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Eroica Fenice

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Estranei, la storia di una famiglia contemporanea di Osaka Dolls

Scritto a quattro mani da Lorenzo Mazzoni e Massimo Di Gruso sotto il nome di Osaka Dolls, all’interno del progetto ThinkAbook, Estranei è un romanzo pubblicato da Koi Press. La storia della famiglia Spinelli, ha come ambientazione la periferia degradata della città di Milano. Franco, il padre, lavora di notte come netturbino; Alice, la madre, fa la parrucchiera per le vicine del quartiere; i loro figli gemelli, Caterina e Marco, sono due diciassettenni che si somigliano esteticamente ma sono caratterialmente all’opposto: lei, bellissima e popolare, lui trasandato ed emarginato. Ciascun personaggio, oltre a parlare di sé, esprime il proprio punto di vista sugli altri componenti del nucleo familiare e il quadro che ne esce fuori è quello di quattro individui che vivono soltanto sotto lo stesso tetto perché, di fatto, risultano essere dei perfetti estranei. Mancando la comunicazione tra di loro e visti il distacco e l’insofferenza che regnano sovrani tra le mura della casa che forzatamente condividono, tutti i protagonisti vivono delle seconde vite al suo esterno. Franco ha ormai perso da anni importanza agli occhi della moglie e dei figli che non lo considerano e cerca conforto nel rapporto, fatto solo di conversazioni, con una giovane prostituta dell’Est che vuole salvare togliendola dalla strada. Alice, insoddisfatta della vita matrimoniale, inizia una storia extraconiugale per la quale è pronta ad abbandonare i suoi cari pur di riappropriarsi della propria vita. Caterina usa la propria bellezza per ricevere regali e soldi da danarosi sconosciuti in cambio di sue foto erotiche ed è, all’apparenza, la più sicura. Marco, fragile e solo, crede di aver trovato la ragazza dei suoi sogni e di poter, finalmente, uscire dalla condizione di sfigato che lo tormenta da anni. Per tutti, alla fine, arriverà il momento di aprire gli occhi e prendere coscienza della situazione in cui realmente si trovano e le azioni dei singoli influenzeranno quelle della famiglia. Estranei  degli Osaka Dolls: una famiglia sotto esame Grazie a uno stile scorrevole, a una scrittura che va dritta al punto senza girare a vuoto intorno all’argomento trattato e a una trama cruda perché parla senza mezzi termini di una realtà a noi oggi niente affatto estranea, gli autori hanno ben reso l’idea della preoccupante alienazione che ci affligge e che può portare anche i membri di una famiglia a essere dei perfetti sconosciuti. Il libro è intriso di psicologia – non a caso, la postfazione è stata curata dalla Dottoressa Valentina Stirone, psicologa e psicoterapeuta – una psicologia pura che mostra persone e pensieri per quello che sono, per quello che rappresentano: ognuno un tipo di disagio diverso che, tuttavia, nasce dalla stessa assenza di presenza che affligge anche gli altri. Estranei è un romanzo interessante che fa riflettere sul concetto odierno di famiglia, sulle difficoltà dell’essere e del realizzare se stessi al suo interno e poi al suo esterno, sulla necessità di sentirsi parte di essa perché, in fondo, nessuno vorrebbe mai considerare estraneo chi ne fa parte. [Fonte immagine: Sito Koi Press]

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Il giallo di Ponte Sisto, l’ultimo romanzo di Max e Francesco Morini

I fratelli romani Max e Francesco Morini tornano con il loro ultimo lavoro, il thriller Il giallo di Ponte Sisto. Le indagini del libraio Ettore Misericordia, uscito oggi per Newton Compton Editori. Voce narrante è “Fango”, amico, collaboratore e spalla del libraio con l’anima e l’intuito da detective Ettore Misericordia. Quest’ultimo viene coinvolto dallo scorbutico ispettore Ceratti, sempre accompagnato dal simpatico agente Cammarata, nelle indagini relative la sparizione del ventottenne Simone Rossmann comico di professione e grande ammiratore di un suo compianto e famoso collega degli anni ‘30: l’indimenticato e indimenticabile Ettore Petrolini. Dopo il ritrovamento del corpo del giovane sotto uno degli archi di Ponte Sisto, morto in seguito a un violento colpo alla testa, le indagini si intensificano arrivando a coinvolgere le persone vicine al ragazzo: dai suoi genitori, un padre interessato più alla sua immagine che alla perdita del un figlio e una madre remissiva messa a tacere dal marito prepotente, a Sara Venier, la ragazza frequentata per qualche mese da Simone; dal suo singolare padrone di casa Tito Mantovani, ai proprietari del locale – Novecento – dove si esibiva a volte insieme all’attempato Mauro Ferretti, i coniugi Mario e Paola Astolfi. Ognuno di loro, ovviamente per ragioni diverse, potrebbe essere l’assassino del giovane Rossmann. Sarà compito del sagace Misericordia, aiutato dallo scomparso Petrolini la cui storia personale è legata a filo doppio a quella di Simone, riuscire a trovare un nesso logico tra gli indizi a sua disposizione per risolvere il caso e assicurare il colpevole alla giustizia. Il giallo di Ponte Sisto : il ritorno di Ettore Misericordia Gli autori Max e Francesco Morini propongono ai lettori una nuova e avvincente storia nella quale si intrecciano, incastrandosi alla perfezione, presente e passato. Grazie a un susseguirsi di colpi di scena e di rivelazioni incredibili che contribuiscono ad accrescere la suspense, la trama conquista sin dalle prime battute invogliando alla riflessione nel tentativo di scoprire l’identità dell’assassino – magari prima che ci riesca l’imbattibile Misericordia – e, ancor di più, le motivazioni che lo hanno spinto a uccidere. Inoltre, il riferimento alla figura del grande Petrolini, alla sua vita e alla sua folgorante carriera di attore comico, non può che essere interpretato se non come un tributo – in forma romanzata – nei confronti di un artista che conquistò il pubblico a suon di risate e che, nonostante la prematura scomparsa, continua a strappare ancora oggi un sorriso a chi vede i suoi numeri o ascolta le sue canzoni. Con Il giallo di Ponte Sisto i fratelli Morini hanno inserito una storia dentro un’altra storia dando vita a un giallo impeccabile che, riprendendo e modificando una frase da I salamini di Petrolini, “Ci ha piaciato!”. [Fonte immagine: Max Morini]

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Ferryman – Amore eterno, un romanzo fantasy di Claire McFall

