Il coltellino svizzero: per capirsi, per capire di Annamaria Testa

Il coltellino svizzero

Il coltellino svizzero. Capirsi, immaginare, decidere e comunicare meglio in un mondo che cambia, di recente pubblicazione per i tipi Garzanti, raccoglie – rivisti e declinati per l’occasione – vari testi scritti da Annamaria Testa per gli spazi digitali nuovoeutile.it ed internazionale.it.

Il coltellino svizzero: il testo

Il coltellino svizzero. Capirsi, immaginare, decidere e comunicare meglio in un mondo che cambia è, si diceva, una raccolta di testi già pubblicati – in forma digitale – da Annamaria Testa, docente universitaria, esperta di comunicazione e creatività e scrittrice e saggista; nonostante ciò, il testo non risulta una raccolta sic et simpliciter: la stessa autrice ci informa di aver «aggiornato, riscritto, aggiunto spiegazioni […] riordinato tutto quanto, cercando di rendere espliciti i fili di ragionamento che legano un argomento all’altro o che associano, per contiguità o per contrasto, un’idea all’altra»; la struttura del testo, infatti, offre al lettore una chiara ripartizione: se la prima parte riflette e vuole indagare intorno alla dimensione intrapersonale dell’uomo, la seconda si sofferma sulla sua dimensione interpersonale.

Definizioni quali «porre una domanda significa entrare in una relazione di scambio», ci introducono ai vari tipi di domande, alla loro individuazione e funzione emotivo-conoscitiva, per poi farci avventurare nei concetti di azione, di inganno, di capacità e di incapacità, nel concetto di equivoco. Annamaria Testa tocca vari campi della mente e della dimensione umana: parla di metacognizione, di associazionismo, di emozioni, di creatività, di personalità, di motivazione e delle loro implicazioni e applicazioni pratiche nella sfera educativa che costituiscono il sentiero lungo cui si muove agevole l’autrice de Il coltellino svizzero: un’agevolezza, la sua, permessa da un’abile dialettica, da un abile uso della comunicazione; e proprio intorno al concetto di comunicazione si svolge la seconda parte del testo, comunicazione intesa nel suo più intimo significato: fondamentale veicolo della relazione interpersonale.

Comunicazione e azioni comuni

Comunicare vuol dire entrare in comunicazione – appunto – col prossimo, in un flusso continuo di individualità e alterità: non sempre, però, l’individuo fa un uso corretto ed adeguato del comunicare, in quanto spesso ne è perniciosamente e fatalmente sopraffatto, come invischiato in tela di ragno rischiosissima, ne è spesso soggetto passivo: è questo uno fra i pericoli seri derivanti da una cattiva fruizione delle informazioni e dalle dipendenze nei confronti del cosiddetto consenso digitale; Annamaria Testa riflette con larghe parentesi e profondi interrogativi su questa piaga della socio-psicologia contemporanea e allo stesso tempo segue un percorso che si aggira nell’ombroso e pericoloso limen fra potere e consenso, fra reputazione e discredito, fra disponibilità d’informazioni ed elaborazioni cognitive adeguatamente costruite. Su tutte – interessantissime – cito una frase della studiosa che forse può essere la chiave di volta dell’intero testo: «Ricordare per me è un fatto di igiene mentale e sentimentale»; leggendo Il coltellino svizzero. Capirsi, immaginare, decidere e comunicare meglio in un mondo che cambia, ogni lettore – credo – può applicare questa frase ad ognuno dei singoli contributi che formano il volume: il ricordo come base genetica della psiche, come evoluzione dei suoi meccanismi d’azione, come punto di partenza per il recupero di sé laddove, nel vertiginoso caos di un io perduto e spaurito, si stia disperatamente cercando un punto di atterraggio, un’ancora di luce e di salvezza, «un ideale coltellino svizzero per poter di volta in volta avvitare un pensiero, limare una percezione, stappare un punto di vista originale» nell’inconosciuto – e forse inconoscibile – immenso mare e sconfinato della dimensione esistenziale umana.

Fonte immagine in evidenza: garzanti.it

Altri articoli da non perdere
Pazzo per l’opera. Istruzioni per l’uso del melodramma
Pazzo per l'opera

Pazzo per l’opera. Istruzioni per l’abuso del melodramma è un testo di recente pubblicazione, per i tipi della casa editrice Scopri di più

Da Caprera a Caprera: un cerchio di mare ed incanto
Da Caprera a Caprera

Da Caprera a Caprera è il titolo del recente testo scritto da Franco Cascini e pubblicato per i tipi de Scopri di più

Raybearer di Jordan Ifueko | Recensione
Raybearer di Jordan Ifueko

Raybearer, di Jordan Ifueko, è un romanzo fantasy pubblicato per la prima volta in lingua inglese nell’agosto del 2020, con Scopri di più

Holidays: recensione del nuovo romanzo di Kraus Folner
Il thriller Holidays di Kraus Folner

"Holidays": recensione del nuovo thriller di Klaus Folner Kraus Folner è nato in Europa e ha vissuto in diversi paesi Scopri di più

Guerra, il romanzo ritrovato di Céline | Recensione
Guerra Céline

«Per pensare, anche un minimo, mi ci dovevo mettere a spizzichi e bocconi come quando due si parlano al binario Scopri di più

Franzen torna sulle vette della letteratura con Crossroads
franzen

Jonathan Franzen è tornato in libreria con Crossroads, primo volume della trilogia intitolata A Key to all Mythologies: la crisi Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Roberta Attanasio

Redattrice. Docente di Lettere e Latino. Educatrice professionale socio-pedagogica. Scrittrice. Giornalista pubblicista. Contatti: [email protected] [email protected]

Vedi tutti gli articoli di Roberta Attanasio

Commenta