Il silenzio dell’Universo, Elena Piscopo | Recensione

Il silenzio dell’Universo di Elena Piscopo | Recensione

Elena Piscopo è una giovanissima e promettente scrittrice italiana nata a Napoli nel 1998 e laureata in psicologia. Il suo primo romanzo, Il silenzio dell’Universo, è stato pubblicato il 6 aprile 2022 dalla casa editrice Graus Edizioni, dopo aver vinto il concorso letterario A tutto volume che la casa editrice ha organizzato insieme alla Radio Punto Nuovo. Il silenzio dell’Universo affronta diversi temi, molti anche parecchio attuali, come quelli del multiverso e del cambiamento climatico causato dall’inquinamento e dallo sfruttamento del pianeta da parte dell’uomo, tutto in una cornice pre-apocalittica e decadente. I personaggi del libro, come anche tutto il resto della popolazione che viene menzionata, si stanno preparando alla imminente fine del mondo annunciata dal governo, la quale avverrà per una pioggia di meteoriti che distruggerà tutto e metterà fine ad ogni singola vita sul pianeta Terra. Le persone affrontano il tutto in modi totalmente diversi, spesso opposti, c’è chi si dispera, chi lo ha già accettato, chi decide di diventare un criminale e accumulare oggetti e beni di cui non avrà bisogno o fare del male agli altri senza ripercussioni, chi si butta in una ricerca sfrenata dei piaceri terreni per godersi gli ultimi mesi che gli rimangono da vivere. In questo articolo illustreremo la trama e offriremo una recensione de Il silenzio dell’Universo.

Trama e recensione

La protagonista del libro è una ragazza che non ci dirà mai il suo nome, se non verso la fine del libro quando lo confesserà ad uno dei suoi “compagni di viaggio”. Il libro si apre e prosegue fino alla fine con riflessioni sull’esistenza, sulla sofferenza, sul senso di colpa, che Hazel, nome finto che le verrà attribuito da un ladruncolo che conoscerà per puro caso e che quasi le toglie la vita, compie anche come conseguenza del suo particolare dono: la ragazza si catapulta in multipli universi paralleli, incontrando sempre le stesse persone, che però hanno sempre diversi nomi e diverse personalità, diverse storie, diverse vite. Nel libro Il silenzio dell’Universo non viene mai spiegato come “Hazel” abbia acquisito questo potere, né perché, né da chi. Come non viene nemmeno spiegato chi era lei prima dell’annuncio della fine del mondo, ma solo qualche piccolo dettaglio sulla sua vita precedente che però non bastano per inquadrare a pieno il personaggio e riuscire ad empatizzare con esso. In effetti, è la stessa Hazel a chiedersi chi è lei davvero e qual è il suo posto nel mondo, non riesce nemmeno lei a capire, o ammettere, quello che sta provando in determinati momenti.

Il silenzio dell’Universo ruota tutto attorno al viaggio senza meta che Hazel intraprende con un gruppo di emarginati che ruba per vivere, un viaggio che si trasforma in tragedia durante una rapina.

Un altro elemento ne Il silenzio dell’Universo  che non ci lascia alcuna spiegazione è la figura quasi demoniaca che Hazel inizia a vedere: non capiamo chi è, o cosa è, perché si presenta e cosa vuole da lei, oppure perché la fine del mondo è colpa sua, dal momento che non è lei a decidere di viaggiare tra le varie dimensioni. Forse uno dei difetti del romanzo è la sua brevità, la storia ha tantissimo potenziale che però non è stato sfruttato a pieno perché è impossibile approfondire così tanti elementi in sole 96 pagine.

Un altro elemento del libro Il silenzio dell’Universo, che non si potrebbe definire propriamente un “difetto”, ma piuttosto che non convince, è l’anglicizzazione della storia, con nomi di luoghi e personaggi tipicamente statunitensi, modi di parlare che spesso sentiamo nei doppiaggi di film americani, risultando in una forzatura e facendo perdere un po’ di credibilità ad un romanzo che ha una storia che in realtà vale la pena di leggere, con temi attuali che vale la pena di affrontare.

Il silenzio dell’Universo è tutto sommato un buon libro, è molto scorrevole, ed è una lettura piacevole e per nulla difficoltosa, ottima per chi vuole leggere per svagarsi in un momento di relax.

Fonte dell’immagine in evidenza: Graus Edizioni

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