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Eroica Fenice

Satanismo spirituale: che cos'è?

Satanismo spirituale: che cos’è?

Satanismo spirituale, il nuovo orizzonte del satanismo al di là dei luoghi comuni. Di cosa stiamo parlando?

Quando qualcuno osa nominare la parola “satanismo”, una spia al neon nel nostro cervello si accende automaticamente con la stessa prontezza con cui vengono fatte fuori uova di Pasqua e pastiere in questo periodo, puntando la torcia su terrificanti immagini di diavoli pingui e rossi con corna ricurve degne di un muflone delle Alpi, caproni intenti a fare lussuriose orge notturne e pentacoli utilizzati per  compiere sacrifici umani.

Quella stessa torcia illumina anche aberranti memorie di racconti alla “Chi l’ha visto?”, riviste a caratteri cubitali con notizie di crimini commessi dalle famigerate “Bestie di Satana” e anche le parole di quella vecchietta in fila al supermercato, che una volta ci disse che ormai il diavolo aveva infettato il mondo.

Ma cos’è alla fine il diavolo? Una specie di virus contagioso al pari dell’ebola, come ci aveva detto quella vecchietta sdentata, oppure il diavolo affascinante e ammiccante alla “Simpathy for the devil” dei Rolling Stones?

Ed ecco che sovviene soavemente, alla mercé dei nostri timpani, anche un ululante Piero Pelù che ci sorprende col suo “El Diablo”, a confonderci ancor di più le idee e a lasciarci confusi e frementi in balia di questo concetto che non ha età, sesso, forma e contorni ben precisi, ma che avviluppa i nostri incubi con i suoi tentacoli foschi fin dall’infanzia.

Immaginiamo un calderone, magari preparato da una schiera di ridenti streghe durante un incontro notturno misterioso: possiamo già sentire l’odore, l’olezzo e l’aroma muschiato di tutte le leggende, i luoghi comuni e le parole che hanno sempre circondato questo Satana, questo tizio che a quanto pare non incontra la simpatia e il plauso generale. Insomma, Satana non è nazionalpopolare.

In questo calderone troveremmo sagome urlanti ispirate alla storia di Emily Rose o alla bambina dell’Esorcista che ha rischiato di bloccare le nostre crescite, troveremmo i testi al contrario dei Led Zeppelin o “The Number of the beast” degli Iron Maiden, qualche sprazzo di “Paradise Lost” di John Milton, loschi figuri che parlano in greco antico e aramaico e anche l’ultimo sketch sanremese di Virginia Raffaele.

Una volta riemersi da questo tragico e multiforme pantano, avremmo ingerito abbastanza informazioni per tenere una conferenza su Satana e i suoi luoghi comuni e forse, ci saremmo anche accollati l’odio di quella simpatica vecchietta che era in fila al supermercato, ormai pronta a sfoderare un crocifisso contro di noi e a pronunciare le ultime parole famose: “Noli me tangere”.

 

Oltre la superficie

Invece, al di là di questi succulenti luoghi comuni, il satanismo spirituale è tutt’altra cosa. Le sue parole d’ordine sono bellezza, libertà, scienza e politica.

Il satanismo spirituale è il fratello progressista del satanismo dalle corna ricurve e intrecciate, quello che sale sul pulpito e cerca di far dimenticare ai suoi ipotetici elettori i casini combinati in passato dal suo scellerato predecessore.

Nell’ambito del satanismo spirituale, esistono varie correnti e scuole di pensiero: una di queste è Joy of Satan, che snocciola concetti molto raffinati e astratti che affondano le radici nella storia dell’umanità e delle religioni.

Secondo questa corrente, la Chiesa avrebbe represso e osteggiato la vera natura dell’uomo, stroncandola e costringendola a negare le sue necessarie propensioni, e avrebbe presentato agli uomini un concetto deforme e falsato di Satanismo, vestendolo con aggettivi e descrizioni inesatti e sgradevoli.

Sempre secondo Joy of Satan, il Satanismo non è assolutamente un’invenzione cristiana, ma addirittura verrebbe prima del Cristianesimo stesso, che sarebbe stato “inventato” appositamente per reprimere le conoscenze spirituali e occulte delle menti e trasferire il potere nelle mani di pochi eletti, al fine di controllare l’umanità.

Ipotesi abbastanza complottista: nell’aria risuonano le parole di Adam Kadmon, in tutta la loro tragicità lapidaria.
Ma al di là di presunti complotti, religioni rivali e quant’altro, al giorno d’oggi il Satanismo spirituale è ricerca, cieca fiducia nella scienza e nella razionalità: qualsiasi cosa può essere spiegata con la scienza, e a tal proposito il satanismo spirituale si scaglia veementemente contro tutte le violenze perpetrate dal Cristianesimo ai danni della scienza, nel corso dei secoli.

Un altro dei pilastri del satanismo spirituale è la meditazione, come mezzo per elevare se stessi  e per nutrire l’animo, esercitando libertà, indipendenza e individualismo.
Tutto ciò è lecito? O non è lecito?

Ci troviamo in un campo spinoso, poiché tutti i valori snocciolati dal satanismo spirituale sono valori “laici” che dovrebbero e potrebbero far normalmente parte del bagaglio etico di un essere umano, e perciò non ascrivibili esclusivamente a una religione. Ciò rischia di “infangare” anche i valori positivi del Cristianesimo che, sebbene con le sue contraddizioni e alcuni credenti integralisti, non può essere ridotto all’assioma di ferro “ignoranza, stupidità e decadenza”, perché si rischierebbe di fare lo stesso gioco, al contrario, dei fondamentalisti che tanto si criticano.

Il buonsenso, l’umanità, la bellezza e altri valori non sono prerogativa di una religione, di un gruppo, di una setta o di un club di giocatori di briscola o bridge, che siano essi adoratori di Cristo o di Lucifero.

Forse sarebbe l’ora di ragionare meno per compartimenti stagni e più in maniera fluida e libera da schemi massificanti, perché l’eventualità di finire come quella vecchietta in fila al supermercato non è poi così lontana.

O forse, chissà, magari aveva ragione lei.

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