Esce oggi in libreria nella collana LainYa di Fazi Editore, Ferryman – Amore eterno, il primo volume di cui si compone la trilogia fantasy young adult dell’autrice scozzese – due volte vincitrice dello Scottish Book Prize – Claire McFall. Dylan è una quindicenne, figlia di genitori separati, che vive a Glasgow con la madre Joan e frequenta la Kaitshall Academy, scuola che le è ancora più insopportabile da quando la sua amica d’infanzia, Katie, se n’è andata. Dopo un’altra orribile mattinata trascorsa con i detestabili compagni di classe, la ragazza decide di saltare il resto della giornata scolastica anticipando la partenza per andare a trovare il padre James che non vede da dieci anni. I passeggeri del treno diretto ad Aberdeen sul quale Dylan sta viaggiando, però, rimangono coinvolti in un terribile incidente dal quale la giovane sembra essere l’unica a esserne uscita illesa. Dylan, inizialmente spaesata e stordita, si incammina verso la fine della galleria dove si trova il convoglio ritrovandosi in aperta campagna. In un primo momento crede di essere sola ma, poco dopo, si accorge della presenza di un ragazzo seduto su una collina poco distante da lei e intento a fissarla. Dylan lo raggiunge e si presenta riuscendo a sapere il nome, Tristan, di quel biondo coetaneo dagli occhi blu cobalto freddi come il ghiaccio che non solo mantiene un atteggiamento distaccato, ma le dice che deve andare con lui. La ragazza, malgrado sia perplessa, decide di seguirlo e solo in seguito lui le rivela la triste verità: Tristan è un traghettatore di anime e lei non è l’unica sopravvissuta del disastro ferroviario, ne è la sola vittima. Sconvolta dalla notizia, la protagonista intraprenderà il lungo viaggio che dovrà condurla al suo paradiso, ma l’inaspettato e profondo coinvolgimento con la sua guida la metterà di fronte a un’importante e irreversibile decisione che non potrà più cambiare. Ferryman – Amore eterno : può l’amore sconfiggere la morte? Il primo romanzo che compone la saga ideata dalla creativa penna della McFall, si rivela essere un romanzo originale oltre che profondo dove viene riproposto, in chiave moderna, il mito della leggendaria figura dell’infernale traghettatore di anime Caronte. Qui assume le sembianze di un affascinante e misterioso ragazzo – è così che la protagonista lo immagina e lo vede – inizialmente distaccato e unicamente intenzionato a portare a termine il suo compito che, procedendo nella lettura, rivela di possedere e provare gli stessi sentimenti di un qualsiasi altro essere umano: interesse, gioia, paura, tristezza e, il più sorprendente considerata la sua condizione, amore. Dylan e Tristan, nonostante i ruoli di anima e traghettatore e la logica impossibilità a essere altro se non quello, affrontano insieme le insidie e i pericoli che li attendono per portare a termine il viaggio che condurrà la ragazza verso il luogo destinato alle anime ma, consci del forte legame che si è ormai instaurato tra loro, decideranno con coraggio di sfidare l’ignoto pur di non separarsi. Per sapere come proseguirà la loro avventurosa storia d’amore […]

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Gli ultimi giorni del comandante Plinio, un’opera di Alessandro Luciano

Pubblicato da Marlin Editore, Gli ultimi giorni del comandante Plinio è l’eccezionale romanzo storico scritto da Alessandro Luciano, nel quale vengono narrati gli avvenimenti che si verificarono quattro giorni prima la devastante e terribile eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo che causò la distruzione delle città di Ercolano e Pompei. A raccontare gli eventi dal 22 al 25 ottobre, attraverso le memorie da lui trascritte nel suo diario, è Gaio Plinio Secondo, conosciuto in seguito come Plinio il Vecchio, filosofo e scrittore naturalista – sua è la vasta enciclopedia in 37 volumi, nonché capolavoro, “Naturalis historia” – oltre che comandante militare e governatore provinciale dell’Impero Romano. Plinio, che in quel periodo era a capo della flotta romana stanziata presso Capo Miseno, attraverso le descrizioni dense di particolari dei luoghi, degli usi e dei costumi del tempo, conduce il lettore con sé accompagnandolo per le città e la costa campane rendendolo partecipe delle proprie considerazioni e riflessioni su ciò a cui assistette sia dal punto di vista di studioso e di militare sia di semplice uomo. Il protagonista si sposterà dalla città di commercianti di Puteoli “…una costa amata dagli Dei, affacciata sul mare nostro…” a Cuma, dove Enea accompagnò la Sibilla Cumana le cui parole, “Non preparare le navi, mettiti in salvo”, resteranno inascoltate da Plinio intenzionato ad affrontare l’immane e imminente catastrofe che sta per compiersi pur di mettere in salvo la sua amata Rettina, che si trova a Stabia, e due preziosi volumi greci da lei posseduti, unici perché privi di copie. Gli ultimi giorni del comandante Plinio di Alessandro Luciano: cronaca di una tragedia Dell’eruzione del Vesuvio di quel tempo, si hanno testimonianze rintracciabili in qualsiasi libro di Storia, enciclopedia, sito Internet o opere in cui si faccia riferimento all’accaduto. Se queste variegate fonti non dovessero bastare a soddisfare pienamente la curiosità e il desiderio di saperne di più, basterebbe recarsi personalmente sul posto in modo tale da constatare dal vivo ciò che si è potuto apprendere da una pagina cartacea o virtuale. Tuttavia, per quanto valga assolutamente la pena visitare Ercolano e Pompei, ci si troverebbe di fronte a quanto è rimasto di quella tragedia di tanti secoli fa. Alessandro Luciano, grazie a uno stile fluido e ricco, a una narrazione talmente completa e precisa da dare l’impressione di sentire l’odore del mare, di avvertire la terra tremare, di ascoltare i boati del Vesuvio pronto a risvegliarsi portando con sé morte e distruzione, ci dà la possibilità di assistere a ciò che precedette quella sciagura. L’autore narra delle bellezze architettoniche e naturalistiche delle città campane da lui citate, traccia i profili delle persone che vi abitarono mostrandoli impegnati ad adempiere alle loro occupazioni quotidiane e permettendoci, in tal modo, di conoscerne le abitudini e le tradizioni. Tra questa varietà di personaggi che animano la sua opera, spicca il protagonista che, alla fine del suo diario, rivolge una richiesta – a cui la Storia darà ascolto – a chi avrà la possibilità di leggerlo: “… Se […]

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Le quattro donne di Istanbul, un romanzo storico di Ayşe Kulin

