Matteo Strukul: Il ponte dei delitti di Venezia | Recensione

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Matteo Strukul torna nelle librerie con un altro romanzo dal titolo Il ponte dei delitti di Venezia edito Newton Compton

Matteo Strukul è un romanziere e sceneggiatore italiano, vincitore del Premio Bancarella 2017 col suo libro I Medici. Il nuovo romanzo vede nuovamente il pittore Giovanni Antonio Canal, detto Il Canaletto, ad indagare su un losco personaggio, protagonista di altre sue opere, come Il cimitero di Venezia (Newton Compton, 2022), già recensito da noi.

La trama di Il ponte dei delitti di Venezia di Matteo Strukul

Sono passati 4 anni da quando il vaiolo e un losco personaggio hanno infestato Venezia. Giovanni Antonio Canal, detto Il Canaletto, il celebre pittore dei paesaggi di Venezia e dell’utilizzo della prospettiva, è follemente innamorato della sua Charlotte: donna libera ed indipendente dedita alla sua fornace dove crea preziosi oggetti di vetro insieme alla sua fidata Colombina, una ragazza presa dalla strada, anch’ella protagonista, suo malgrado dei misfatti di Olaf Teufel, identificato come il demonio perché in grado di «sedurre, manipolare le menti, soggiogare e prendere il controllo».  Egli era stato autore di omicidi cruenti e violenti ma anche di un tentativo di colpo di stato, naufragato grazie all’intervento tempestivo del capitan Grando e de Il Canaletto, coinvolto dal Doge suo malgrado.  Olaf Teufel dopo quattro anni torna ad uccidere, ma questa volta si firma col nome Canaletto quasi a voler sfidare il pittore in prima persona.  Gli omicidi raccontati da Matteo Strukul nel romanzo sono particolarmente efferati ed inquietanti perché sono provocati da morsi, come di una belva, alla giugulare. In realtà Olaf Teufel sta diffondendo un nuovo morbo per il quale non c’è cura: spinge a desiderare ardentemente rapporti sessuali con altre persone, ad odiare l’acqua ma soprattutto ad uccidere coloro che si incontrano, azzannandole al collo. Molti saranno gli omicidi e non basteranno i ritratti di Olaf per la città a far desistere il diavolo dalle sue intenzioni che vanno ben oltre la mera violenza o la vendetta, ma che invece nascondono un progetto politico ben più grande ed ambizioso. 

Il ponte dei delitti di Venezia di Matteo Strukul è un altro thriller storico ben scritto ed avvincente nella trama, il cui finale suggerisce un nuovo seguito. Ci sono in questo nuovo romanzo molti vecchi personaggi del Cimitero di Venezia: oltre a Colombina, ragazza dolce e sventurata, ci sono Il moro che intende riscattarsi agli occhi del Doge e non solo, il fidato medico ebreo Isaac Liebermann, il capitan Grando e l’irlandese Mc Swiney, suo impresario e suo stretto collaboratore nelle indagini. 

Fonte immagine: Newton Compton Editori

A proposito di Rita Giordano

Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e mi occupo di progettazione sociale per il No Profit. Mi definisco curiosa e appassionata verso l’arte in tutte le sue forme: amo scrivere, dipingere ma soprattutto leggere, tanto da andare in astinenza se non leggo per più di un una settimana. Ho collaborato con varie riviste specializzate (Storie, Cevitasumarte, Guerra e Pace, Eco delle città).

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