Il mio anno di riposo e oblio, di Ottessa Moshfegh | Recensione

Il mio anno di riposo e oblio, di Ottessa Moshfegh

Siamo a New York, tra la fine degli anni novanta e l’inizio degli anni duemila, dove seguiamo la vita di una protagonista senza nome che per 240 pagine, quelle di Il mio anno di riposo e oblio, di Ottessa Moshfegh, fa di tutto per non raccontarci nessun tipo storia.

Scheda del romanzo: Il mio anno di riposo e oblio, di Ottessa Moshfegh

Elemento Dettaglio
Titolo Il mio anno di riposo e oblio
Autrice Ottessa Moshfegh
Ambientazione New York (pre-2001)
Temi principali Alienazione, depressione, critica sociale
Personaggio chiave Reva (l’amica/antagonista)

La trama: il desiderio di un sonno indotto

Le premesse de Il mio anno di riposo e oblio si basano sul desiderio della protagonista di dormire per un intero anno della propria vita. Il suo obiettivo è un sonno indotto dal consumo di farmaci, tranquillo e senza sogni, che le permetta alla fine di sentirsi ristorata e forte di una nuova energia.

Chi è la protagonista senza nome

Ma quali sono le motivazioni di una scelta tanto bizzarra? La protagonista de Il mio anno di riposo e oblio, dopotutto, è quella che potremmo definire una privilegiata: una ragazza ricca e di bell’aspetto – magra, bionda e carina, come lei stessa si descrive nel corso del romanzo – ma è anche una persona irrimediabilmente sola.

La nostra eroina esprime in maniera caotica il suo rifiuto per la vita senza dare al lettore una vera e propria giustificazione, ma sparpagliando qua e là informazioni che siamo indotti ad addurre come causa del suo bisogno di riposo e della sua necessità di condannarsi ad uno stato di non-vita. Ci racconta con toni indecifrabili della morte dei suoi genitori, della sua ultima relazione tossica che è finita male e, infine, della sua amica Reva, con cui ha un rapporto di amore e odio.

Il rapporto conflittuale con Reva

Reva è forse l’unico personaggio presente all’interno del romanzo dall’inizio alla fine, ed è un po’ l’alter ego della protagonista, da cui è fortemente disprezzata: descritta come insignificante, quasi rozza, e infinitamente attaccata alla vita nella sua materialità.
La vita della protagonista è appesantita dal trauma della perdita, ma anche dalla presenza costante e ingombrante di Reva, contrariata dalla scelta radicale dell’amica e che tenta in tutti i modi di dissuaderla dall’anno di riposo a cui si è condannata.

Significato e stile narrativo

Con una scrittura graffiante, provocatoria ma anche insolitamente tenera, Ottessa Moshfegh riesce, con Il mio anno di riposo e oblio, a darci numerosi spunti di riflessioni su cosa significhi realmente essere in vita, spingendoci a domandarci se dormire sia davvero l’antidoto contro il dolore, e se ci permetta, come pensa la sua protagonista pur non verbalizzandolo mai concretamente, di trovare una pace dal tormento non ben definito che scaturisce da traumi che non vogliono essere elaborati.

Chi è Ottessa Moshfegh

Ottessa Moshfegh è una scrittrice americana, originaria di Boston. Pubblicata in Italia dalla casa editrice Feltrinelli e vincitrice di numerosi premi.
Il mio anno di riposo e oblio è stato classificato dal The Washington Post e dal New York Times come uno dei libri più belli del 2018.
Per Feltrinelli ha pubblicato:

  • la raccolta di racconti Nostalgia di un altro mondo (2017);
  • La morte in mano (2020).

Fonte immagine: Feltrinelli Editore

Articolo aggiornato il: 20 Gennaio 2026

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