Pubblicato da Newton Compton Editori, Le quattro donne di Istanbul è il romanzo storico della scrittrice turca  Ayşe Kulin, autrice del bestseller L’ultimo treno per Istanbul.  Siamo a Francoforte nel marzo del 1933, il professore universitario Gerhard Schlimann, invia un biglietto alla moglie Elsa nel quale le comunica di prepararsi, insieme ai loro figli Peter e Susy, per un’imminente partenza che dovrà avvenire il più rapidamente e discretamente possibile. Infatti, per loro che sono ebrei, dopo l’ascesa al potere di Hitler, rimanere in Germania significherebbe la fine e, per questo motivo, l’allontanamento dalla terra natia è inevitabile. Dopo alcune traversie, la famiglia Schlimann si riunisce a Zurigo e parte alla volta della Turchia dove Gerhard ottiene un lavoro presso la facoltà di Medicina dell’Università di Istanbul. Passano gli anni e, mentre Elsa e Peter sono ancora fortemente legati alle loro origini tedesche, Gerhard e Susy si sono ben integrati all’interno della comunità turca tanto che quest’ultima considera a tutti gli effetti suo il Paese dove vive ed è cresciuta e non quello dove è nata e del quale non conserva alcun ricordo. Una volta adulta sposerà il suo primo amore, Demir, dal quale avrà una figlia, Sude che sarà esattamente l’opposto dei genitori e dei nonni con il suo carattere libero e senza regole. Anche lei diventerà madre – per il desiderio di maternità e non perché si è sposata e ha deciso di mettere su famiglia – di Esra, una ragazza assennata che dovrà decidere, come i suoi bisnonni prima di lei, se rimanere nella violenta Turchia moderna o andarsene per costruirsi una vita in un luogo più sicuro. Le quattro donne di Istanbul e il forte bisogno di appartenenza Ayşe Kulin, attraverso quattro generazioni, esprime il forte bisogno di appartenere a un’identità, a una cultura nazionali in cui potersi integrare e riconoscere. I personaggi – ognuno a suo modo perché ognuno di loro ha il suo carattere con le sue particolarità che lo contraddistinguono – sentono questa esigenza come necessaria per la propria completezza interiore. L’autrice, poi, ricostruisce in maniera esatta e precisa le vicende politiche e i tumulti religiosi dei due Paesi – la Germania e la Turchia – in anni lontani tra loro eppure, visto il ripetersi degli eventi, così vicini. I luoghi della Turchia sono descritti minuziosamente tanto da avere l’impressione di trovarsi per le strade di Istanbul, Ankara, Pera, o di poter ammirare i tramonti sul Bosforo percependo i profumi e i sapori di quella affascinante terra. Nel romanzo Le quattro donne di Istanbul le tematiche della memoria, della famiglia e delle radici sono abbondantemente approfondite e rivestono un ruolo centrale per lo sviluppo della trama rendendo la lettura del romanzo più che gradevole.

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I viaggi segreti di Carlo Rossmann, un romanzo di Elena Corti

Edito da IoScrittore, I viaggi segreti di Carlo Rossmann è il titolo del romanzo scritto dalla comasca Elena Corti. Carlo Rossmann, subito dopo aver conseguito il diploma, ha vinto il concorso per un posto da archivista presso l’Amministrazione Provinciale di C. ed è ormai da sei anni che ricopre quel ruolo. Un giorno, recatosi come al solito nel buio e polveroso stanzone del seminterrato dove lavora, lo trova vuoto. Faldoni, schedario, mensole, computer: è tutto sparito a eccezione di un unico ripiano dove il giovane trova un lettera nella quale gli viene comunicato che il signor Dirigente necessita di “conferire” con lui. Una volta al cospetto del suo superiore, quest’ultimo gli comunica, dopo avergli sciorinato una sequela di motivazioni alquanto discutibili, che è stato licenziato. Da quel momento la regolare ma solitaria e schiva vita di Carlo, orfano di entrambi i genitori e la cui unica compagnia è il gatto color tartaruga di nome Rufus, prende una piega del tutto inaspettata, che coincide con la necessità di trovare al più presto un nuovo impiego senza il quale non potrebbe sostentarsi. Il protagonista, in questo senso, avrà fortuna perché riuscirà a trovare diversi nuovi lavori grazie ai quali, oltre a guadagnare, avrà la possibilità di conoscere Freddy e Marvin con cui stringerà dei veri rapporti di amicizia fondati sul rispetto e sull’affetto sincero e disinteressato. Unico dettaglio negativo – e “negativo”, qui, è un aggettivo fin troppo riduttivo – sarà tutto ciò che, dietro ognuno di essi, si cela: un mondo paradossale popolato da una varietà di individui di cui solo Carlo riesce a vedere l’anima e, dunque, la reale essenza e contro i quali solo la sua determinazione ad agire può far sì che vengano fermati dal continuare a compiere ogni sorta di crimine indisturbati. I viaggi segreti di Carlo Rossmann e le tante ambiguità del nostro mondo Dopo aver letto le prime pagine del romanzo, si ha l’impressione che l’autrice abbia voluto fare uno scherzo – di cattivo gusto e alquanto bizzarro – ai lettori. Questo perché la trama volge, con una spiazzante rapidità, verso una direzione che dell’ordinario ha ben poco e della quale, soprattutto, non si ha il minimo sospetto. Tuttavia, è proseguendo la lettura che, così come il protagonista vede gli altri per quello che sono, si arriva a comprendere l’intento della Corti: rendere palesi o ancor più di quanto non lo siano già, servendosi di un’ironia pungente, le tante contraddizioni di cui la vita di Carlo – così come la nostra – è piena. Ma la scrittrice non si limita a questo poiché le peripezie e le stranezze in cui si trova a essere coinvolto Carlo non vengono risolte da un personaggio eccezionale, quanto da un ragazzo anonimo che, grazie al supporto con Freddy e Marvin – due spiriti affini – fa la cosa giusta per sé e per gli altri maturando una consapevolezza nuova e appagante di quella che può essere la vita. I viaggi segreti di Carlo Rossmann è un libro sorprendente, ricco […]

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Favola di New York l’ultimo, strabiliante romanzo di Victor LaValle

