Luna rossa, Kim Robinson e la Fanucci ancora insieme

luna rossa

Luna Rossa” di Kim Stanley Robinson, autore della fortunata  e pluripremiata “Trilogia di Marte” è qui edito da Fanucci Editore nella collana Narrativa.

Luna Rossa, un viaggio dove siamo già stati

Caleidoscopico.

Appena finito un libro da recensire, mi fermo sempre qualche giorno a pensarci su e a cercare una parola, una singola parola che lo riassuma totalmente e da cui far partire tutto. Un solo termine, secco. Caleidoscopico è la parola chiave per “Luna Rossa” di Kim Stanley Robinson.

Come ci avvisa lo strillone in copertina, siamo dinanzi ad un’opera fantasy. Robinson, per chi lo conosce, è uno degli autori fantasy più in auge del momento. Eppure quest’opera vira chiaramente su altre tematiche e stili nel mostrarsi al pubblico, usa gli aspetti fantascientifici come sfondo, prendendo a piene mani da quel mondo immaginario a cui siamo già abituati e educati ormai, senza aggiungerci nulla di veramente nuovo e rivoluzionario.

Lontani dal solito brand, dall’idea che maestri come Asimov e Dick ci hanno dato di genere fantascientifico, Robinson scegliere di porre il focus del lavoro su un caso da risolvere, su un colpevole da trovare e un rocambolesco groviglio di personaggi e avvenimenti che sta al lettore districare con cura pagina dopo pagina. Insomma, più che fantasy, direi puro noir.

Non troviamo l’azione ad ogni costo in questo libro, né dialoghi da cardiopalma e taglienti come lame, è più uno studio sull’uomo e sul suo spettro emotivo. Una riflessione che l’autore sembra voler fare sul mammifero più diffuso sulla terra, lasciandosi andare spesso a variazioni sul tema e voli pindarici. Non c’è una narrazione diretta e precisa, è un trattato, quello che Robinson fa, e sceglie di farlo con lentezza e parsimonia. Usa un ritmo discontinuo, preme sull’acceleratore e poi frena bruscamente, e concede grandi lezioni antropologiche e storiche al lettore, imponendo così il suo stile e prendendosi in pieno il rischio di condurre lontano il lettore dalla trama principale.

Non è un cattivo libro quello che ci troviamo a stringere tra le mani, alla fine. Neppure un libro eccelso, bisogna dirlo. Una lettura assolutamente godibile e di qualità, ma non imprescindibile.

Il consiglio è di non pensare di ingoiarlo in un sol boccone, come certi lupi fanno con le bimbe indifese e certi lettori con i libri che hanno amato, ma di sorseggiarlo, come un tè caldo e rilassante nell’ultima ora di luce della giornata, finché non si freddi il giusto per poterne sentire tutto il sapore.

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A proposito di Gennaro Esposito

Iscritto a Lettere Moderne, decide di abbandonare gli studi umanistici per l’ Università della Strada. Segue da qualche tempo i corsi di Marketing della Nocciolina Zuccherata. Alcune voci lo vogliono a La Repubblica, altre, invece, parlano di una sua assunzione a Il Fatto Quotidiano. Lui assicura di star seguendo una terapia psicofarmacologica per farle smettere del tutto.

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