Immaginare ripari, a cura di Tommaso Ariemma: il terremoto a Ischia

Tommaso Ariemma

Il terremoto è un naufragio in terra. Le case diventano imbarcazioni scosse tra le onde e sbattute sugli scogli. Si perde tutto, si conserva la vita, lacera, attonita che conta gli scomparsi sul fondo delle macerie.

Erri de Luca

Sono tre i momenti di cui si segnano con precisione l’ora e i minuti: le nascite, le morti e le catastrofi, attimi infiniti capaci di riempire il cuore di gioia o di svuotarlo completamente. Ischia, ventuno agosto. Ore 20:57. Un enorme boato, buio, la terra trema. Trema quel suolo che per errore chiamiamo terraferma. E se quel suolo si chiama Casamicciola lo si sa molto bene. Casamicciola, un comune di Ischia nel cui nome è inciso il ricordo di quei tredici secondi che devastarono l’isola in una lontana giornta di luglio. Inciso a tal punto che è entrato nell’immagine collettiva “È successo Casamicciola”. Tredici secondi che sono potente metafora della provvisorietà dell’esistenza, della destabilizzante certezza che non vi sia nulla di certo, del dolore improvviso della perdita, di quelle crepe che non si sa più se appartengano ai cornicioni dei palazzi o all’anima. 

Il terremoto, come dice Valeria Parrella, è quando non puoi più dare per sicuro nulla, quando non puoi più determinare niente, quando la madre ti abbandona e per rifondare la città, l’esistenza, il senso, vi è necessità di nuova materia. E quella nuova materia Tommaso Ariemma, eclettico docente di Storia e Filosofia del Liceo Statale Ischia, la trova tra i banchi di scuola, nelle penne e nella creatività dei suoi studenti. Liceali che, con un approccio non convenzionale alla Poetica di Aristotele, hanno scelto di misurarsi con la scrittura per esorcizzare la paura, per “immaginare ripari”

Immaginare ripari, a cura di Tommaso Ariemma: raccontare per comprendere e superare

Diciannove racconti il risultato. Diciannove racconti che sanno di dolore, di paura, di amore, di speranza, di vita. Storie che si affacciano su quella crepa che improvvisamente si apre, ma che non hanno nulla del racconto cronachistico. La fantasia vi si fonde con la realtà con toni ora amari e dolorosi, ora ironici e speranzosi. Storie in cui il sisma, comune denominatore, fa da cornice, e, spesso, da rimando a riflessioni che riguardano l’esistenza tutta, divenendo, talvolta, seppur tra le macerie, occasione di rinascita.

Come scrive Pasquale Raicaldo nella prefazione:“Le storie di queste pagine sono storie di vita interrotta. Sono anche storie di resilienza. Ne abbiamo bisogno: ripartire dopo la calamità.

 

Immaginare ripari

Il terremoto a Ischia del 21 agosto in 19 racconti

a cura di Tommaso Ariemma

Valentino Editore

 

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A proposito di Rossella Capuano

Amante della lettura, scrittura e di tutto ciò che ha a che fare con le parole, è laureata in Filologia, letterature e civiltà del mondo antico. Insegna materie letterarie. Nel tempo libero si diletta assecondando le sue passioni: fotografia, musica, cinema, teatro, viaggio. Con la valigia sempre pronta, si definisce “un occhio attento” con cui osserva criticamente la realtà che la circonda.

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