gli scherzi del fato, si può avere la possibilità di raggiungere un lieto fine che, altrimenti, sarebbe stato impossibile avere.   [Fonte immagine: Sito Fazi Editore]

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Tutta colpa mia, un romanzo di Juno Dawson

Appartiene al genere young adult il romanzo intitolato Tutta colpa mia, scritto dall’autrice Juno Dawson e pubblicato in Italia da Newton Compton Editori. Alexandria “Lexy” Volkov è una diciassettenne londinese di origini russe, bella e ricca che gode della vita fatta di lussi e privilegi riservati a chi, come lei, fa parte del suo mondo. Le sue giornate trascorrono tra feste e sfilate che le permettono di venire a contatto con i personaggi famosi che frequentano la capitale inglese. Tuttavia, quella che potrebbe apparire come una vita perfetta a chi la guarda dal di fuori è, in realtà, vuota a tal punto da portare la giovane a lasciarsi risucchiare, con la complicità del ragazzo Kurt, nel tunnel della droga. Preoccupato per la sorella minore, Nikolai decide di intervenire portandola – contro la sua volontà e all’insaputa dei genitori – presso il centro “Clarity”, una clinica di recupero situata su un’isola che accoglie giovani che soffrono di dipendenze e disturbi di varia natura. Qui Lexy, che dovrà seguire un programma basato su dodici passi, fa la conoscenza del Dottor Goldstein e dei suoi “compagni” di terapia: Kendall, anoressica; Guy, ossessivo-compulsivo; Sasha, autolesionista; Melissa, alcolizzata; Ruby, attaccata al cibo e Brady la cui dipendenza sarà per Lexy motivo di ulteriore maturazione. Questo perché, malgrado l’iniziale rifiuto della ragazza di quello che considera uno spreco di tempo visto e considerato il suo ostinato negare l’evidenza, la protagonista abbatterà i muri eretti a proteggersi ammettendo di avere un problema e mostrando una reale volontà per risolverlo. Tutta colpa mia e il delicato argomento delle dipendenze giovanili Il romanzo della Dawson affronta, grazie ai diversi personaggi e alle loro storie personali, alcune tra le più diffuse dipendenze che affliggono sempre più il mondo dei giovani. In questo caso specifico, si tratta di ragazzi e ragazze provenienti per lo più da famiglie ricche e, a un primo impatto, potrebbe sembrare che siano solo gli ennesimi figli di papà viziati caduti in tentazione e trovatisi invischiati in qualcosa di più grande di loro per pura e semplice noia. Grazie a una loro conoscenza più approfondita si scopre che, come per la protagonista, le cause che li hanno spinti al punto tale da aver bisogno di essere ricoverati in una clinica, sono in realtà ben più serie. Interessante è l’attenzione verso il processo di maturazione di ognuno di loro e, ovviamente, di Lexy che, da ragazzina scontrosa e snob convinta di poter tenere sotto controllo l’uso che fa della droga perché non ne è dipendente, grazie all’aiuto medico, all’amore e a una nuova consapevolezza di sé, compie quella definitiva metamorfosi che le permetterà di riprendere in mano la sua vita. Tutta colpa mia, nonostante il genere di appartenenza possa portarlo – sbagliando – a essere considerato come frivolo, è un romanzo che ben mette a nudo la realtà contemporanea e dal quale passa chiaro il messaggio che riconoscere di avere un problema, accettare/chiedere aiuto e, soprattutto, lasciarsi aiutare impegnandosi per davvero sono le sole carte vincenti per salvarsi […]

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Rosamund, il capitolo conclusivo della trilogia ideata da Rebecca West

Fazi Editore esce oggi in libreria con Rosamund, il terzo e ultimo capitolo della saga familiare degli Aubrey della scrittrice Rebecca West. Finita la Prima Guerra Mondiale, le gemelle Mary e Rose Aubrey sono, ormai, due affermate pianiste che viaggiano in giro per il mondo entrando in contatto con un ambiente sfarzoso dal quale, tuttavia, non si sentono attratte perché vacuo e volgare. Entrambe sono ancora profondamente addolorate per la perdita dell’amata madre e dell’adorato fratello e, malgrado i loro sforzi, non riescono a vivere il loro presente serenamente. Aiutate dal Signor Morpurgo – datore di lavoro del loro padre scomparso, rimasto sempre accanto a loro – decidono di trasferirsi dalla casa di famiglia di Lovegrove in una nuova abitazione. L’uomo, alcuni vecchi amici e la cara cugina Rosamund rappresentano il loro unico conforto. Tuttavia, le due protagoniste si ritrovano ad affrontare un’altra dolorosa quanto inaspettata separazione proprio da quest’ultima che sposa uno sgradevole e strano uomo ricco lasciando il lavoro di infermiera che tanto adorava, per seguire il marito nei suoi viaggi all’estero. Le due sorelle affronteranno in maniera diversa la nuova situazione nella quale si vengono a trovare: mentre Mary deciderà di abbracciare appieno una vita solitaria che comporterà il distacco dalla gemella, Rose si aprirà all’amore per il compositore Oliver scegliendo di viverlo appieno. Rosamund : una fine per un nuovo inizio In quest’ultimo libro della trilogia degli Aubrey, Rebecca West vi riporta le caratteristiche peculiari dei precedenti – La famiglia Aubrey e Nel cuore della notte – come le descrizioni accurate dei personaggi, degli stati d’animo e delle ambientazioni con quel suo tipico tocco ironico che, anche nel finale, contribuisce a mantenere l’originalità di una storia unica nel suo genere. Attraverso la voce narrante di Rose – che nulla risparmia al lettore – veniamo a conoscenza dei suoi altalenanti stati d’animo, dei suoi più profondi pensieri e sentimenti legati agli eventi che, sin da bambina, ne influenzano la crescita e la maturazione sia come donna che come artista. Tra tutti, quello che indubbiamente evidenzia questo cambiamento – per quanto gli altri non siano di certo meno importanti – è la consapevolezza dell’amore che la giovane ammette di nutrire per Oliver nel momento stesso in cui lui esterna ciò che prova per lei: “… Smise di suonare e si alzò in piedi. Entrai nella stanza e ci trovammo l’una di fronte all’altro, tremanti. Uno sguardo colpevole gli si dipinse in volto e poi scomparve. Disse esultante: «Ora posso amare di nuovo». Mi colpì come una stretta al cuore che lui la mettesse in quel modo, ma il mio io più profondo mi disse freddamente che se avessi avuto lui, nient’altro sarebbe più importato. Venne verso di me e io mi irrigidii per il disgusto, ero sicura che sarei morta quando mi avrebbe toccata, e invece, naturalmente, cominciai a vivere.” Con Rosamund, i personaggi della West iniziano tutti un nuovo significativo percorso accompagnati da una sinfonia che ne ha segnato le vite e che continuerà a risuonare nei […]

