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Eroica Fenice

Antonio Perrone e la nuova raccolta di poesie: Sutura

Antonio Perrone, la nuova raccolta di poesie: Sutura

Esce per Robin Edizioni la nuova silloge poetica di Antonio Perrone: Sutura.

La nuova raccolta di poesie di Antonio Perrone, pubblicata a luglio per i tipi della casa editrice Robin, è intitolata alla cucitura intradermica che trova nella parola il suo potere curativo. Nel nome e nella forma bipartita del volume echeggia una suggestione montaliana. Sutura come Satura è, per certi versi, la storia di una svolta, nonché l’approdo di un percorso poetico oscillante tra l’«imparare» e il «dis-imparare», tra l’edificazione di un “lirismo” fortificato, e il suo inesorabile smantellamento.

In un processo mimetico che coinvolge il pensiero e la sua espressione, il ritmo si armonizza ora nelle sonorità morbide che seguono il fluire regolare e continuo del verso, ora nel consonantismo ottundente del lessico della durezza. Le due anime della raccolta si esprimono in italiano e in napoletano, vivificando una tendenza al plurilinguismo espressionista che trova come minimo comune denominatore il linguaggio del ricordo.

Il procedere allitterante e anaforico del discorso poetico introduce allo scenario onirico di un notturno d’interni. Ad occuparne gli spazi, la turbatio rerum scatenata dal succedersi delle «figure polisemiche», presenze metonimiche dai contorni definiti nella loro apparente “cosalità”, rese evanescenti dalla dichiarazione programmatica contenuta nella parentetica proemiale: «non è dato guardare fino in fondo / né è concesso interpretare le figure». La condizione di chi dice io, tanto negli spaccati monologici, quanto, più frequentemente, nei ponti dialogici con un inesorabile tu, è quella di chi si volta e guarda a un trascorso per raccoglierne i ruderi.

Tra le maglie metaforiche della trama poetica si annida una riflessione metaletteraria. La raccolta inizia con la personificazione della parola che «fuje d’’e diente», che sfugge dai denti. Gli oggetti del quotidiano sono incastrati in un andamento grafico di punti e tratti, che alterna alla linea canora principale un controcanto affine agli stacchi di Camillo Sbarbaro, o, ancora, a quelli di Edoardo Sanguineti. Un accorgimento tipografico che fa da contrappeso ragionato alla logica dell’evidenza, incarnata nei reperti intimi di un passato con-vissuto. Ne risulta una maglia poetica di fasciami e girali che trova corrispondenza nella tematizzazione del motivo letterario del filo. La tela di ragno, immagine di catulliana memoria, rappresenta l’intrigo misterioso di un segreto impronunciabile. Resti organici e inorganici formano la natura morta a tinte cupe che preserva la dignità solenne del dimenticato. L’oggetto è posseduto da una capacità evocativa dalla duplice facoltà salvifica e sabotatrice. Crolla il confine netto tra animato e inanimato, nel trionfo di prosopopea e metamorfosi.

Sutura II è il secondo tempo della silloge: in essa avviene il ritorno brusco e amaro a un presente di ritrovata solitudine, in cui le “cose” si contornano di un’aura sacralizzata. Il frequente riferimento al pantheon greco è un termine di paragone necessario, ed è parte di un linguaggio di reciproca intesa. L’italiano diventa la lingua della verità rivelata, il napoletano l’espressione di una voce interiore che dal ricordo della «parola confiscata» ambisce a un processo di liberazione. Immagini di violenza si susseguono in un ritmo incalzante, con intento apotropaico. In questo meccanismo impazzito risiede la chiave: il pensiero che tormenta una notte insonne può essere soggiogato dai fili del verso, imprigionato in un «recinto di forme ossessive». A resistere al caos che origina dall’interno è un’immagine scomposta alla quale non resta che domandare: «pe ddo’ si’ fujuta?».

La “composizione ad anello” che chiude la raccolta di Antonio Perrone inscena l’affastellarsi grafico e uditivo di figure attoriali dall’andatura grottesca. Un concertato asfissiante che pur nella sua rumorosità svela un segreto nascosto: il poeta è un narratore inattendibile. Bisogna procedere in questo modo lungo il filo di Sutura, tra lo sforzo percettivo e il pallore dell’evanescente, sulla scia di un’enigma: «un poeta non svela galassie, mia cara / le inventa.»

Antonio Perrone raccoglie in Sutura alcune poesie già apparse su giornali, antologie e riviste. La silloge di nuova uscita è corredata da un apparato illustrativo a cura di Giulio De Simone e dalla Postfazione di Alessandra Passaretti. 

La prima presentazione del volume avrà luogo il 22 settembre alle ore 18 presso il caffè e bistrot letterario Il tempo del vino e delle rose.

 

Immagine: Eroica Fenice

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