La barca tornò sola, di Nini Sanna | Recensione

La barca tornò sola di Nini Sanna. Recensione

La barca tornò sola è un libro dell’autore Nini Sanna, edito da Il Frangente.

Trama

“Marco Casella, sul lastrico, inseguito da un usuraio senza scrupoli, annuncia di voler stabilire il record di velocità del giro del mondo in solitaria senza scalo su Cometa, un piccolo scafo disegnato per le regate in acqua dolce. Nonostante i numerosi tentativi di dissuasione dell’amico Stefano Serra, in una serata di maestrale Cometa lascia alla spicciolata il suo ormeggio e prende il largo. Nei giorni a seguire la barca viene ritrovata a Saint-Florent, spiaggiata. Lo skipper sembra sparito nel nulla. Stefano, suo malgrado, si mette sulle tracce dell’amico insieme ai colleghi della scuola di vela di cui è a capo, alla moglie di Marco e al suo socio in affari, ma…”

La barca tornò sola è un thriller avvincente ed interessante, che colpisce il lettore sin dalle prime pagine. Il romanzo è stato pubblicato postumo, dopo la morte del marinaio e scrittore Nini Sanna.
Si tratta di un libro nel quale sembra quasi che le onde del mare possano in qualche modo “cullare” la lettura.

La barca tornò da sola: un mare di dubbi ed incertezze

La narrazione è come se fosse una sorta di “moto ondoso” che delimita una trama dalle mille sfaccettature, che lascia col fiato sospeso.
Oltre alla storia vera e propria, il lettore più attento noterà sicuramente l’attenzione speciale che Nini Sanna, dedica ad un tragico evento, ossia una regata passata alla storia per l’affondamento di alcune imbarcazioni. L’autore era presente. E leggendo si comprende quanto quell’episodio drammatico lo abbia colpito.

“Alla via così, andrà tutto bene”! Si legge in uno dei passi di La barca tornò sola; un’affermazione eloquente… emozionante e significativa al tempo stesso, probabilmente il fulcro stesso della narrazione. Procedendo nella lettura sarà possibile rendersi conto che prima o poi, andrà tutto bene.

Il libro scritto da Nini Sanna è ben ben delineato, perfettamente aderente al genere cui appartiene; difatti, è un thriller a tutti gli effetti, anche se non stereotipato. I ruoli, i personaggi, le indagini, i dubbi, le vicende descritte, gli stessi dialoghi, sono trasversalmente disposti e contraddistinguono ogni capitolo, anche quelli apparentemente più semplici.
Ne La barca tornò sola, il carattere cognitivo e psicologico, si potrebbe dire – a tratti sociale e psicologico – dà un’impronta molto importante a ciò che succede. Di conseguenza, ogni aspetto dona identità alla narrazione in modo che il lettore non si annoi mai.

Il lettore cercherà di capire chi tra i personaggi potrebbe essere colpevole… ammesso che ne esista uno. Nel romanzo giallo, o nei thriller in genere, il colpevole generalmente è uno, ma non è detto. Proprio in questo modo, chi legge è portato a sospettare di molti (o addirittura tutti) personaggi che fanno parte della storia, in uno stato di incertezza, in sospeso. Ed è ciò che succede grazie all’abile penna di Nini Sanna, che in modo sapiente e perfettamente cosciente, col cuore, ha scritto un romanzo affascinante anche per coloro che solitamente leggono generi diversi. Un libro adatto a tutti.

Un giallo che si tinge di blu e che non smetterà di sorprendere, pagina dopo pagina, fino alla fine.

Immagine in evidenza: Il Frangente

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