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Il matrimonio delle bugie, un thriller di Kimberly Belle

Edito da Newton Compton Editori, Il matrimonio delle bugie è un romanzo intriso di intrighi e misteri scritto dall’autrice Kimberly Belle. Iris e Will Griffith sono sposati da sette anni e, nonostante molti dicano che quello sia l’anno al quale molte coppie non sopravvivono a causa della “crisi” che si abbatte inesorabile su di loro, il loro matrimonio va a gonfie vele tanto da far desiderare ai due di provare ad avere un bambino. D’altronde, questo, sembra essere il momento propizio: vivono in una splendida casa ad Atlanta, entrambi hanno un lavoro che li soddisfa – lei è psicologa presso un esclusivo liceo della città, lui è un brillante programmatore di software – e, cosa ancora più importante, sono l’uno “la persona preferita sulla faccia della Terra” dell’altro. È su queste certezze che poggia la felicità di Iris; felicità, tuttavia, forse troppo perfetta perché il suo Will – partito alla volta di Orlando per un viaggio di lavoro – rimane coinvolto in un’incidente aereo su un volo per Seattle nel quale perdono la vita tutti i passeggeri. Nel giro di poco tempo, il mondo dorato di Iris va in mille pezzi e, nel frattempo, una serie di inspiegabili coincidenze la porta a convincersi che il suo Will non sia morto. Sarà aggrappandosi con tutte le sue forze a questa speranza che la donna inizierà a indagare sul conto del marito, venendo a conoscenza di una verità che metterà in discussione quel matrimonio da favola costruito su una montagna di bugie. Il matrimonio delle bugie: la menzogna ha il suo prezzo  Kimberly Belle parte, sin dalle prime pagine del suo romanzo, ingranando la quinta, decidendo di sconvolgere subito la vita della protagonista con una tragedia alla quale non può rassegnarsi perché priva di motivazioni logiche. L’incessante dubitare di Iris, alimentato dalla speranza che il suo Will sia vivo, evidenzia quanto lei realmente lo ami di un amore che, nonostante le scoperte che farà in seguito, va oltre le bugie e le intricate macchinazioni dell’uomo che ha sposato. Di quest’ultimo, si rende ben presto conto di non sapere nulla se non quello che lui stesso le ha detto; mistero e tensione si uniscono creando un effetto di forte impatto emotivo sul lettore, tenuto costantemente sulle spine dalle rivelazioni che si susseguono man mano che la situazione si sviluppa. Il matrimonio delle bugie è uno di quei libri da leggere senza interruzioni lasciandosi trasportare dagli eventi che, in un continuo crescendo di emozioni, aumentano la voglia di conoscere anche il più piccolo aneddoto sui personaggi principali che l’autrice ha così ben delineato in questo thriller tutto da scoprire.   [Fonte immagine: sito Newton Compton Editori]

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Estranei, la storia di una famiglia contemporanea di Osaka Dolls

Scritto a quattro mani da Lorenzo Mazzoni e Massimo Di Gruso sotto il nome di Osaka Dolls, all’interno del progetto ThinkAbook, Estranei è un romanzo pubblicato da Koi Press. La storia della famiglia Spinelli, ha come ambientazione la periferia degradata della città di Milano. Franco, il padre, lavora di notte come netturbino; Alice, la madre, fa la parrucchiera per le vicine del quartiere; i loro figli gemelli, Caterina e Marco, sono due diciassettenni che si somigliano esteticamente ma sono caratterialmente all’opposto: lei, bellissima e popolare, lui trasandato ed emarginato. Ciascun personaggio, oltre a parlare di sé, esprime il proprio punto di vista sugli altri componenti del nucleo familiare e il quadro che ne esce fuori è quello di quattro individui che vivono soltanto sotto lo stesso tetto perché, di fatto, risultano essere dei perfetti estranei. Mancando la comunicazione tra di loro e visti il distacco e l’insofferenza che regnano sovrani tra le mura della casa che forzatamente condividono, tutti i protagonisti vivono delle seconde vite al suo esterno. Franco ha ormai perso da anni importanza agli occhi della moglie e dei figli che non lo considerano e cerca conforto nel rapporto, fatto solo di conversazioni, con una giovane prostituta dell’Est che vuole salvare togliendola dalla strada. Alice, insoddisfatta della vita matrimoniale, inizia una storia extraconiugale per la quale è pronta ad abbandonare i suoi cari pur di riappropriarsi della propria vita. Caterina usa la propria bellezza per ricevere regali e soldi da danarosi sconosciuti in cambio di sue foto erotiche ed è, all’apparenza, la più sicura. Marco, fragile e solo, crede di aver trovato la ragazza dei suoi sogni e di poter, finalmente, uscire dalla condizione di sfigato che lo tormenta da anni. Per tutti, alla fine, arriverà il momento di aprire gli occhi e prendere coscienza della situazione in cui realmente si trovano e le azioni dei singoli influenzeranno quelle della famiglia. Estranei  degli Osaka Dolls: una famiglia sotto esame Grazie a uno stile scorrevole, a una scrittura che va dritta al punto senza girare a vuoto intorno all’argomento trattato e a una trama cruda perché parla senza mezzi termini di una realtà a noi oggi niente affatto estranea, gli autori hanno ben reso l’idea della preoccupante alienazione che ci affligge e che può portare anche i membri di una famiglia a essere dei perfetti sconosciuti. Il libro è intriso di psicologia – non a caso, la postfazione è stata curata dalla Dottoressa Valentina Stirone, psicologa e psicoterapeuta – una psicologia pura che mostra persone e pensieri per quello che sono, per quello che rappresentano: ognuno un tipo di disagio diverso che, tuttavia, nasce dalla stessa assenza di presenza che affligge anche gli altri. Estranei è un romanzo interessante che fa riflettere sul concetto odierno di famiglia, sulle difficoltà dell’essere e del realizzare se stessi al suo interno e poi al suo esterno, sulla necessità di sentirsi parte di essa perché, in fondo, nessuno vorrebbe mai considerare estraneo chi ne fa parte. [Fonte immagine: Sito Koi Press]

