L’uomo senza epilogo di Gabriele Dolzadelli

l'uomo senza epilogo

Lo scorso ottobre (2020) è uscito nelle librerie “L’uomo senza epilogo”, l’ultima opera di Gabriele Dolzadelli, edito da Augh!Edizioni (collana Frecce) con il quale è stato finalista al Premio Internazionale “Città di Como” nella sezione dedicata alla narrativa inedita.

L’autore de L’uomo senza epilogo, Gabriele Dolzadelli, è  nato nel 1988 e vive in provincia di Sondrio. La sua prima opera iniziava la saga “Jolly Roger, La terra di nessuno”, seguito da “Le chiavi dello scrigno”, “I fratelli della costa”, “La torre del ribelle” e “Il piano di Archer”. Nel 2019 lo scrittore ha pubblicato “Backup” e ha fondato il festival “Libri in Valle”, in Valtellina.

Qui la nostra recensione!

L’uomo senza epilogo- la sinossi

Stefano è un “senza dimora” con una grande dote: sa scrivere delle storie bellissime perciò tutti lo chiamano “Scribacchino”. Tant’è che la cassiera del supermercato nei pressi della sua panchina (del Viale degli Ippocastani) si fa “pagare” la spesa che gli dona con le storie che lui scrive per la sua bambina.

“Si accovacciò, mise le mani sporche di inchiostro su un piccolo tombino in disuso e ne alzò il coperchio. Ne tirò fuori una scatola in metallo. L’aprì, facendone cigolare i cardini arrugginiti. Vi mise dentro alcuni dei suoi tanti fogli e la richiuse con discrezione, rendendola ancora una volta partecipe di uno dei suoi più intimi segreti”.

Stefano ha avuto una vita difficile, la sua debolezza verso l’alcool gli ha fatto perdere suo figlio Davide per sempre e poi, sua moglie Anna, che ha preferito rifarsi una vita con un altro uomo. E forse proprio per questo Stefano non riesce a dare un finale alle sue storie che finiscono tutte senza un epilogo.

“L’epilogo è solamente un confine artificiale fittizio, tanto rassicurante, quanto inutile. Un po’ come un muretto di pietra sul limitare di una distesa erbosa, che non si propone tanto di dividere, quanto di stabilire che oltre quella linea non esiste nient’altro. Eppure dall’altro lato c’è una vastità inesplorata”.

Rachele invece è una ragazza che frequenta il primo anno delle superiori:  la sua scuola si trova proprio di fronte alla panchina dello “Scribacchino”. Per evitare le scocciature della festa di San Firmino, nel corso della quale per un giorno all’anno le matricole sono le vittime dei veterani, dietro richiesta esplicita di Mirko, uno degli studenti dell’ultimo anno, decide di rubare il block notes di Stefano, dove lui scrive le sue storie e che tiene gelosamente conservato in un tombino.  Tale “furto”, casuale e apparentemente innocente, come un vaso di Pandora, porterà alla luce tanti segreti e misteri sulla sua famiglia.

L’uomo senza epilogo e le altre opere

L’uomo senza epilogo è un libro ben scritto, molto piacevole da leggere, malgrado sia caratterizzato da una trama che appare scontata in alcuni punti ma che nel complesso appare convincente.

L’autore de L’uomo senza epilogo è Gabriele Dolzadelli  nato nel 1988, vive in provincia di Sondrio. La sua prima opera iniziava la saga “Jolly Roger, La terra di nessuno”, seguito da “Le chiavi dello scrigno”, “I fratelli della costa”, “La torre del ribelle” e “Il piano di Archer”. Nel 2019 lo scrittore ha pubblicato “Backup” e ha fondato il festival “Libri in Valle”, in Valtellina.

Fonte immagine: Ufficio Stampa.

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A proposito di Rita Giordano

Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e mi occupo di progettazione sociale per il No Profit. Mi definisco curiosa e appassionata verso l’arte in tutte le sue forme: amo scrivere, dipingere ma soprattutto leggere, tanto da andare in astinenza se non leggo per più di un una settimana. Ho collaborato con varie riviste specializzate (Storie, Cevitasumarte, Guerra e Pace, Eco delle città).

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