Esce oggi in Italia nella collana Le Strade di Fazi Editore, con la traduzione dall’inglese a cura di Sabina Terziani, Favola di New York, l’ultimo romanzo frutto del sorprendente scrittore americano – vincitore di alcuni tra i più prestigiosi premi letterari del suo Paese – Victor LaValle. Apollo Kagwa cresce con la giovane madre single Lillian di origini ugandesi nella città di New York. Del padre, Brian West, scomparso nel nulla quando lui era solo un bambino, non gli è rimasto nient’altro che una scatola con dei libri e un incubo ricorrente e apparentemente privo di significato che lo tormenta anche durante l’età adulta. Divenuto, ormai, un giovane uomo, Apollo lavora come commerciante di libri antichi e con la donna della quale si è innamorato e che ha sposato, la bibliotecaria Emma Valentine, ha il suo primo figlio chiamato Brian come il nonno paterno. Sarà proprio la presenza del piccolo a spezzare il perfetto equilibrio creatosi nella coppia e, tra i due, a manifestare maggior disagio unito a comportamenti incomprensibili per Apollo, sarà Emma che arriverà a compiere un gesto tanto atroce quanto impensabile, eppure non impossibile, per una giovane donna che è diventata madre. Da quel giorno la vita di Apollo cambierà in maniera radicale. Tuttavia, la determinazione e l’impellente bisogno di scoprire cosa abbia portato la donna che amava a fare ciò che ha fatto distruggendo la loro famiglia e le loro vite, daranno al protagonista la forza di intraprendere un viaggio che avrà dell’inverosimile ma che sarà necessario iniziare e, soprattutto, portare a termine per ricominciare a vivere. Favola di New York, una originalissima fiaba anticonvenzionale e dark intrisa di magia e mistero Nel suo romanzo, Victor LaValle da libero sfogo a un’immaginazione che resta costantemente in bilico tra ciò che è concreto, tangibile e ciò che è leggenda, favola appunto. Gli elementi fantastici si mescolano, penetrandovi a fondo, con la realtà della metropoli di New York nella quale coesistono da sempre luci e ombre e dove non tutte le storie hanno un “e vissero tutti felici e contenti”. Il personaggio di Apollo non ha provato questa felicità familiare da figlio a causa dell’assenza del padre e, una volta avuta la propria famiglia e dopo essere divenuto a sua volta genitore, deve faticare non poco per riottenerla e preservarla. Questo perché nel libro, ambientato nell’America contemporanea dove nulla viene regalato o può essere dato per scontato, emergono tutte le difficoltà legate all’essere genitori in un mondo in cui sembra non sia rimasto più spazio per certezze e sicurezze di alcun genere. Considerato come uno fra i migliori libri dell’anno da testate del calibro di “Time”, “The New York Times” e “USA Today”, Favola di New York invoglia e propone ai lettori di lasciarsi andare alle emozioni che questa storia magica e misteriosa racchiude tra le sue pagine. Una storia che non risparmia niente a nessuno, neanche l’inimmaginabile e, anzi, è proprio quest’ultimo che travolge e conquista chiunque la legga a patto di mantenere sempre sia lo sguardo […]

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Odissea veneziana, un romanzo di Giulio Querini (Recensione)

Pubblicato da Fazi Editore nella collana Le Strade, Odissea veneziana è l’ultimo e appassionante romanzo dello scrittore Giulio Querini. Sono i primi anni del 1500 e il trentaquattrenne Lorenzo Donin è un giovane medico veneziano ritrovatosi, dopo una serie di incredibili peripezie, al servizio dell’enigmatico pascià turco Rashid Takish il quale lo conduce con sé a Costantinopoli. Qui Lorenzo intende, dopo aver ottenuto il permesso di frequentare la biblioteca del palazzo, approfondire i suoi studi sulla peste, la terribile malattia che devasta il suo tempo. Tuttavia l’unico testo che realmente potrebbe aiutarlo e agevolarlo nel suo intento, il terzo volume dell’opera del medico e scienziato Polibo di Kos allievo di Ippocrate e vissuto nel IV secolo, risulta essere introvabile. Dopo aver chiesto aiuto al pascià, viene a sapere che il prezioso libro è stato portato via dal fratello recatosi ad Alessandria. Sarà proprio in questa città che, mesi dopo, dovrà recarsi Rashid per partecipare a un concilio decidendo di portare il giovane con sé come suo consigliere. Dopo essere riuscito a incontrare il fratello del pascià, Lorenzo scopre che il libro che sta cercando è nelle mani del monaco greco Dimitris allontanato dall’Egitto e mandato in esilio sulla piccola isola di Stampalia a largo della costa turca. Senza perdersi d’animo, il protagonista raggiunge la sua nuova destinazione e, nonostante la diffidenza della gente del posto, entra nelle grazie del conte Andrea Querini, discepolo del religioso, che lo informa della partenza del suo maestro per la Sicilia. Lorenzo, che sull’isola ha conosciuto la pastorella Diotima, malgrado il legame con la ragazza, decide di proseguire il viaggio iniziato mesi addietro animato dal desiderio di trovare e potersi confrontare con l’unica persona che potrebbe aiutarlo a proseguire gli studi e scoprire una cura per la terribile “morte nera”. Odissea veneziana: la perenne tensione tra il noto e l’ignoto In questo suo affascinante romanzo, l’autore descrive in maniera approfondita e precisa le vicende del protagonista arricchendo la trama con aneddoti e particolari che la rendono, agli occhi del lettore, ancora più invitante. Querini non fa mistero della vita di Lorenzo, anzi, fa sì che il giovane parli sinceramente e senza omettere nulla di sé a chiunque sia disposto ad ascoltarlo o gli ponga delle domande. Accorgimento questo che consente di poter comprendere meglio ciò che lo spinge a proseguire il suo viaggio, a non curarsi dei disagi e dei pericoli, a lasciare l’amore pur di ottenere quanto si è prefissato. Lorenzo, come l’Ulisse omerico, non può e non riesce a fermarsi; deve, ogni volta, andare oltre, superare i limiti perché sente e sa, considerata la sua storia personale e ascoltando la sua coscienza di medico, che non può fare altrimenti. Eppure, la mente torna là dove il suo cuore ha provato sentimenti fino ad allora a lui sconosciuti ed è in quel momento che l’uomo comune potrebbe prendere il sopravvento sull’uomo di scienza. La bellezza e particolarità di Odissea veneziana è da ricercarsi proprio in questo continuo oscillare, sapientemente creato dalla penna di Giulio […]

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Libri

Non ti lascerò, il thriller da brividi di Chevy Stevens

Pubblicato lo scorso mese da Fazi Editore nella collana Darkside, Non ti lascerò è l’ultimo romanzo della scrittrice canadese specializzata in gialli intrisi di suspense Chevy Stevens. Lindsey ha 19 anni quando incontra l’affascinante Andrew del quale si innamora e con cui convola a nozze poco tempo dopo. Tuttavia, non passa molto tempo prima che il giovane innamorato e premuroso lasci il posto a un uomo dedito al bere, geloso, manipolatore e violento che le renderà la vita un vero e proprio inferno. Lindsey non confida a nessuno, né ai suoi genitori né al fratello, cos’è costretta a subire e la situazione non migliorerà neanche dopo la nascita della piccola Sophie che verrà usata da Andrew come pretesto per non farsi lasciare dalla moglie sempre più preoccupata e terrorizzata da quello che potrebbe succedere. “Penso che potrebbe farmi davvero del male. Non sai come si comporta. Non mi dà respiro. È gelosissimo. Mi spia (…). Vorrei lasciarlo ma ho il terrore che in qualche modo mi porti via Sophie. Non ho niente di mio. Cosa dovrei fare? Come posso tirarmi fuori da questa situazione? Non ho una carta di credito né un conto in banca. È tutto a suo nome. Sono in trappola.” Sarà proprio per proteggere la figlioletta che Lindsey scapperà con lei nella speranza di salvare entrambe da quel marito amorevole e devoto che si è rivelato essere in realtà un mostro. Passano dieci lunghi anni da quella fuga precipitosa avvenuta nel cuore della notte. Lindsey e Sophie, che ormai ha quasi diciotto anni, si sono rifatte una vita felice con Andrew lontano da loro e in carcere per aver ucciso una donna in un incidente stradale. Tuttavia, la sua condanna è ormai giunta la termine ed è tornato libero e, da quando ha appreso la notizia, Lindsey ha una sola domanda che la assilla continuamente e alla quale non riesce a dare una risposta: lascerà in pace lei e Sophie o tornerà a tormentarla e fargliela pagare per averlo abbandonato? Non ti lascerò, un giallo mozzafiato di Chevy Stevens dal finale inaspettato Costruito su una trama che parte e verte sulla violenza domestica, il romanzo della Stevens cresce di intensità man mano che gli sviluppi della storia si susseguono in un crescendo inarrestabile. L’autrice non abbandona mai il lettore che tiene per mano capitolo dopo capitolo narrando e spiegando, attraverso le voci dei suoi personaggi, con parole semplici ma accuratamente selezionate, gli eventi ai quali assiste. Scopriamo così – questa non vuole essere una giustificazione ma, appunto, una spiegazione – che Andrew è quello che è perché suo padre è stato violento con lui e con la madre e, nonostante ami – di un amore che ha il sapore dell’ossessione – Lindsey e Sophie, rovina tutto perché incapace di gioire e godere della fortuna che ha avuto perdendo l’amore sincero della moglie e privandosi della possibilità di crescere la sua bambina. A quest’ultima chiede una seconda possibilità per dimostrarle che tiene a lei e le vuole bene, […]