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Il giallo di Ponte Sisto, l’ultimo romanzo di Max e Francesco Morini

I fratelli romani Max e Francesco Morini tornano con il loro ultimo lavoro, il thriller Il giallo di Ponte Sisto. Le indagini del libraio Ettore Misericordia, uscito oggi per Newton Compton Editori. Voce narrante è “Fango”, amico, collaboratore e spalla del libraio con l’anima e l’intuito da detective Ettore Misericordia. Quest’ultimo viene coinvolto dallo scorbutico ispettore Ceratti, sempre accompagnato dal simpatico agente Cammarata, nelle indagini relative la sparizione del ventottenne Simone Rossmann comico di professione e grande ammiratore di un suo compianto e famoso collega degli anni ‘30: l’indimenticato e indimenticabile Ettore Petrolini. Dopo il ritrovamento del corpo del giovane sotto uno degli archi di Ponte Sisto, morto in seguito a un violento colpo alla testa, le indagini si intensificano arrivando a coinvolgere le persone vicine al ragazzo: dai suoi genitori, un padre interessato più alla sua immagine che alla perdita del un figlio e una madre remissiva messa a tacere dal marito prepotente, a Sara Venier, la ragazza frequentata per qualche mese da Simone; dal suo singolare padrone di casa Tito Mantovani, ai proprietari del locale – Novecento – dove si esibiva a volte insieme all’attempato Mauro Ferretti, i coniugi Mario e Paola Astolfi. Ognuno di loro, ovviamente per ragioni diverse, potrebbe essere l’assassino del giovane Rossmann. Sarà compito del sagace Misericordia, aiutato dallo scomparso Petrolini la cui storia personale è legata a filo doppio a quella di Simone, riuscire a trovare un nesso logico tra gli indizi a sua disposizione per risolvere il caso e assicurare il colpevole alla giustizia. Il giallo di Ponte Sisto : il ritorno di Ettore Misericordia Gli autori Max e Francesco Morini propongono ai lettori una nuova e avvincente storia nella quale si intrecciano, incastrandosi alla perfezione, presente e passato. Grazie a un susseguirsi di colpi di scena e di rivelazioni incredibili che contribuiscono ad accrescere la suspense, la trama conquista sin dalle prime battute invogliando alla riflessione nel tentativo di scoprire l’identità dell’assassino – magari prima che ci riesca l’imbattibile Misericordia – e, ancor di più, le motivazioni che lo hanno spinto a uccidere. Inoltre, il riferimento alla figura del grande Petrolini, alla sua vita e alla sua folgorante carriera di attore comico, non può che essere interpretato se non come un tributo – in forma romanzata – nei confronti di un artista che conquistò il pubblico a suon di risate e che, nonostante la prematura scomparsa, continua a strappare ancora oggi un sorriso a chi vede i suoi numeri o ascolta le sue canzoni. Con Il giallo di Ponte Sisto i fratelli Morini hanno inserito una storia dentro un’altra storia dando vita a un giallo impeccabile che, riprendendo e modificando una frase da I salamini di Petrolini, “Ci ha piaciato!”. [Fonte immagine: Max Morini]

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Ferryman – Amore eterno, un romanzo fantasy di Claire McFall

Esce oggi in libreria nella collana LainYa di Fazi Editore, Ferryman – Amore eterno, il primo volume di cui si compone la trilogia fantasy young adult dell’autrice scozzese – due volte vincitrice dello Scottish Book Prize – Claire McFall. Dylan è una quindicenne, figlia di genitori separati, che vive a Glasgow con la madre Joan e frequenta la Kaitshall Academy, scuola che le è ancora più insopportabile da quando la sua amica d’infanzia, Katie, se n’è andata. Dopo un’altra orribile mattinata trascorsa con i detestabili compagni di classe, la ragazza decide di saltare il resto della giornata scolastica anticipando la partenza per andare a trovare il padre James che non vede da dieci anni. I passeggeri del treno diretto ad Aberdeen sul quale Dylan sta viaggiando, però, rimangono coinvolti in un terribile incidente dal quale la giovane sembra essere l’unica a esserne uscita illesa. Dylan, inizialmente spaesata e stordita, si incammina verso la fine della galleria dove si trova il convoglio ritrovandosi in aperta campagna. In un primo momento crede di essere sola ma, poco dopo, si accorge della presenza di un ragazzo seduto su una collina poco distante da lei e intento a fissarla. Dylan lo raggiunge e si presenta riuscendo a sapere il nome, Tristan, di quel biondo coetaneo dagli occhi blu cobalto freddi come il ghiaccio che non solo mantiene un atteggiamento distaccato, ma le dice che deve andare con lui. La ragazza, malgrado sia perplessa, decide di seguirlo e solo in seguito lui le rivela la triste verità: Tristan è un traghettatore di anime e lei non è l’unica sopravvissuta del disastro ferroviario, ne è la sola vittima. Sconvolta dalla notizia, la protagonista intraprenderà il lungo viaggio che dovrà condurla al suo paradiso, ma l’inaspettato e profondo coinvolgimento con la sua guida la metterà di fronte a un’importante e irreversibile decisione che non potrà più cambiare. Ferryman – Amore eterno : può l’amore sconfiggere la morte? Il primo romanzo che compone la saga ideata dalla creativa penna della McFall, si rivela essere un romanzo originale oltre che profondo dove viene riproposto, in chiave moderna, il mito della leggendaria figura dell’infernale traghettatore di anime Caronte. Qui assume le sembianze di un affascinante e misterioso ragazzo – è così che la protagonista lo immagina e lo vede – inizialmente distaccato e unicamente intenzionato a portare a termine il suo compito che, procedendo nella lettura, rivela di possedere e provare gli stessi sentimenti di un qualsiasi altro essere umano: interesse, gioia, paura, tristezza e, il più sorprendente considerata la sua condizione, amore. Dylan e Tristan, nonostante i ruoli di anima e traghettatore e la logica impossibilità a essere altro se non quello, affrontano insieme le insidie e i pericoli che li attendono per portare a termine il viaggio che condurrà la ragazza verso il luogo destinato alle anime ma, consci del forte legame che si è ormai instaurato tra loro, decideranno con coraggio di sfidare l’ignoto pur di non separarsi. Per sapere come proseguirà la loro avventurosa storia d’amore […]

