Minimalismo in lettura: serialità vs libri autoconclusivi

Minimalismo in lettura: serialità vs libri autoconclusivi

Quando si tratta di scegliere cosa leggere, può succedere di trovarsi bloccati davanti a due scelte: è meglio avventurarsi nella lettura di una saga, o è forse meglio un libro autoconclusivo? La decisione non è scontata. Intraprendere il percorso della saga richiede tempo e dedizione, mentre un’opera singola prevede la fine della storia senza tanti giri di parole. Ma quali sono i pro e i contro delle singole opzioni? Cosa si intende con minimalismo in lettura e come possiamo evitare di abbandonare il piacere di leggere?

Pila di libri colorati su scaffali di legno
Pila di libri disposti su scaffali – Freepik

Scegliere una saga: vantaggi e svantaggi

Bisogna tenere in considerazione diversi fattori: il tempo e l’attenzione da dedicare alla lettura, ma anche la pazienza nell’aspettare il volume successivo sono tutte motivazioni che incidono molto nella scelta. L’attenzione ai dettagli è forse ciò che attrae di più i lettori: le saghe letterarie creano spesso un universo lontano dal nostro per ambientare le loro storie; per gli amanti di fantasy, narrativa distopica o fantascienza, questa esperienza coinvolgente è un’attrazione fondamentale. Basti pensare a opere come Il Signore degli Anelli, Le cronache di Narnia e Hunger Games.

Eppure, ci possono essere elementi che spingono il lettore ad allontanarsi da una saga. Uno di questi è il tempo: i libri si estendono spesso su centinaia o addirittura migliaia di pagine e possono volerci settimane o mesi per completare l’intera serie. Ma lo svantaggio principale è senza dubbio la pazienza necessaria nell’aspettare la pubblicazione del romanzo successivo; il cliffhanger alla fine di ogni libro mantiene i lettori attaccati alle pagine, ma questa continua attesa a lungo andare diventa scoraggiante.

Libri antichi aperti con fiori tra le pagine
Libri aperti e fiori tra le pagine – Freepik

Optare per un libro autoconclusivo: pro e contro

Molti lettori sono invece alla ricerca di stand-alone novels, ovvero storie che iniziano e terminano con lo stesso romanzo. Spesso non si ha tempo o voglia di seguire dei personaggi per un lungo periodo. In questo caso la trama si conclude in un solo libro, permettendo ai lettori di tuffarsi in un’opera completa senza doversi preoccupare di aspettare un seguito o di ricordare la trama dopo mesi. I romanzi di questo genere offrono spesso una lettura veloce per lettori impegnati: al giorno d’oggi si ha sempre meno tempo da dedicare alle proprie passioni e non riuscire a terminare una saga può diventare deludente.

Ci sono però degli svantaggi: se la trama è molto coinvolgente, la fine di un romanzo autonomo può essere avvilente, senza la possibilità di un continuo. In aggiunta, capita spesso di trovarsi davanti a romanzi che presentano una minore attenzione allo sviluppo dei personaggi, proprio perché la narrazione si deve concludere in poche centinaia di pagine.

Bambino seduto su una pila di libri che legge
Bambino che legge – Pixabay

Minimalismo in lettura: la scelta giusta in un mondo veloce

In un’epoca in cui si corre sempre di più e non si ha tempo da dedicare alle proprie passioni, anche la lettura ha bisogno di semplificazione? È forse meglio un romanzo autoconclusivo rispetto a una saga impegnativa? Alla fine, non esiste una scelta giusta o sbagliata. Non sempre il minimalismo ha a che fare con il numero di romanzi o di pagine, ma è legato al valore che diamo all’atto di leggere. Probabilmente, il minimalismo in lettura significa semplicemente capire di che tipo di romanzo abbiamo bisogno in un determinato momento.

Immagine di Freekpik 

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