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Cinema e Serie tv

Joe Berlinger alla regia di Ted Bundy – Fascino criminale

Uscito il 9 maggio per la regia di Joe Berlinger, Ted Bundy – Fascino criminale è l’adattamento cinematografico del libro The Phantom Prince: My Life With Ted Bundy – la prima edizione è del 1981 – scritto da Elizabeth Kendall. Seattle, 1969. Lo studente universitario di legge Theodore “Ted” Bundy (Zac Efron) conosce, iniziando con lei una lunga relazione, la giovane madre divorziata Elizabeth “Liz” Kendall (Lily Collins). Cinque anni dopo viene denunciata, nello stato di Washington e in Oregon, la scomparsa di numerose ragazze e, in seguito alla diffusione di un identikit del rapitore, Ted viene arrestato nel 1975. Gli anni seguenti sono un susseguirsi di accuse provenienti da altri stati del Paese fino a quando, nonostante sia riuscito a fuggire alcune volte, l’uomo arriva al processo durante il quale decide di assumere la propria difesa. Nel frattempo Liz ha iniziato a bere lasciando che l’amore che ancora prova per l’ormai ex compagno, la logori insieme ai sensi di colpa per essere stata proprio lei a denunciarlo. Nel frattempo il processo non volge a favore di Ted che viene condannato alla sedia elettrica. Dieci anni dopo – Liz si è sposata con Jerry (Haley Joel Osment) mentre Ted ha trovato nella vecchia amica Carole Ann (Kaya Scodelario) la sua compagna – Liz riceve una lettera dal suo ex e decide di andare a fargli visita in prigione decisa a scoprire se sia stato realmente lui a commettere quegli atroci delitti o se, per causa sua, un innocente sia stato condannato a morte. Ted Bundy – Fascino criminale di Joe Berlinger: un avvincente thriller biografico Nel film di Joe Berlinger, malgrado ci si aspetti di vederne molte considerato che il protagonista è stato uno dei più pericolosi serial killer americani – le vittime accertate furono più di 30 ma si pensa che possano essere state almeno il doppio – le scene violente si riducono a una soltanto. Questo perché Joe Berlinger si è concentrato principalmente su Ted – dimenticatevi lo Zac Efron tutto zucchero, miele e muscoli dei suoi lavori precedenti – che è stato presentato in modo talmente normale da essere, per questo, intrigantemente disturbante e, aspetto non meno rilevante, sul suo rapporto con Liz e le conseguenze di quest’ultimo sulla donna. Azzeccata la scelta di inserire immagini e video dell’epoca sulla vicenda – non dimentichiamoci che Joe Berlinger ha firmato diversi documentari per il piccolo e il grande schermo – che si incastrano alla perfezione nel film permettendo allo spettatore di sentirsi partecipe di fatti accaduti anni e anni e addietro. Perfette, poi, le tante inquadrature in primissimo piano che contribuiscono a dare maggiore enfasi ai momenti in cui la tensione emotiva raggiunge il suo apice. Da lodare, inoltre, sono le impeccabili interpretazioni offerte dai due protagonisti così come dal resto del cast. Una menzione speciale e doverosa va al grande John Malkovic che ha vestito i panni del giudice Edward D. Cowart il quale, a conclusione del processo, rivolse all’imputato queste potenti, sentite e terribili parole: «Riconosco […]

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Il colore del nostro cielo, l’imperdibile romanzo di Amita Trasi

Pubblicato in Italia da Giunti Editore, Il colore del nostro cielo è lo splendido romanzo che ha segnato l’esordio letterario della scrittrice indiana Amita Trasi. Mukta è una bellissima bambina indiana dalla pelle color del miele e dagli occhi verdi splendenti come due gemme preziose e, proprio grazie a queste sue particolarità che non passano certo inosservate, nel villaggio in cui vive, così come è stato per sua madre e per sua nonna prima di lei, avrà l’onore di diventare una devadasi ossia una serva della Dea. Tuttavia, se in un lontano passato esserlo era una fortuna, questo compito ha in seguito assunto lo spiacevole significato di entrare a far parte della schiera di prostitute di cui gli uomini del villaggio si servono per soddisfare il proprio piacere. Nonostante la nonna di Mukta, andando contro la volontà della madre che arriverà a perdere la vita per proteggere la figlioletta innocente da questo atroce e orribile destino, la venda a una donna che si occupa di “reclutare” le future schiave, la bambina riuscirà a mettersi in salvo grazie all’intervento di un uomo che la porterà lontano a vivere con sua moglie e sua figlia Tara. Tra le due, malgrado la differenza di casta, si instaurerà un rapporto di sincera amicizia osteggiato, tuttavia, dalla madre di Tara che non sopporta la presenza di Mukta nella propria casa. In seguito a un attentato in cui la donna perde la vita dopo essere uscita per sbrigare delle faccende di cui avrebbe dovuto occuparsi la ragazzina, Tara arriva a tal punto a odiarla da chiedere a un teppista di rapirla. Passano undici lunghi anni dalla notte in cui Mukta è stata portata via da uno sconosciuto e Tara, da allora, non ha avuto più pace. Per questo motivo è partita dagli Stati Uniti, dove si era trasferita con il padre, per tornare in India con l’intenzione di ritrovare l’amica perduta alla quale, col tempo, scoprirà di essere legata più di quanto avrebbe mai potuto neanche lontanamente immaginare. Il colore del nostro cielo di Amita Trasi: la purezza dell’amicizia sincera L’India è uno dei tanti Paesi dove essere donna equivale a una condanna. Lo sa bene l’autrice Amita Trasi – impegnata a collaborare con diverse organizzazioni umanitarie per contrastare il fenomeno della tratta di esseri umani – e lo sanno bene le due protagoniste, in particolar modo Mukta che, come tante, troppe, sue coetanee, prova sulla sua pelle cosa significhi appartenere al “sesso debole”. Eppure, nonostante le privazioni, gli abusi, l’indifferenza e le crudeltà patite, Mukta si aggrappa con tutte le sue forze a quell’unica speranza che le consente di non lasciarsi andare, soccombendovi, a un destino che altri hanno disegnato per lei: la piccola, ma seppur possibile, eventualità di ricongiungersi con l’amica Tara. E, come lei, anche quest’ultima non demorde malgrado il tempo passato, lo sconforto, le poche possibilità di ritrovarla, sostentata dalla forza di quell’amicizia pura che le lega l’una all’altra al di là degli anni, al di là delle differenze, al di là […]