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Gli ultimi giorni del comandante Plinio, un’opera di Alessandro Luciano

Pubblicato da Marlin Editore, Gli ultimi giorni del comandante Plinio è l’eccezionale romanzo storico scritto da Alessandro Luciano, nel quale vengono narrati gli avvenimenti che si verificarono quattro giorni prima la devastante e terribile eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo che causò la distruzione delle città di Ercolano e Pompei. A raccontare gli eventi dal 22 al 25 ottobre, attraverso le memorie da lui trascritte nel suo diario, è Gaio Plinio Secondo, conosciuto in seguito come Plinio il Vecchio, filosofo e scrittore naturalista – sua è la vasta enciclopedia in 37 volumi, nonché capolavoro, “Naturalis historia” – oltre che comandante militare e governatore provinciale dell’Impero Romano. Plinio, che in quel periodo era a capo della flotta romana stanziata presso Capo Miseno, attraverso le descrizioni dense di particolari dei luoghi, degli usi e dei costumi del tempo, conduce il lettore con sé accompagnandolo per le città e la costa campane rendendolo partecipe delle proprie considerazioni e riflessioni su ciò a cui assistette sia dal punto di vista di studioso e di militare sia di semplice uomo. Il protagonista si sposterà dalla città di commercianti di Puteoli “…una costa amata dagli Dei, affacciata sul mare nostro…” a Cuma, dove Enea accompagnò la Sibilla Cumana le cui parole, “Non preparare le navi, mettiti in salvo”, resteranno inascoltate da Plinio intenzionato ad affrontare l’immane e imminente catastrofe che sta per compiersi pur di mettere in salvo la sua amata Rettina, che si trova a Stabia, e due preziosi volumi greci da lei posseduti, unici perché privi di copie. Gli ultimi giorni del comandante Plinio di Alessandro Luciano: cronaca di una tragedia Dell’eruzione del Vesuvio di quel tempo, si hanno testimonianze rintracciabili in qualsiasi libro di Storia, enciclopedia, sito Internet o opere in cui si faccia riferimento all’accaduto. Se queste variegate fonti non dovessero bastare a soddisfare pienamente la curiosità e il desiderio di saperne di più, basterebbe recarsi personalmente sul posto in modo tale da constatare dal vivo ciò che si è potuto apprendere da una pagina cartacea o virtuale. Tuttavia, per quanto valga assolutamente la pena visitare Ercolano e Pompei, ci si troverebbe di fronte a quanto è rimasto di quella tragedia di tanti secoli fa. Alessandro Luciano, grazie a uno stile fluido e ricco, a una narrazione talmente completa e precisa da dare l’impressione di sentire l’odore del mare, di avvertire la terra tremare, di ascoltare i boati del Vesuvio pronto a risvegliarsi portando con sé morte e distruzione, ci dà la possibilità di assistere a ciò che precedette quella sciagura. L’autore narra delle bellezze architettoniche e naturalistiche delle città campane da lui citate, traccia i profili delle persone che vi abitarono mostrandoli impegnati ad adempiere alle loro occupazioni quotidiane e permettendoci, in tal modo, di conoscerne le abitudini e le tradizioni. Tra questa varietà di personaggi che animano la sua opera, spicca il protagonista che, alla fine del suo diario, rivolge una richiesta – a cui la Storia darà ascolto – a chi avrà la possibilità di leggerlo: “… Se […]

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Le quattro donne di Istanbul, un romanzo storico di Ayşe Kulin

