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Marina di Carlos Ruiz Zafón | Recensione

Marina di Carlos Ruiz Zafón | recensione

Unità costitutiva di quell’universo letterario che rappresenta uno dei più grandi fenomeni editoriali dei cinque continenti, Marina di Carlos Ruiz Zafón è un romanzo connubio d’avventura, dramma e sentimenti. Ha fatto seguito alla cosiddetta Trilogia della Nebbia, a sua volta composta da Il principe della nebbia, Il palazzo della mezzanotte, Le luci di settembre.

La trama di Marina di Carlos Ruiz Zafón

Capolavoro di uno degli scrittori più conosciuti nel panorama della letteratura internazionale nonché autore spagnolo più letto in tutto il mondo dopo Cervantes, Marina di Carlos Ruiz Zafón narra la storia di Oscar Drai, un giovane barcellonese che vive tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80. Tra le mura anguste del collegio che lo ospita, Oscar si concede, di tanto in tanto, delle ore di libertà durante le quali passeggia per i vicoli di una Barcellona quasi medievale. Stanco della solita monotonia, trascorre ogni weekend alla ricerca dell’avventura, fin quando, un giorno, si ritrova dinnanzi al cancello di una casa da cui proviene una strana musica, il che lo incuriosisce particolarmente. Entrando, scorge un orologio da taschino scheggiato sul vetro e, preso dall’impeto e dalla fretta di scappare per non farsi scoprire dal proprietario, porta con sé l’orologio trovato. Giunto all’ingresso del convitto, prova un forte senso di colpa che lo conduce, il giorno seguente, a recarsi nuovamente presso quell’abitazione, con l’intento di restituire l’oggetto rubato. Si tratta di una forte suspence all’interno del romanzo Marina di Carlos Ruiz Zafón, infatti da quel giorno la vita di Oscar cambierà. L’amicizia con un ex pittore di fama, Germàn, e quella con sua figlia Marina, risvegliano in Oscar un desiderio di vita che lo mette quotidianamente di buonumore nonostante la difficile situazione in cui vive. Col passare dei giorni, in Marina di Carlos Ruiz Zafón emerge un legame di profonda empatia tra Oscar e Marina, tanto che il ragazzo pensa «Marina legge nel mio cuore quasi fosse trasparente». Sullo sfondo di un sentimento che nessuno dei due riesce a definire a parole, in Marina di Carlos Ruiz Zafón i due protagonisti  vivono una serie di avventure che li conducono a dover investigare per scoprire alcune verità che li riguardano personalmente. Tra queste, restano incastrati nella misteriosa vicenda del fabbricante di protesi Michail Kolvenik e i fantasmi ad essa correlati. Quando tutto sembra starsi per concludere nel verso giusto, il rapporto tra Oscar e Marina è minacciato dall’inesorabile scorrere del tempo e da un destino beffardo, due temi centrali all’interno di Marina di Carlos Ruiz Zafón.

Motivi narrativi del romanzo

La forza e la delicatezza del primo amore, le avventure, la gioia condivisa e la sofferenza individuale: è questo uno specchio letterario della vita reale, una storia in grado di catapultare il lettore in un angolo remoto dell’inconscio, in una stanza inesplorata del proprio cuore, fatta di emozioni e sensazioni umane, facilmente esperibili attraverso la lettura del romanzo.

Marina di Carlos Ruiz Zafón è il resoconto di un anno di formazione e ricerca del sé, scoperta del mondo e, simultaneamente, del proprio essere. Oscar conosce Marina, l’amore, se stesso; di getto, entra a far parte del mondo degli adulti, acquisisce consapevolezza dell’impotenza dell’uomo, piccola goccia in un mare immenso, parte infinitesimale di un tutt’uno: prima Marina, poi Oscar, entrambi sanno di essere i piloti di un aereo che è la vita, senza poter tuttavia controllare i venti che infuriano, o cullano.

 

Fonte dell’immagine in evidenza: Pixabay

📚 Il viaggio nella letteratura ispanofona

L’autore e l’opera che hai appena letto compongono un frammento di un mosaico culturale molto più ampio. Dal rigore epico del Siglo de oro spagnolo fino alla travolgente creatività della narrativa latinoamericana del Novecento, la lingua spagnola ha dato vita a capolavori che continuano a influenzare la storia della narrativa mondiale.

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A proposito di Emilia Adamo

Mi chiamo Emilia, ho 23 anni e studio lingue all'Università L'Orientale di Napoli. Adoro viaggiare, ascoltare musica, leggere e scrivere pensieri che ogni tanto mi passano per la testa.

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