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Libri

È tempo di ricominciare, il ritorno dell’autrice Carmen Korn

Esce oggi in libreria l’atteso romanzo È tempo di ricominciare, il secondo volume che compone la trilogia ideata dalla scrittrice tedesca Carmen Korn la cui pubblicazione, così come il primo libro Figlie di una nuova era, è sempre a opera di Fazi Editore. La guerra, siamo sempre ad Amburgo ma nel marzo del 1949, è ormai finita da anni ma i suoi devastanti effetti sono ancora ben visibili negli occhi e nei cuori di coloro i quali sono sopravvissuti e cercano di tornare alla normalità provando a superare le difficoltà quotidiane e a non farsi sopraffare dal dolore per i danni e le perdite subiti. Henny, supportata dal compagno Theo, dai figli Klaus e Marike e dalle amiche di sempre Lina e Ida, continua a cercare l’amica d’infanzia Käthe che sa, sente – o meglio, spera di non essersi sbagliata e averla confusa con un’altra – essere ancora viva. Quest’ultima, consapevole che proprio l’ex marito di Henny ha denunciato lei e la sua defunta madre ai nazisti e distrutta per la sorte toccata al marito Rudi deportato in Russia, non riesce a fidarsi credendola complice di quella crudele delazione e a tornare dalle persone che, innocenti, la aspettano ogni giorno. Pian piano, le vite di tutte e quattro le protagoniste riprendono il loro corso e, man mano che si prosegue nella lettura, per ognuna di loro e per i loro figli, amici più cari, amori e nuovi personaggi, tempi nuovi e nuovi fatti storici si susseguono in Germania così come nel resto del mondo fino ad arrivare alla fine dei turbolenti anni ’60. È tempo di ricominciare : epoche e generazioni a confronto Grazie a una narrazione che segue lo scorrere cronologico del tempo, l’autrice mostra al lettore non soltanto i cambiamenti che il suo scorrere provoca nei personaggi del romanzo, ma anche quelli che si verificano storicamente soprattutto nella Germania dell’epoca ma anche in Paesi lontani. Così, con sapienza e semplicità, Carmen Korn continua a offrire uno sfondo reale alla sua storia descrivendone gli effetti sui suoi protagonisti e le loro reazioni. Le quattro donne – le cui vicende sono il cuore pulsante della trama – sono affiancate da compagne, amiche, figlie, nipoti nonché da altrettante figure maschili di primaria importanza, che, proprio come loro, si inseriscono in un contesto storico ricco di avvenimenti e cambiamenti: dallo sbarco sulla Luna alla costruzione del Muro di Berlino;,dagli assassini di personaggi del calibro di Martin Luther King e John Fitzgerald Kennedy, alle agitazioni studentesche. Il riferimento a questi e altri eventi unito a quanto vivono nel loro quotidiano le protagoniste e i loro cari, contribuirà a rendere ancora più intima l’atmosfera che pervade È tempo di ricominciare rafforzando l’impressione avuta in precedenza con il primo romanzo, di essere entrati a far parte di una grande famiglia allargata dove ognuno conta e può liberamente decidere di (ri)cominciare a vivere come meglio crede senza che vengano meno l’amore, l’aiuto e la presenza dei suoi componenti.  

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Libri

La strega di Cetona, l’accattivante romanzo di Andrea Gasparri

Pubblicato lo scorso 28 marzo da IoScrittore, La strega di Cetona è l’ultimo romanzo dell’avvocato romano Andrea Gasparri. L’avvenente e appassionata contadina Melusina, figlia della strega di Cetona, Berta, è intenzionata a conquistare il bel Lorenzo conteso tra lei e la detestata figlia del mugnaio Bianca. Tuttavia, nonostante i due convolino a nozze, l’uomo la tradisce dopo poco con la rivale che, da quell’unico incontro, rimane incinta. I genitori di Bianca pretendono che Lorenzo si assuma le proprie responsabilità e quest’ultimo, spinto più dall’interesse economico che dall’onore, abbandona senza alcun rimorso la sposa. Dopo la nascita del bambino, che non sembra affatto sano, Melusina e Berta vengono accusate di stregoneria dopo una furibonda lite tra le parti chiamate in causa cui segue la morte del neonato. La loro fuga non dura a lungo e, in seguito alla sua cattura, alle torture e al processo, Berta viene condannata al rogo per stregoneria. Rimasta sola Melusina, continua a nascondersi sul monte Cetona dove progetterà la propria vendetta e diventerà una strega. Eleonora Monaldi è una giovanissima nobildonna di Castel della Pieve piena di sogni, ma il destino ha in serbo per lei la vita monastica e non quella avventurosa e libera che sperava di avere una volta sposata. Costretta a prendere i voti presso il monastero di Santa Lucia, la ragazza, diventata Suor Mansueta, si trova a essere vessata da quella che diventerà la nuova Badessa e cerca conforto nel confessore, Padre Agostino. Il religioso, però, ha ben altre mire nei suoi confronti e, consapevole del proprio ascendente sulla sua preda, finisce per ottenere ciò che vuole realmente da lei che pochi mesi dopo aspetterà un figlio dal prete. Per evitare lo scandalo la Badessa e Padre Agostino architetteranno un piano nel quale, oltre all’ingenua Eleonora/Mansueta, si troverà a essere coinvolta anche la strega Melusina. La strega di Cetona e il fascino del proibito secondo Andrea Gasparri A fare da sfondo alla suggestiva storia nata dalla penna di Andrea Grimaldi è un’epoca storica nella quale prevalgono la fede, in netto contrasto con la superstizione, e l’ingiustizia che accomuna entrambe. Le protagoniste sono vittime della cattiveria e della prepotenza degli altri: Melusina, colpevole di essere la figlia di una fattucchiera – denunciata da quegli stessi compaesani che si sono rivolti a lei per avere il suo aiuto – ed Eleonora la cui famiglia, in mancanza di una dote adeguata al suo rango per un probabile matrimonio, l’ha rinchiusa in convento. Si tratta di due donne tormentate che si aggrappano alla vita come meglio possono cercando di sopravvivervi, malgrado i torti e le umiliazioni, finendo con l’esserne sopraffatte seppure in maniera diversa. Le loro disavventure vengono narrate con uno stile ricco che aggiunge valore alle descrizioni degli animi e dei caratteri di tutti i personaggi che animano la trama esaltandone, in particolar modo, i difetti e i vizi tesi a mostrare quanto fascino eserciti sulle loro decisioni e indole ciò che è proibito. Il proibito che attira, seduce e che, alla fine, presenta un […]