Pubblicato da Newton Compton Editori, Le quattro donne di Istanbul è il romanzo storico della scrittrice turca  Ayşe Kulin, autrice del bestseller L’ultimo treno per Istanbul.  Siamo a Francoforte nel marzo del 1933, il professore universitario Gerhard Schlimann, invia un biglietto alla moglie Elsa nel quale le comunica di prepararsi, insieme ai loro figli Peter e Susy, per un’imminente partenza che dovrà avvenire il più rapidamente e discretamente possibile. Infatti, per loro che sono ebrei, dopo l’ascesa al potere di Hitler, rimanere in Germania significherebbe la fine e, per questo motivo, l’allontanamento dalla terra natia è inevitabile. Dopo alcune traversie, la famiglia Schlimann si riunisce a Zurigo e parte alla volta della Turchia dove Gerhard ottiene un lavoro presso la facoltà di Medicina dell’Università di Istanbul. Passano gli anni e, mentre Elsa e Peter sono ancora fortemente legati alle loro origini tedesche, Gerhard e Susy si sono ben integrati all’interno della comunità turca tanto che quest’ultima considera a tutti gli effetti suo il Paese dove vive ed è cresciuta e non quello dove è nata e del quale non conserva alcun ricordo. Una volta adulta sposerà il suo primo amore, Demir, dal quale avrà una figlia, Sude che sarà esattamente l’opposto dei genitori e dei nonni con il suo carattere libero e senza regole. Anche lei diventerà madre – per il desiderio di maternità e non perché si è sposata e ha deciso di mettere su famiglia – di Esra, una ragazza assennata che dovrà decidere, come i suoi bisnonni prima di lei, se rimanere nella violenta Turchia moderna o andarsene per costruirsi una vita in un luogo più sicuro. Le quattro donne di Istanbul e il forte bisogno di appartenenza Ayşe Kulin, attraverso quattro generazioni, esprime il forte bisogno di appartenere a un’identità, a una cultura nazionali in cui potersi integrare e riconoscere. I personaggi – ognuno a suo modo perché ognuno di loro ha il suo carattere con le sue particolarità che lo contraddistinguono – sentono questa esigenza come necessaria per la propria completezza interiore. L’autrice, poi, ricostruisce in maniera esatta e precisa le vicende politiche e i tumulti religiosi dei due Paesi – la Germania e la Turchia – in anni lontani tra loro eppure, visto il ripetersi degli eventi, così vicini. I luoghi della Turchia sono descritti minuziosamente tanto da avere l’impressione di trovarsi per le strade di Istanbul, Ankara, Pera, o di poter ammirare i tramonti sul Bosforo percependo i profumi e i sapori di quella affascinante terra. Nel romanzo Le quattro donne di Istanbul le tematiche della memoria, della famiglia e delle radici sono abbondantemente approfondite e rivestono un ruolo centrale per lo sviluppo della trama rendendo la lettura del romanzo più che gradevole.

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I viaggi segreti di Carlo Rossmann, un romanzo di Elena Corti

Edito da IoScrittore, I viaggi segreti di Carlo Rossmann è il titolo del romanzo scritto dalla comasca Elena Corti. Carlo Rossmann, subito dopo aver conseguito il diploma, ha vinto il concorso per un posto da archivista presso l’Amministrazione Provinciale di C. ed è ormai da sei anni che ricopre quel ruolo. Un giorno, recatosi come al solito nel buio e polveroso stanzone del seminterrato dove lavora, lo trova vuoto. Faldoni, schedario, mensole, computer: è tutto sparito a eccezione di un unico ripiano dove il giovane trova un lettera nella quale gli viene comunicato che il signor Dirigente necessita di “conferire” con lui. Una volta al cospetto del suo superiore, quest’ultimo gli comunica, dopo avergli sciorinato una sequela di motivazioni alquanto discutibili, che è stato licenziato. Da quel momento la regolare ma solitaria e schiva vita di Carlo, orfano di entrambi i genitori e la cui unica compagnia è il gatto color tartaruga di nome Rufus, prende una piega del tutto inaspettata, che coincide con la necessità di trovare al più presto un nuovo impiego senza il quale non potrebbe sostentarsi. Il protagonista, in questo senso, avrà fortuna perché riuscirà a trovare diversi nuovi lavori grazie ai quali, oltre a guadagnare, avrà la possibilità di conoscere Freddy e Marvin con cui stringerà dei veri rapporti di amicizia fondati sul rispetto e sull’affetto sincero e disinteressato. Unico dettaglio negativo – e “negativo”, qui, è un aggettivo fin troppo riduttivo – sarà tutto ciò che, dietro ognuno di essi, si cela: un mondo paradossale popolato da una varietà di individui di cui solo Carlo riesce a vedere l’anima e, dunque, la reale essenza e contro i quali solo la sua determinazione ad agire può far sì che vengano fermati dal continuare a compiere ogni sorta di crimine indisturbati. I viaggi segreti di Carlo Rossmann e le tante ambiguità del nostro mondo Dopo aver letto le prime pagine del romanzo, si ha l’impressione che l’autrice abbia voluto fare uno scherzo – di cattivo gusto e alquanto bizzarro – ai lettori. Questo perché la trama volge, con una spiazzante rapidità, verso una direzione che dell’ordinario ha ben poco e della quale, soprattutto, non si ha il minimo sospetto. Tuttavia, è proseguendo la lettura che, così come il protagonista vede gli altri per quello che sono, si arriva a comprendere l’intento della Corti: rendere palesi o ancor più di quanto non lo siano già, servendosi di un’ironia pungente, le tante contraddizioni di cui la vita di Carlo – così come la nostra – è piena. Ma la scrittrice non si limita a questo poiché le peripezie e le stranezze in cui si trova a essere coinvolto Carlo non vengono risolte da un personaggio eccezionale, quanto da un ragazzo anonimo che, grazie al supporto con Freddy e Marvin – due spiriti affini – fa la cosa giusta per sé e per gli altri maturando una consapevolezza nuova e appagante di quella che può essere la vita. I viaggi segreti di Carlo Rossmann è un libro sorprendente, ricco […]

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Favola di New York l’ultimo, strabiliante romanzo di Victor LaValle

