Il movimento del ritorno, il romanzo di Irene Gianeselli

recensione del libro il movimento del ritorno

Il movimento di ritorno è l’ultima opera di Irene Gianeselli, edito Les Flaneurs Edizioni. La giovanissima autrice, classe 1997, ha vinto il XIX Premio Fabrizio De André per la Poesia e nel 2017 è stata per la terza volta semifinalista del Premio Campiello Giovani con il racconto dedicato a Pier Paolo Pasolini.
Irene Gianeselli è giornalista, critica cinematografica SNCCI, pianista, attrice, drammaturga e, inoltre, ha fondato l’Associazione Felici Molti di cui è presidentessa. La mission dell’Associazione è la promozione e la produzione di ogni forma di espressione culturale e la Gianeselli ne dirige i principali progetti. Ha studiato al Conservatorio e ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze dello Spettacolo e produzione multimediale all’Università di Bari. La sua prima regia cinematografica è Il misuratore del Mondo (2021).

Il movimento del ritorno, la trama

Il romanzo dell’autrice barese ruota intorno ai pensieri più reconditi di cinque personaggi, la cui vita è apparentemente lontana.
Tra le pagine incontriamo Tancredi, un giovane attore, che osserva il mondo intorno a sé alla ricerca della propria idea di Teatro, una sorta di Amleto moderno che si domanda chi è, o meglio cos’è Tancredi.
Arcangelo è invece un uomo attempato, che pensa alla sua solitudine e incappa in Maddalena, tormentata dal suo rituale speciale, indossare una collana che la fa sentire invincibile; ma cosa accade quando l’incantesimo si spezza?
Infine, entriamo nel misterioso mondo dei sogni di Veronica, una donna volitiva che aspetta un bambino dal compagno Astolfo, così da insinuarci nella loro vita e nelle loro incertezze. Tutti si sfiorano come le perle di una collana e si incontrano in una città che è molte città. Questa storia di deformazione li costringerà a scegliere che ritmo dare al proprio movimento del ritorno.

L’autrice narra le storie di questi personaggi, utilizzando il flusso di coscienza, tecnica resa celebre da Joyce nell’Ulysses, ma cara anche allo scrittore italiano Italo Svevo. Il ritmo è altalenante, poiché segue le riflessioni dei soggetti del romanzo. Durante la lettura il loro punto di vista cambia in maniera dinamica e imprevista, apre un varco nelle loro menti, per mostrarci frammenti nascosti delle loro vite.

Nonostante la sua giovane età, Irene Gianeselli possiede una scrittura istrionica, che è figlia della sua importante esperienza teatrale. L’autrice riesce a trasformare il flusso di pensieri in immagini visionarie, enfatizzando la drammaticità delle scene con l’ausilio del linguaggio.
I sentimenti (e la mancanza di essi) sono i protagonisti, e come tali, vengono declamati. Il suo background artistico viene richiamato anche dalle numerose citazioni letterarie e musicali che arricchiscono la prosa.
Il romanzo di Irene Gianeselli non è di facile digestione, necessita una lettura attenta e analitica per comprendere gli echi di opere nascoste, pieno di significati reconditi e lo rendono complesso, leggibile su più livelli, ma sempre godibile.

Sul sito di Les Flâneurs Edizioni o scansionando il QR code, posizionato nella seconda di copertina, si può accompagnare la lettura con la playlist del romanzo.

 

Immagine di Les Flâneurs Edizioni

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A proposito di Dana Cappiello

Classe 1991, laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione. Ho sempre sentito l’esigenza di esprimermi, impiastricciando colori sui fogli. Quando però i pensieri hanno superato le mie maldestre capacità artistiche, ho iniziato a consumare decine di agende. Parlo molto e nel frattempo guardo serie tv e leggo libri.

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