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Eroica Fenice

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Nessun nesso, il thriller di Federico Fabbri

Nessun nesso è il titolo del nuovo thriller scritto dallo scrittore romagnolo Federico Fabbri e pubblicato dalla casa editrice Les Fleuneurs. Autore prolifico e poliedrico, fin da giovane Fabbri si avvicina alla scrittura, esordendo con due raccolte di poesie, Sino alla fine (2013) e Persino poesie (2014), pubblicate per tenere vivo il ricordo del suo amico Denis venuto a mancare in giovane età a causa di un incidente stradale. Nel 2014 pubblica un’autobiografia ironica dal titolo La mia vita durata 90 anni, scritta a 36, finita di scrivere a 37. Molto attivo nel sociale, gli introiti dei suoi libri vengono devoluti totalmente in progetti a favore delle persone diversamente abili, e anche in questo caso, i diritti d’autore del romanzo, acquistabile in tutte le librerie e su Amazon, saranno devoluti alla Lega Italiana Fibrosi Cistica Romagna Onlus.

Nessun Nesso: ognuno può avere un lato oscuro

Il romanzo si apre su una scena di tranquilla vita familiare: Santo Fabbri, commissario di polizia di una tranquilla cittadina di provincia, è a casa intento a festeggiare con amici e parenti il compleanno di sua figlia. Insieme alla sua seconda moglie, Alessandra, griglia salsicce e hamburger, pregustando felice il momento in cui apriranno insieme i regali. Questa tranquillità, tuttavia, viene immediatamente rotta dall’arrivo di due colleghi di Fabbri,  gli agenti Widmer e Zanaga, che recano notizie tutt’altro che piacevoli: in un parco poca distanza sono stati rinvenuti i corpi di quattro bambine, tutte di età compresa tra i 3 e i 14 anni, completamente sepolte sotto una sottile coltre di terra, ad eccezione di un braccio, lasciato a spuntare dal terreno come fosse un fiore. Evidentemente, il killer voleva che i cadaveri fossero ritrovati nel più breve tempo possibile, così da iniziare subito il suo “gioco”, una macabra versione del gatto che insegue il topo. Fabbri e la sua squadra brancolano nel buio, soprattutto dopo che il principale sospettato per i quattro omicidi, un prete già in passato accusato di pedofilia e possesso di materiale pedopornografico, decide di togliersi la vita mentre si trova in caserma in stato di fermo. Intanto, i giorni passano, e vengono trovati altri corpi, occultati nello stesso modo dei precedenti quattro, ma questa volta, il killer comincia volutamente a disseminare degli indizi, amplificando la frustrazione del commissario, che continua a non vedere nessun nesso plausibile tra le vittime. Soltanto alla fine, Fabbri riuscirà a venire a capo di questa sanguinosa scia di efferati crimini, arrivando ad un epilogo che lascerà i lettori senza parole.

Nessun nesso è un thriller magistralmente costruito che, tuttavia, a causa dell’argomento, è una lettura non adatta a stomaci deboli. Questa vicenda è un continuo affacciarsi negli abissi dell’animo umano, è un continuo guardare in faccia il male. Il commissario Fabbri, e con lui la cittadina intera, è costretto a constatare che non sempre il Male  ha il volto della cattiveria: come accade spesso, individui ritenuti innocui e amichevoli celano una profonda oscurità che, in casi estremi, sfocia nella psicopatia e nella violenza. Attraverso una scrittura quasi pittorica, Federico Fabbri solleva dunque il velo di Maya, ponendo davanti agli occhi di tutti il marciume della società. La difficoltà principale del lettore che si accosti a Nessun nesso sta nell’accettare che, grattando la levigata e perfetta superficie del mondo, troveremo degrado e sporcizia e che queste tendano a contaminare ed uccidere gli esseri umani più puri, i bambini. La mano che sbuca dal terreno non è solo un grido di aiuto: è uno schiaffo alla società che non è stata in grado di proteggere la purezza dei propri fiori. Nessun nesso, dunque, mette il lettore di fronte alla sostanziale incapacità umana di difendere il futuro e lo fa proiettando il lettore direttamente dentro l’azione, facendo in modo che egli possa costantemente guardare la scena del crimine attraverso gli occhi affranti del commissario Fabbri. E’ un romanzo che avvince e, allo stesso tempo, fa arrabbiare, pieno di dolore e di consapevolezza, finzione e realtà. Una lettura sicuramente consigliata sia agli amanti del genere thriller che a chi, accostandosi per la prima volta a questo genere di romanzi, voglia sperimentare un’esperienza di alto impatto emotivo.

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