Esce oggi in Italia nella collana Le Strade di Fazi Editore, con la traduzione dall’inglese a cura di Sabina Terziani, Favola di New York, l’ultimo romanzo frutto del sorprendente scrittore americano – vincitore di alcuni tra i più prestigiosi premi letterari del suo Paese – Victor LaValle. Apollo Kagwa cresce con la giovane madre single Lillian di origini ugandesi nella città di New York. Del padre, Brian West, scomparso nel nulla quando lui era solo un bambino, non gli è rimasto nient’altro che una scatola con dei libri e un incubo ricorrente e apparentemente privo di significato che lo tormenta anche durante l’età adulta. Divenuto, ormai, un giovane uomo, Apollo lavora come commerciante di libri antichi e con la donna della quale si è innamorato e che ha sposato, la bibliotecaria Emma Valentine, ha il suo primo figlio chiamato Brian come il nonno paterno. Sarà proprio la presenza del piccolo a spezzare il perfetto equilibrio creatosi nella coppia e, tra i due, a manifestare maggior disagio unito a comportamenti incomprensibili per Apollo, sarà Emma che arriverà a compiere un gesto tanto atroce quanto impensabile, eppure non impossibile, per una giovane donna che è diventata madre. Da quel giorno la vita di Apollo cambierà in maniera radicale. Tuttavia, la determinazione e l’impellente bisogno di scoprire cosa abbia portato la donna che amava a fare ciò che ha fatto distruggendo la loro famiglia e le loro vite, daranno al protagonista la forza di intraprendere un viaggio che avrà dell’inverosimile ma che sarà necessario iniziare e, soprattutto, portare a termine per ricominciare a vivere. Favola di New York, una originalissima fiaba anticonvenzionale e dark intrisa di magia e mistero Nel suo romanzo, Victor LaValle da libero sfogo a un’immaginazione che resta costantemente in bilico tra ciò che è concreto, tangibile e ciò che è leggenda, favola appunto. Gli elementi fantastici si mescolano, penetrandovi a fondo, con la realtà della metropoli di New York nella quale coesistono da sempre luci e ombre e dove non tutte le storie hanno un “e vissero tutti felici e contenti”. Il personaggio di Apollo non ha provato questa felicità familiare da figlio a causa dell’assenza del padre e, una volta avuta la propria famiglia e dopo essere divenuto a sua volta genitore, deve faticare non poco per riottenerla e preservarla. Questo perché nel libro, ambientato nell’America contemporanea dove nulla viene regalato o può essere dato per scontato, emergono tutte le difficoltà legate all’essere genitori in un mondo in cui sembra non sia rimasto più spazio per certezze e sicurezze di alcun genere. Considerato come uno fra i migliori libri dell’anno da testate del calibro di “Time”, “The New York Times” e “USA Today”, Favola di New York invoglia e propone ai lettori di lasciarsi andare alle emozioni che questa storia magica e misteriosa racchiude tra le sue pagine. Una storia che non risparmia niente a nessuno, neanche l’inimmaginabile e, anzi, è proprio quest’ultimo che travolge e conquista chiunque la legga a patto di mantenere sempre sia lo sguardo […]

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Libri

Odissea veneziana, un romanzo di Giulio Querini (Recensione)

Pubblicato da Fazi Editore nella collana Le Strade, Odissea veneziana è l’ultimo e appassionante romanzo dello scrittore Giulio Querini. Sono i primi anni del 1500 e il trentaquattrenne Lorenzo Donin è un giovane medico veneziano ritrovatosi, dopo una serie di incredibili peripezie, al servizio dell’enigmatico pascià turco Rashid Takish il quale lo conduce con sé a Costantinopoli. Qui Lorenzo intende, dopo aver ottenuto il permesso di frequentare la biblioteca del palazzo, approfondire i suoi studi sulla peste, la terribile malattia che devasta il suo tempo. Tuttavia l’unico testo che realmente potrebbe aiutarlo e agevolarlo nel suo intento, il terzo volume dell’opera del medico e scienziato Polibo di Kos allievo di Ippocrate e vissuto nel IV secolo, risulta essere introvabile. Dopo aver chiesto aiuto al pascià, viene a sapere che il prezioso libro è stato portato via dal fratello recatosi ad Alessandria. Sarà proprio in questa città che, mesi dopo, dovrà recarsi Rashid per partecipare a un concilio decidendo di portare il giovane con sé come suo consigliere. Dopo essere riuscito a incontrare il fratello del pascià, Lorenzo scopre che il libro che sta cercando è nelle mani del monaco greco Dimitris allontanato dall’Egitto e mandato in esilio sulla piccola isola di Stampalia a largo della costa turca. Senza perdersi d’animo, il protagonista raggiunge la sua nuova destinazione e, nonostante la diffidenza della gente del posto, entra nelle grazie del conte Andrea Querini, discepolo del religioso, che lo informa della partenza del suo maestro per la Sicilia. Lorenzo, che sull’isola ha conosciuto la pastorella Diotima, malgrado il legame con la ragazza, decide di proseguire il viaggio iniziato mesi addietro animato dal desiderio di trovare e potersi confrontare con l’unica persona che potrebbe aiutarlo a proseguire gli studi e scoprire una cura per la terribile “morte nera”. Odissea veneziana: la perenne tensione tra il noto e l’ignoto In questo suo affascinante romanzo, l’autore descrive in maniera approfondita e precisa le vicende del protagonista arricchendo la trama con aneddoti e particolari che la rendono, agli occhi del lettore, ancora più invitante. Querini non fa mistero della vita di Lorenzo, anzi, fa sì che il giovane parli sinceramente e senza omettere nulla di sé a chiunque sia disposto ad ascoltarlo o gli ponga delle domande. Accorgimento questo che consente di poter comprendere meglio ciò che lo spinge a proseguire il suo viaggio, a non curarsi dei disagi e dei pericoli, a lasciare l’amore pur di ottenere quanto si è prefissato. Lorenzo, come l’Ulisse omerico, non può e non riesce a fermarsi; deve, ogni volta, andare oltre, superare i limiti perché sente e sa, considerata la sua storia personale e ascoltando la sua coscienza di medico, che non può fare altrimenti. Eppure, la mente torna là dove il suo cuore ha provato sentimenti fino ad allora a lui sconosciuti ed è in quel momento che l’uomo comune potrebbe prendere il sopravvento sull’uomo di scienza. La bellezza e particolarità di Odissea veneziana è da ricercarsi proprio in questo continuo oscillare, sapientemente creato dalla penna di Giulio […]