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Cinema e Serie tv

Il coraggio della verità – The Hate U Give, un film di George Tillman Jr

In programmazione nei nostri cinema, Il coraggio della verità – The Hate U Give, è l’ultimo film diretto dal produttore, regista e sceneggiatore americano George Tillman Jr. Starr Carter (Amandla Stenberg) è una sedicenne afroamericana che abita a Garden Heights, un quartiere con un elevato tasso di criminalità e spaccio di droga dove a farla da padrone è la temuta gang dei King Lords. Di quest’ultima faceva parte il padre della giovane, Maverick (Russell Hornsby), che ne è uscito dopo aver scontato tre anni di carcere per coprire l’attuale capo della banda King (Anthony Mackie). Gli unici momenti di normalità della giovane – malgrado non si senta se stessa perché costretta a indossare una maschera che le ha permesso di integrarsi – sono quelli ritagliati nella scuola di bianchi benestanti dove la madre Lisa (Angela Hall) ha insistito per iscriverla. All’infuori di quel luogo protetto, Starr cresce in una realtà violenta dove le sparatorie sono all’ordine del giorno e la polizia se la prende anche con gli innocenti, colpevoli di essere persone di colore. Di questo la ragazza ne avrà prova quando verrà fermata di ritorno da una festa con l’amico d’infanzia Khalil (Algee Smith), da un’agente bianco che, dopo aver intimato al ragazzo di scendere dall’auto, in un momento in cui quest’ultimo cerca di tranquillizzarla, gli spara più volte uccidendolo. Da quel preciso istante la vita di Starr cambia irreversibilmente e dalla sua decisione di testimoniare o meno su come sono andate realmente le cose, dipenderà non soltanto la difesa della sua identità ma anche quella dell’intera comunità delle persone di colore che, dopo quest’ennesima violenza, non ha più intenzione di restarsene a guardare continuando silenziosamente a subire. Il coraggio della verità – The Hate U Give, nessuna azione è priva di conseguenze Il film è la resa cinematografica del romanzo e successo editoriale The Hate U give scritto dalla giovane americana Angie Thomas, pubblicato nel 2017. Il titolo, inoltre, rimanda a una frase del famoso rapper Tupac Shakur che espresse il suo pensiero sulla società nelle parole Thug Life che sono l’abbreviazione della frase “The Hate U Give Little Infants Fucks Everybody”, ossia, L’odio che si dà ai bambini frega tutti. Questo concetto ben riassume la realtà della razzista America contemporanea. L’intento della scrittrice prima e del regista dopo è stato, appunto, quello di dare visibilità a una susseguirsi di uccisioni nel loro Paese di giovani afroamericani incolpevoli da parte delle forze dell’ordine in un crescente abuso di potere che ha portato la popolazione a ribellarsi scendendo nelle strade per manifestare. Starr – di cui la Stenberg offre un’eccellente interpretazione così come il resto del cast del film – e Khalil sono due personaggi fittizi, eppure, la loro storia, potrebbe benissimo, considerati i fatti di cronaca statunitensi, essere vera e nella cruda semplicità con cui viene raccontata la trama si dimostra il reale potenziale di questa pellicola. Il coraggio della verità – The Hate U Give è un film il cui intento primario è quello di denunciare innanzitutto […]

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Cinema e Serie tv

Boy Erased – Vite cancellate, il film diretto e interpretato da Joel Edgerton

Uscito oggi nelle nostre sale cinematografiche, Boy Erased – Vite cancellate è l’ultimo lavoro dell’attore e regista australiano Joel Edgerton. Jared Eamons (Lucas Hedges) è un giovane diciannovenne che vive con i genitori in una piccola città dell’Arkansas dove il padre (Russell Crowe) è il pastore della chiesa battista locale e gestisce un autosalone, mentre la madre (Nicole Kidman) fa la parrucchiera. Partito per il college, Jared conosce Henry (Joe Alwyn) che, una sera, abusa di lui sessualmente per poi, preso dal panico perché preoccupato per la sua reazione, avvisare il padre della sua vittima. Tornato a casa e dopo aver confessato la propria omosessualità, il ragazzo viene messo di fronte a una scelta: seguire un percorso di terapia volto al “recupero” e alla “conversione” dall’omosessualità o allontanarsi dalla casa paterna tagliando i ponti con i suoi cari. Jared, pur di non dare un ulteriore dispiacere ai suoi, decide di partecipare al programma “Rifugio” organizzato dal centro di recupero cristiano “Love in Action” alla cui guida vi è lo psicoterapeuta – nonché gay convertito – Victor Sykes (Joel Edgerton). Quest’ultimo non esita a ricorrere a metodi drastici che non hanno nulla che sia da considerarsi eticamente cristiano o medico e lo scontro tra lui e Jared è inevitabile. Il ragazzo, supportato dalla madre che ha capito cosa realmente accada al centro, abbandona il programma fermamente intenzionato a vivere la propria vita senza alcuna costrizione. Boy Erased – Vite cancellate : storia di una (sur)reale follia Basato sulla storia vera di Garrard Conley, il quale ha raccontato la sua esperienza nel suo libro Boy Erased: A Memoir pubblicato nel 2016, il film porta l’attenzione su un argomento delicato visto e considerato che, negli Stati Uniti, luoghi come il centro “Love in Action” esistono e operano legalmente in ben 36 stati del Paese. La storia, in questo caso, è quella di Garrard-Jared ma potrebbe benissimo essere quella di un altro ragazzo – o di una ragazza – tra le diverse centinaia di migliaia di quelli costretti ad andarci per ritrovare la smarrita retta via come dei moderni figli prodighi. Qui, però, non si tratta di ammettere un errore e tornare volontariamente sui propri passi per poi venire accolti a braccia aperte da un padre comprensivo. Si è, invece, costretti dal genitore incapace di accettare e comprendere – e anche di gestire e sopportare questa vergogna in pubblico – la vera natura del figlio. Il punto di forza di Boy Erased – Vite cancellate – attori e regia impeccabili a parte – è da ricercarsi nell’ aperta e nient’affatto velata denuncia di una realtà popolata da persone talmente bigotte, fanatiche, ignoranti e cariche di pregiudizio da far pensare, inorridendo, che si ci trovi in un secondo Medioevo e non nel Ventunesimo secolo.

