La Santa piccola, un romanzo di Vincenzo Restivo

Pubblicato a marzo di questo anno da Milena Edizioni, La Santa piccola è il quinto, nonché l’ultimo, romanzo dello scrittore trentaquattrenne casertano Vincenzo Restivo.

Siamo a Forcella, uno dei quartieri popolari della città di Napoli, ed è qui tra le mura di queste palazzine vecchie e maleodoranti che vivono i protagonisti-narratori della storia. Si tratta di tre adolescenti, Mario, Lino e Assia, i quali devono affrontare ogni giorno una realtà dura, violenta che li fa crescere male e in fretta in una costante inversione di ruoli dove da vittima si diventa carnefice e viceversa. I due ragazzi a causa dei problemi economici che affliggono le loro famiglie si prostituiscono; ma, mentre Lino è innamorato e fidanzato con Assia, Mario – che afferma più volte di non essere “ricchione” – nutre un sentimento per l’amico che maschera a fatica anche a se stesso.

Un altro personaggio chiave è Annaluce, una bambina di soli nove anni che nel quartiere tutti chiamano e conoscono come La Santa piccola perché ha visto la Madonna e ha le stigmate. È a lei che si rivolgono gli abitanti di Forcella per un miracolo ed è sempre lei a nascondere la peggiore tra le crude verità narrate nel romanzo.

La Santa piccola: uno spaccato di vita vera

L’autore in poco più di un centinaio di pagine e con un italiano sgrammaticato intriso di scurrilità e termini dialettali offre una storia-testimonianza di quella che è la realtà di episodi che trovano riscontro nella vita vera e non restano intrappolati nell’universo spesso romanzato dei libri. Leggendo si ha l’impressione di vederli con i propri occhi questi giovani abbandonati a loro stessi, costretti ad arrangiarsi nei peggiori dei modi pur di non soccombere a una società che li ha relegati ai suoi margini quasi non fossero degni di considerazione, di vivere come i loro coetanei senza problemi, di farne parte, di esistere.

Al tema dell’infanzia e dell’adolescenza disagiata, maltrattata e sfruttata, Restivo affianca, sviluppandolo al meglio, quello legato al filone LGBT (la sigla comunemente viene usata per riferirsi a persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender). L’attenzione di Mario per Lino – che “ha gli occhi azzurri come Napoli” – è carnale e spirituale allo stesso tempo e sprigiona una passione e una tenerezza tali da colpire più per questi aspetti che per la drammaticità nella quale è nato e soggiace silente ma non troppo. Dolce e sincero è l’amore che Lino ha per la sua Assia, la quale gli si dona anima e corpo con fiducia incurante delle conseguenze, incurante del divieto genitoriale a frequentarlo, incurante di tutto e tutti come solo la spensieratezza e l’innocenza sanno essere.

In tutto questo amore non ricambiato e contrastato ma forte e profondo, la vera nota di dolore, il vero grido disperato di aiuto che resta inascoltato perché muto è proprio quello della Santa piccola. Annaluce, infatti, non è soltanto schiacciata e resa vittima e martire dalla società e dal degrado che la circonda, ma è sacrificata dalla sua stessa famiglia.

La Santa piccola è un’opera che invita alla riflessione e lo fa con una prepotente urgenza che non lascia spazio a scuse o ripensamenti nei lettori che si ritrovano coinvolti e travolti da una storia che non possono ignorare o negare. Facendolo, volterebbero le spalle a quella che è anche la loro realtà, perché Lino, Mario, Assia e Annaluce sono sì i personaggi di un’opera di invenzione, ma i fatti che li vedono coinvolti sono quelli che hanno per protagonisti ragazzini in carne e ossa che lottano quotidianamente da soli per la loro sopravvivenza. Quindi è soprattutto per questa ragione che il romanzo di Restivo va oltre la sfera letteraria, penetrando, dopo aver scavato a fondo, nell’intimo dei lettori, lasciandoli senza parole ma con tanto di quel significato al quale pensare a lungo e in religioso silenzio come durante una preghiera rivolta ai Santi cui si è devoti.

Altri articoli da non perdere
Colpa di chi muore, il romanzo d’esordio di Gianluca Calvino | Recensione
Gianluca Calvino

"Colpa di chi muore" di Gianluca Calvino è un libro da maneggiare, che soddisfa un piacere irrinunciabile. Si lascia ascoltare Scopri di più

Meglio sole che nuvole, un libro di Jane Alison
meglio sole che nuvole

Meglio sole che nuvole. Leggere Ovidio a Miami, è frutto della penna della scrittrice Jane Alison, edito per la prima Scopri di più

Claudio Lagomarsini esordisce con Ai sopravvissuti spareremo ancora
Claudio Lagomarsini esordisce con Ai sopravvissuti spareremo ancora

Ai sopravvissuti spareremo ancora è il romanzo d’esordio di Claudio Lagomarsini, pubblicato oggi da  Fazi editore. Lo scrittore toscano, già Scopri di più

Il Celtic protagonista de “Il prodigio di Lisbona” di Paolo Gulisano
Il Celtic protagonista de "Il prodigio di Lisbona" di Paolo Gulisano

Il Celtic, squadra di calcio scozzese, sfida la valente Inter di Moratti, team di fuoriclasse, nello scontro del 1967, per Scopri di più

Aksana Danilčyk: un itinerario poetico
Aksana Danilčyk

Nella poesia di Aksana Danilčyk è espressa la significanza di un viaggio, una partenza e un ritorno: un ponte, quasi, Scopri di più

Il piccolo vigneto in Provenza, Ruth Kelly | Recensione
Il piccolo vigneto in Provenza di Kelly | Recensione

Un romanzo che diviene un emozionante viaggio letterario alla scoperta della Provenza “Il piccolo vigneto in Provenza” è il romanzo Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Francesca Melis

Calabrese di nascita e sarda di origine sono laureata in Lingue e ho molte passioni: i viaggi, la musica, la fotografia, la scrittura e la lettura. In attesa di insegnare, coltivo il mio sogno nel cassetto di diventare una scrittrice.

Vedi tutti gli articoli di Francesca Melis

Commenta