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Libri

Non ti lascerò, il thriller da brividi di Chevy Stevens

Pubblicato lo scorso mese da Fazi Editore nella collana Darkside, Non ti lascerò è l’ultimo romanzo della scrittrice canadese specializzata in gialli intrisi di suspense Chevy Stevens. Lindsey ha 19 anni quando incontra l’affascinante Andrew del quale si innamora e con cui convola a nozze poco tempo dopo. Tuttavia, non passa molto tempo prima che il giovane innamorato e premuroso lasci il posto a un uomo dedito al bere, geloso, manipolatore e violento che le renderà la vita un vero e proprio inferno. Lindsey non confida a nessuno, né ai suoi genitori né al fratello, cos’è costretta a subire e la situazione non migliorerà neanche dopo la nascita della piccola Sophie che verrà usata da Andrew come pretesto per non farsi lasciare dalla moglie sempre più preoccupata e terrorizzata da quello che potrebbe succedere. “Penso che potrebbe farmi davvero del male. Non sai come si comporta. Non mi dà respiro. È gelosissimo. Mi spia (…). Vorrei lasciarlo ma ho il terrore che in qualche modo mi porti via Sophie. Non ho niente di mio. Cosa dovrei fare? Come posso tirarmi fuori da questa situazione? Non ho una carta di credito né un conto in banca. È tutto a suo nome. Sono in trappola.” Sarà proprio per proteggere la figlioletta che Lindsey scapperà con lei nella speranza di salvare entrambe da quel marito amorevole e devoto che si è rivelato essere in realtà un mostro. Passano dieci lunghi anni da quella fuga precipitosa avvenuta nel cuore della notte. Lindsey e Sophie, che ormai ha quasi diciotto anni, si sono rifatte una vita felice con Andrew lontano da loro e in carcere per aver ucciso una donna in un incidente stradale. Tuttavia, la sua condanna è ormai giunta la termine ed è tornato libero e, da quando ha appreso la notizia, Lindsey ha una sola domanda che la assilla continuamente e alla quale non riesce a dare una risposta: lascerà in pace lei e Sophie o tornerà a tormentarla e fargliela pagare per averlo abbandonato? Non ti lascerò, un giallo mozzafiato di Chevy Stevens dal finale inaspettato Costruito su una trama che parte e verte sulla violenza domestica, il romanzo della Stevens cresce di intensità man mano che gli sviluppi della storia si susseguono in un crescendo inarrestabile. L’autrice non abbandona mai il lettore che tiene per mano capitolo dopo capitolo narrando e spiegando, attraverso le voci dei suoi personaggi, con parole semplici ma accuratamente selezionate, gli eventi ai quali assiste. Scopriamo così – questa non vuole essere una giustificazione ma, appunto, una spiegazione – che Andrew è quello che è perché suo padre è stato violento con lui e con la madre e, nonostante ami – di un amore che ha il sapore dell’ossessione – Lindsey e Sophie, rovina tutto perché incapace di gioire e godere della fortuna che ha avuto perdendo l’amore sincero della moglie e privandosi della possibilità di crescere la sua bambina. A quest’ultima chiede una seconda possibilità per dimostrarle che tiene a lei e le vuole bene, […]

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Cinema e Serie tv

Joe Berlinger alla regia di Ted Bundy – Fascino criminale

Uscito il 9 maggio per la regia di Joe Berlinger, Ted Bundy – Fascino criminale è l’adattamento cinematografico del libro The Phantom Prince: My Life With Ted Bundy – la prima edizione è del 1981 – scritto da Elizabeth Kendall. Seattle, 1969. Lo studente universitario di legge Theodore “Ted” Bundy (Zac Efron) conosce, iniziando con lei una lunga relazione, la giovane madre divorziata Elizabeth “Liz” Kendall (Lily Collins). Cinque anni dopo viene denunciata, nello stato di Washington e in Oregon, la scomparsa di numerose ragazze e, in seguito alla diffusione di un identikit del rapitore, Ted viene arrestato nel 1975. Gli anni seguenti sono un susseguirsi di accuse provenienti da altri stati del Paese fino a quando, nonostante sia riuscito a fuggire alcune volte, l’uomo arriva al processo durante il quale decide di assumere la propria difesa. Nel frattempo Liz ha iniziato a bere lasciando che l’amore che ancora prova per l’ormai ex compagno, la logori insieme ai sensi di colpa per essere stata proprio lei a denunciarlo. Nel frattempo il processo non volge a favore di Ted che viene condannato alla sedia elettrica. Dieci anni dopo – Liz si è sposata con Jerry (Haley Joel Osment) mentre Ted ha trovato nella vecchia amica Carole Ann (Kaya Scodelario) la sua compagna – Liz riceve una lettera dal suo ex e decide di andare a fargli visita in prigione decisa a scoprire se sia stato realmente lui a commettere quegli atroci delitti o se, per causa sua, un innocente sia stato condannato a morte. Ted Bundy – Fascino criminale di Joe Berlinger: un avvincente thriller biografico Nel film di Joe Berlinger, malgrado ci si aspetti di vederne molte considerato che il protagonista è stato uno dei più pericolosi serial killer americani – le vittime accertate furono più di 30 ma si pensa che possano essere state almeno il doppio – le scene violente si riducono a una soltanto. Questo perché Joe Berlinger si è concentrato principalmente su Ted – dimenticatevi lo Zac Efron tutto zucchero, miele e muscoli dei suoi lavori precedenti – che è stato presentato in modo talmente normale da essere, per questo, intrigantemente disturbante e, aspetto non meno rilevante, sul suo rapporto con Liz e le conseguenze di quest’ultimo sulla donna. Azzeccata la scelta di inserire immagini e video dell’epoca sulla vicenda – non dimentichiamoci che Joe Berlinger ha firmato diversi documentari per il piccolo e il grande schermo – che si incastrano alla perfezione nel film permettendo allo spettatore di sentirsi partecipe di fatti accaduti anni e anni e addietro. Perfette, poi, le tante inquadrature in primissimo piano che contribuiscono a dare maggiore enfasi ai momenti in cui la tensione emotiva raggiunge il suo apice. Da lodare, inoltre, sono le impeccabili interpretazioni offerte dai due protagonisti così come dal resto del cast. Una menzione speciale e doverosa va al grande John Malkovic che ha vestito i panni del giudice Edward D. Cowart il quale, a conclusione del processo, rivolse all’imputato queste potenti, sentite e terribili parole: «Riconosco […]

