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Eroica Fenice

Ali Smith

L’una e l’altra, Ali Smith e le sue protagoniste

L’una e l’altra è l’ultimo di un considerevole numero di libri scritti da Ali Smith, pubblicato nel settembre 2016 dalla casa editrice SUR.

Il libro racconta la storia di Georgia – che si fa chiamare da sempre George – e di una ragazza senza nome che, nella Ferrara del ‘400, veste abiti maschili pur di continuare la carriera da pittrice: ragazza che l’autrice immagina come alter ego del pittore Francesco Del Cossa. “L’una e l’altra” racconta la storia di entrambe, ma senza mai intrecciarle e coprendo, nella seconda parte del libro, con la storia della pittrice, i buchi che erano stati lasciati nella prima metà dedicata a George.

Nelle prime 162 pagine conosciamo una ragazza che ha appena perso la madre, che non si rassegna arrivando ad immaginare delle (forse?) improbabili circostanze in cui possa essere avvenuta la sua morte, e che si aggrappa disperatamente al ricordo dell’ultima vacanza con lei. La vacanza era stata fortemente voluta dalla mamma di George, dopo aver visto in foto un dipinto di Francesco Del Cossa: così la donna, la ragazza ed Henry, il fratellino di George, si erano recati in Italia, a Ferrara.

L’una e l’altra di Ali Smith, lo specchio di due ragazze diverse tra loro

Tutta la prima metà del romanzo gira intorno a quel viaggio, pur allontanandosene in più di un punto, e ci si aspetterebbe di trovare alla fine il motivo per il quale la mente di George non se ne stacca mai. Invece questo non accade: non riceviamo risposte, e quando si arriva a quella che crediamo sia la seconda parte del libro, scopriamo che sta iniziando una storia tutta nuova, con dei richiami alla prima metà, ma del tutto indipendente.

Nonostante questo, George e la ragazza senza nome sono molto simili tra loro. Entrambe si nascondono, per motivi diversi – anche se nel caso di George non specificati – dietro un nome maschile, ed entrambe non stanno affatto male in questi panni. George e Francesco (se così vogliamo chiamarlo, non avendo altro punto di riferimento) si fanno forti della propria diversità senza sbandierarla, senza per questo classificarsi in un genere o in un altro, senza per questo lasciare che il loro nome sia rappresentativo del loro orientamento sessuale e viceversa.

Lo stile narrativo è originale e a tratti quasi sperimentale. Il tutto somiglia ad un grande flusso di coscienza carico però di pause, di punteggiatura e della frammentarietà dei pensieri delle due ragazze, che sembrano quasi vivere grazie alla brillante penna di Ali Smith.