Educazione alimentare, immaginazione e psicomotricità: il volume della professoressa Aprea, La storia degli omini che fanno crescere (Graus Edizioni), sarà presentato il 12 marzo alle ore 17.00 presso la sala biblioteca della Municipalità Soccavo-Pianura e il 24 marzo alle ore 18.00 al Clubino al Vomero, in via Luca Giordano. Un progetto che trasforma l’educazione alimentare in un racconto capace di coinvolgere i bambini attraverso gioco, movimento e creatività.
Le date della presentazione a Napoli e i dettagli del libro
| Evento / Dettaglio | Informazioni utili |
|---|---|
| Prima presentazione | 12 marzo ore 17:00 – Municipalità Soccavo-Pianura (Napoli) |
| Seconda presentazione | 24 marzo ore 18:00 – Clubino al Vomero, via Luca Giordano |
| Autrice | Laura Aprea |
| Editore | Graus Edizioni |
| Temi chiave | Nutrizione infantile, psicomotricità, gioco, inclusione |
Indice dei contenuti
In Italia l’obesità infantile rappresenta una questione sanitaria rilevante: quasi un bambino su tre tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso o obeso, secondo i dati ufficiali dell’Istituto Superiore di Sanità. Le abitudini alimentari si formano già nei primi anni di vita. Per questo la scuola dell’infanzia diventa uno dei luoghi più importanti in cui introdurre percorsi di educazione alimentare.
Volumi come quello pubblicato dalla professoressa Laura Aprea, La storia degli omini che fanno crescere (Graus Edizioni), sono quindi sempre più importanti, perché permettono di affrontare il tema dell’alimentazione attraverso linguaggi accessibili ai bambini, come il racconto, il gioco e l’attività psicomotoria.
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Gli “omini colorati”: un racconto per parlare di nutrizione ai bambini
L’idea centrale del progetto è semplice ma efficace: gli alimenti diventano “omini colorati”, personaggi che rappresentano i diversi principi nutritivi e accompagnano i bambini in un percorso di scoperta del cibo. «Questa scelta narrativa nasce allo scopo di stimolare i bambini più inappetenti ad essere curiosi nella manipolazione e nell’assaggio dei vari alimenti per scoprire la loro consistenza, il loro sapore, il loro odore», spiega Aprea.

Il metodo didattico si basa su un’alternanza di lettura della storia, drammatizzazione, attività motorie e schede operative. L’obiettivo è coinvolgere il bambino nella sua interezza, evitando un apprendimento esclusivamente frontale. «In questo modo l’approccio è sicuramente più completo soprattutto ai fini dell’evoluzione, in quanto i bambini per interiorizzare ciò che gli viene proposto hanno bisogno di avere un approccio senso-motorio, quindi mediante il corpo, mediante il linguaggio, quindi attraverso la drammatizzazione e mediante la rappresentazione sia essa grafica, con materiale plastico o di costruzione», osserva l’autrice.
L’esperienza educativa della professoressa Aprea
Il progetto nasce dall’esperienza professionale di Laura Aprea, insegnante che vive e lavora a Napoli. L’idea prende forma intorno al 2010 con l’obiettivo di stimolare lo sviluppo dei bambini nella loro globalità, tenendo insieme dimensione motoria, emotiva e cognitiva.
La vocazione all’insegnamento la accompagna fin dall’infanzia: da bambina sognava di diventare insegnante di scuola materna. A ventiquattro anni vince il concorso a Milano. Dopo il rientro a Napoli decide di approfondire lo studio dello sviluppo psicofisico del bambino e frequenta un corso triennale privato di terapia della psicomotricità presso lo IERG, dove studia con psicomotricisti come Lucia Precchia, Maria Peluso e Roberto Francia.
Nel corso di oltre trent’anni di insegnamento — prima come docente di sostegno e poi come insegnante di sezione — ha lavorato soprattutto nelle zone di Soccavo e Pianura, sviluppando diversi progetti didattici per la scuola dell’infanzia costruiti attorno a una storia che accompagna i bambini durante l’intero anno scolastico. Attraverso questo impianto narrativo i piccoli lavorano su linguaggio, drammatizzazione, espressione grafico-pittorica e primi concetti logico-matematici.
Il metodo didattico tra psicomotricità e inclusione
Il progetto guarda anche al ruolo degli insegnanti. «Mediante questo progetto intendo comunicare agli insegnanti che ai bambini bisogna proporre attività che stuzzicano il loro interesse e quindi il loro piacere, perché in questo modo si lasceranno coinvolgere più facilmente», afferma.
Il racconto e il gioco diventano strumenti utili soprattutto quando il rapporto con il cibo è problematico. «Tutto questo è necessario proprio quando ci relazioniamo con bambini che hanno un brutto rapporto con il cibo e quindi diventa fondamentale stimolarli mediante i cinque sensi e quindi mediante il tatto, la vista, l’olfatto, il gusto, facendo uscire fuori le emozioni che provano durante le attività proposte», aggiunge l’autrice.
Attualmente Aprea insegna presso l’Istituto Comprensivo “D’Ovidio-Nicolardi-E.A. Mario” come docente di sostegno alla scuola dell’infanzia. L’obiettivo è applicare questo metodo anche con i bambini con disabilità, nella speranza — come dice — di «vederli uscire dall’ombra».
Per il futuro la docente guarda ad altri progetti educativi. «Il mio sogno sarebbe quello di pubblicare anche gli altri progetti che ho realizzato, ma bisogna vedere prima come va questo», racconta. Nel frattempo il libro inizierà il suo percorso nelle scuole: «La casa editrice Graus mi ha proposto di presentare il mio libro nelle scuole interessate al progetto. Questa cosa mi rende felice ed orgogliosa perché si sta concretizzando piano piano un mio sogno».