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Libri

Il colore del nostro cielo, l’imperdibile romanzo di Amita Trasi

Pubblicato in Italia da Giunti Editore, Il colore del nostro cielo è lo splendido romanzo che ha segnato l’esordio letterario della scrittrice indiana Amita Trasi. Mukta è una bellissima bambina indiana dalla pelle color del miele e dagli occhi verdi splendenti come due gemme preziose e, proprio grazie a queste sue particolarità che non passano certo inosservate, nel villaggio in cui vive, così come è stato per sua madre e per sua nonna prima di lei, avrà l’onore di diventare una devadasi ossia una serva della Dea. Tuttavia, se in un lontano passato esserlo era una fortuna, questo compito ha in seguito assunto lo spiacevole significato di entrare a far parte della schiera di prostitute di cui gli uomini del villaggio si servono per soddisfare il proprio piacere. Nonostante la nonna di Mukta, andando contro la volontà della madre che arriverà a perdere la vita per proteggere la figlioletta innocente da questo atroce e orribile destino, la venda a una donna che si occupa di “reclutare” le future schiave, la bambina riuscirà a mettersi in salvo grazie all’intervento di un uomo che la porterà lontano a vivere con sua moglie e sua figlia Tara. Tra le due, malgrado la differenza di casta, si instaurerà un rapporto di sincera amicizia osteggiato, tuttavia, dalla madre di Tara che non sopporta la presenza di Mukta nella propria casa. In seguito a un attentato in cui la donna perde la vita dopo essere uscita per sbrigare delle faccende di cui avrebbe dovuto occuparsi la ragazzina, Tara arriva a tal punto a odiarla da chiedere a un teppista di rapirla. Passano undici lunghi anni dalla notte in cui Mukta è stata portata via da uno sconosciuto e Tara, da allora, non ha avuto più pace. Per questo motivo è partita dagli Stati Uniti, dove si era trasferita con il padre, per tornare in India con l’intenzione di ritrovare l’amica perduta alla quale, col tempo, scoprirà di essere legata più di quanto avrebbe mai potuto neanche lontanamente immaginare. Il colore del nostro cielo di Amita Trasi: la purezza dell’amicizia sincera L’India è uno dei tanti Paesi dove essere donna equivale a una condanna. Lo sa bene l’autrice Amita Trasi – impegnata a collaborare con diverse organizzazioni umanitarie per contrastare il fenomeno della tratta di esseri umani – e lo sanno bene le due protagoniste, in particolar modo Mukta che, come tante, troppe, sue coetanee, prova sulla sua pelle cosa significhi appartenere al “sesso debole”. Eppure, nonostante le privazioni, gli abusi, l’indifferenza e le crudeltà patite, Mukta si aggrappa con tutte le sue forze a quell’unica speranza che le consente di non lasciarsi andare, soccombendovi, a un destino che altri hanno disegnato per lei: la piccola, ma seppur possibile, eventualità di ricongiungersi con l’amica Tara. E, come lei, anche quest’ultima non demorde malgrado il tempo passato, lo sconforto, le poche possibilità di ritrovarla, sostentata dalla forza di quell’amicizia pura che le lega l’una all’altra al di là degli anni, al di là delle differenze, al di là […]

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Libri

È tempo di ricominciare, il ritorno dell’autrice Carmen Korn

Esce oggi in libreria l’atteso romanzo È tempo di ricominciare, il secondo volume che compone la trilogia ideata dalla scrittrice tedesca Carmen Korn la cui pubblicazione, così come il primo libro Figlie di una nuova era, è sempre a opera di Fazi Editore. La guerra, siamo sempre ad Amburgo ma nel marzo del 1949, è ormai finita da anni ma i suoi devastanti effetti sono ancora ben visibili negli occhi e nei cuori di coloro i quali sono sopravvissuti e cercano di tornare alla normalità provando a superare le difficoltà quotidiane e a non farsi sopraffare dal dolore per i danni e le perdite subiti. Henny, supportata dal compagno Theo, dai figli Klaus e Marike e dalle amiche di sempre Lina e Ida, continua a cercare l’amica d’infanzia Käthe che sa, sente – o meglio, spera di non essersi sbagliata e averla confusa con un’altra – essere ancora viva. Quest’ultima, consapevole che proprio l’ex marito di Henny ha denunciato lei e la sua defunta madre ai nazisti e distrutta per la sorte toccata al marito Rudi deportato in Russia, non riesce a fidarsi credendola complice di quella crudele delazione e a tornare dalle persone che, innocenti, la aspettano ogni giorno. Pian piano, le vite di tutte e quattro le protagoniste riprendono il loro corso e, man mano che si prosegue nella lettura, per ognuna di loro e per i loro figli, amici più cari, amori e nuovi personaggi, tempi nuovi e nuovi fatti storici si susseguono in Germania così come nel resto del mondo fino ad arrivare alla fine dei turbolenti anni ’60. È tempo di ricominciare : epoche e generazioni a confronto Grazie a una narrazione che segue lo scorrere cronologico del tempo, l’autrice mostra al lettore non soltanto i cambiamenti che il suo scorrere provoca nei personaggi del romanzo, ma anche quelli che si verificano storicamente soprattutto nella Germania dell’epoca ma anche in Paesi lontani. Così, con sapienza e semplicità, Carmen Korn continua a offrire uno sfondo reale alla sua storia descrivendone gli effetti sui suoi protagonisti e le loro reazioni. Le quattro donne – le cui vicende sono il cuore pulsante della trama – sono affiancate da compagne, amiche, figlie, nipoti nonché da altrettante figure maschili di primaria importanza, che, proprio come loro, si inseriscono in un contesto storico ricco di avvenimenti e cambiamenti: dallo sbarco sulla Luna alla costruzione del Muro di Berlino;,dagli assassini di personaggi del calibro di Martin Luther King e John Fitzgerald Kennedy, alle agitazioni studentesche. Il riferimento a questi e altri eventi unito a quanto vivono nel loro quotidiano le protagoniste e i loro cari, contribuirà a rendere ancora più intima l’atmosfera che pervade È tempo di ricominciare rafforzando l’impressione avuta in precedenza con il primo romanzo, di essere entrati a far parte di una grande famiglia allargata dove ognuno conta e può liberamente decidere di (ri)cominciare a vivere come meglio crede senza che vengano meno l’amore, l’aiuto e la presenza dei suoi componenti.  

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