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Cocaine – La vera storia di White Boy Rick, un film di Yann Demange

Esce oggi nei nostri cinema, Cocaine – La vera storia di White Boy Rick, l’ultimo film diretto dal regista francese Yann Demange basato sulla storia vera del giovane Richard Wershe Jr. È il 1984 e il quattordicenne Richard Wershe Jr. (Richie Merritt), invece di frequentare la scuola come i suoi coetanei, segue il padre (Matthew McConaughey) nei suoi giri presso le fiere di armi dello stato del Michigan. L’uomo è un piccolo trafficante che rivende a un prezzo più basso la merce da lui acquistata; un’attività non sempre legale ma necessaria per riuscire a mettere da parte i soldi e poter aprire la tanto agognata videoteca che rappresenterà la svolta per la famiglia Wershe. Per piazzare alcuni fucili, il ragazzo viene a contatto con i criminali della zona – un quartiere degradato non molto lontano da Detroit – che lo prendono in simpatia facendolo entrare nel giro e soprannominandolo “White Boy Rick” perché, in effetti, è l’unico bianco in una comunità di neri. Costretto a fare l’informatore, dietro minaccia da parte di alcuni agenti dell’FBI di arrestare il padre a causa della vendita delle armi, Rick contribuisce a far finire in prigione spacciatori e poliziotti corrotti, rischiando anche la vita dopo essere stato sparato da un membro della sua vecchia gang. Considerato un traditore, abbandonato dall’FBI e con una figlia da mantenere Rick convince il padre, adducendo anche la possibilità di riportare a casa la sorella maggiore e tossicodipendente Dawn (Bel Powley), a iniziare lui stesso a spacciare. Nel 1987, a soli 17 anni e nonostante la passata collaborazione con le autorità, “White Boy Rick” viene arrestato e condannato al carcere a vita. Cocaine – La vera storia di White Boy Rick di Yann Demange, la povertà non ha colore La storia di Richard Wershe Jr. suscitò, all’epoca dei fatti, un’incredibile scalpore vista l’età del ragazzo che, in pochissimo tempo, diventò il più giovane informatore dell’FBI oltre che un’abile spacciatore. Demange decide di rappresentarlo in tutte le sue sfaccettature: un’adolescente alquanto comune, con una famiglia problematica che vive nel degrado di una Detroit – come nel resto dei Stati Uniti di quegli anni – dove a dettare le regole sono la droga e gli spacciatori. Ottima l’interpretazione dell’esordiente Richie Merritt, strepitosa quella di Matthew McConaughey – l’attore è andato molto vicino agli altissimi livelli raggiunti in Dallas Buyers Club del 2013 – che, inevitabilmente, riesce a portare l’attenzione sul suo personaggio nonostante non sia il protagonista di questa storia intrisa di voglia di evasione, di riscatto e di intrighi all’interno di un gioco falsato dall’inizio. Cocaine – La vera storia di White Boy Rick è un film interessante perché, oltre a mostrare i retroscena di una vicenda che ha avuto dell’incredibile, Yann Demange documenta le condizioni sociali dei poveri e degli emarginati americani degli anni ’80 costretti a tutto pur di sopravvivere in quella soffocante realtà alienante.

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The Vanishing – Il mistero del faro, un film di Kristoffer Nyholm

The Vanishing – Il mistero del faro, ultima pellicola del regista Kristoffer Nyholm | Recensione Uscito da poco al cinema The Vanishing – Il mistero del faro, l’ultimo thriller diretto dal regista Kristoffer Nyholm, con protagonisti Gerard Butler, Peter Mullan e Connor Swindells. Nel film viene raccontata la storia vera del mistero che ha avvolto il faro delle isole Flannan, in Scozia, nel dicembre del 1900. Tre uomini, James Ducat (Gerard Butler), Thomas Marshall (Peter Mullan) e Donald MacArthur (Connor Swindells), si recano presso il faro per svolgere il loro lavoro di guardiani. A eccezione di loro tre, l’isola è disabitata e le uniche costruzioni presenti sono il faro, appunto, e la casa dove vivono. Le giornate trascorrono senza che accada nulla di particolare. In seguito a una tempesta, la loro tranquillità viene turbata dal ritrovamento dei resti di una barca, di una cassa e di un uomo che, all’apparenza, sembra essere morto. Quest’ultimo, in realtà, è ancora vivo e, una volta ripresosi, cerca di annegare il giovane Donald, – calatosi da una parete per constatarne le condizioni – il quale è costretto a ucciderlo pur di salvarsi. I tre guardiani decidono di non segnalare l’accaduto e, nonostante sia tanta la curiosità riguardo al contenuto della cassa del defunto, convengono sia meglio non aprirla. Tuttavia, poco dopo, cedono alla tentazione e, al suo interno, scoprono dei lingotti d’oro. È Thomas, il più anziano ed esperto tra loro, a cercare, riuscendovi, di convincere i suoi compagni a non lasciarsi trasportare dal desiderio di quella facile ricchezza, che desterebbe dei sospetti viste le loro condizioni economiche, proponendo di far passare del tempo prima di vendere l’oro e ricavarne dei soldi. L’arrivo di due sconosciuti interessati alla sorte toccata al loro compagno disperso in mare e, ancor di più, alla cassa che aveva con sé, spezzerà il già fragile equilibrio dell’isola fino a un drammatico epilogo. The Vanishing – Il mistero del faro : il delirio della solitudine Come molti altri registi, anche Kristoffer Nylholm si è lasciato sedurre da un evento rimasto irrisolto traendone ispirazione per il suo lavoro. In quest’ultimo vengono riproposti i fatti riguardanti il periodo di permanenza dei guardiani del faro sull’isola – su ciò che accadde loro venne avanzata, all’epoca, l’ipotesi che fossero annegati in mare in seguito a una violenta tempesta – e Nylholm si è concentrato più sul mostrare lo svolgersi della loro vita durante quei giorni piuttosto che sull’indagare cosa possa esser loro realmente capitato. Dei tre protagonisti, infatti, vengono approfonditi e resi i diversi modi di pensare e di agire in contrapposizione gli uni agli altri: la saggezza e riflessività di Thomas, la bontà e onestà di James e l’impulsività e voglia di riscatto del giovane Donald. Tre uomini diversissimi tra loro accomunati, da un certo momento in poi, dallo stesso senso di alienazione derivante dall’estrema solitudine che invade l’isola, rendendola insopportabilmente opprimente e che finirà per metterli l’uno contro l’altro. Grazie alla loro bravura Butler, Mullan e Swindells sono riusciti non soltanto a calarsi […]

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