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Guarda le luci amore mio di Annie Ernaux | Recensione

Guarda le luci, amore mio

Guarda le luci, amore mio è un’opera del 2014 della scrittrice Annie Ernaux.  L’autrice francese è vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura, e scrive differenti romanzi fino a quando si dedica direttamente alla scrittura diaristica e autobiografica dopo la morte del padre. 

Trama

Guarda le luci amore mio appare più che come un romanzo, come un vero e proprio documento sociologico che, mediante la struttura diaristica, dà luce agli spazi quotidiani degli invisibili. Partendo da ricordi personali, la scrittrice documenta ciò che osserva e che accade all’interno di un ipermercato. L’opera mette in risalto la cerniera che vi è tra letteratura e scienze sociali, facendosi portavoce dell’engagement letterario in cui emerge anche la posizione di denuncia rispetto ad ingiustizie del presente. La Ernaux denuncia proprio l’ingiustizia del mercato su scala globale e la nostra impotenza a porvi rimedio. Critica lo sfruttamento dei fattori di produzione, gli abusi di potere, la logica del marketing che governa il consumismo odierno. L’autrice vuole dare visibilità e riconoscimento alla collettività: gli individui presenti all’interno dell’ipermercato sono spinti dagli stessi bisogni e, infatti, sottolinea:

«Nous sommes une communauté des désirs, pas des actions» / «Noi siamo una comunità di desideri, non di azioni»

La teoria del non-luogo smentita dall’autrice

Attraverso una serie di esempi, la Ernaux mette in risalto proprio questo: i desideri.  Inoltre, riprendendo anche il concetto di habitus del sociologo Bordieu, Guarda le luci amore mio contesta la teoria del non-luogo di Marc Augé, affermando che l’ipermercato è invece un luogo: di memoria, d’azione, d’ispirazione letteraria e di desideri attraverso cui il moi diventa un nous e in cui la quotidianità appare come collante che unisce ogni individuo in base a quelli che sono i propri bisogni. Un ponte che collega l’oggetto del desiderio alla comunità desiderante è la cassa: qui, nei carrelli che fungono da parlante dei desideri del singolo e dei più, si rendono manifeste anche le possibilità economiche di ognuno, che variano sempre di persona in persona. 

La scrittura di Annie Ernaux

La scrittura di Annie Ernaux è generata dai luoghi e il supermercato diviene un theatrum mundi. Utilizzarlo come oggetto letterario permette di creare uno spazio immenso di semiologia generalizzato a cui nessuno può sottrarsi. L’ipermercato funge da spettacolo della vita e tutti i clienti sono attori inconsapevoli. Inoltre, Annie Ernaux ha un chiaro obiettivo: raccontare la vita vera che solo la scrittura può cogliere. L’opera scava a fondo nel quotidiano per indagare la vita reale della società contemporanea. All’interno dell’ipermercato Auchan a Cergy, in Val d’Oise nell’Ile de France, l’autrice dice di sentirsi «attraversata dalle persone, dalla loro esistenza» e questa sensazione genera il diario auto-sociobiografico, di cui termina la stesura ad Ottobre 2013. 

L’autrice vuole sovvertire le gerarchie letterarie e sociali scrivendo per oggetti indegni della letteratura: la teoria del care emerge nell’opera di Annie Ernaux. Mette in campo uno stile di scrittura attenta alla vulnerabilità degli altri. La Ernaux possiede il dono dell’attenzione e, attraverso una serie di teorie che sovvertono i valori della morale dominanti,  arriva alla cancellazione dei confini tra intimo e sociale. 

Fonte immagine: lormaeditore.it

 

Scopri l’universo culturale francese

Questo articolo fa parte del nostro approfondimento enciclopedico sulla Francia. Dalla grande letteratura romantica ed esistenzialista, fino ai meandri della storia rivoluzionaria e della cinematografia, scopri tutte le connessioni che hanno plasmato la cultura transalpina.

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