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Eroica Fenice

Sessioni segrete

Sessioni Segrete, il nuovo album di Attilio Fontana

Sessioni segrete è il nuovo album acustico di Attilio Fontana uscito il 4 dicembre in versione digitale. Ecco la nostra intervista.

Sessioni segrete è il nuovo album acustico di Attilio Fontana uscito il 4 dicembre in versione digitale composta da 11 tracce di storie narrate, dal sapore romantico e sognante.
L’atmosfera è seducente e richiama gli ambienti fumosi e le tonalità del jazz.
Tra le interessantissime note che compongono questo album, è doveroso menzionare la registrazione volutamente “rustica”. Infatti Sessione segrete è stato registrato in una live session all’Ellington Club, uno dei più importanti locali live di Roma, a seguito del rinvio di un concerto già pattuito.
Attilio e il suo trio hanno dimostrato con la registrazione di questo disco che, per quanto alcune situazioni possano sembrare avverse, la capacità di reinventarsi e di continuare a credere nei propri progetti genera una forza e una bellezza che mette in ombra le difficoltà.

Sessioni Segrete, intervista ad Attilio Fontana

Ciao Attilio! Prima di tutto volevo ringraziarti per la disponibilità e comincerei subito con le domande. Il titolo dell’album, Sessioni segrete, sembra sposarsi perfettamente con l’atmosfera – a tratti misteriosa – di questo anno. Com’è stato registrare e suonare all’Ellington Club senza pubblico?

Grazie a te.  È stato prima di tutto un bisogno, la necessità di intrappolare queste canzoni in questa forma. Ho amato follemente i bootleg da adolescente, alcuni dischi registrati live li ho consumati e visto che era l’unico modo e il periodo perfetto per (non) farlo ho deciso di provare adesso e, un po’ come dici tu, in segreto. È come sussurrare qualcosa nell’orecchio a chi ha voglia di ascoltare e la cosa più affascinante nella sua stranezza è stata l’intimità con la quale abbiamo messo il più possibile l’anima e l’empatia del momento, ogni sessione era diversa dall’altra, con un’energia differente. È incredibile quello che succede nel live e anche in questo caso volevamo intrappolare persino l’aria che si respirava tra i silenzi, i respiri nudi e il rumore del tasto REC. La mancanza del pubblico ovviamente si è fatta sentire, ma l’alchimia di questo progetto, per l’entusiasmo che sta generando, è proprio questa: la “mezza mela” mancante di Sessioni Segrete sta diventando chi lo ascolta, mi stanno scrivendo cose molto belle e tra queste il complimento che più ho apprezzato è quello di chi mi dice che una volta messe le cuffie si sente lì a un centimetro da noi e con noi percependo ogni respiro, questo per me è inestimabile.

Come mai il titolo Sessioni segrete?

Mi piaceva l’idea di una bottiglia di Rum distillata clandestinamente, che potesse essere “bevuta” solo da chi l’ha assaggiata e da chi vuole tornare a sentire quel sapore, analogico e senza conservanti, che ho sempre messo nei miei dischi dove il ruolo del computer era solo quello di registrare senza mai manipolare troppo il sound. Sono sempre stato suggestionato dal lavoro fatto con musicisti in studio o dalle registrazioni dei primi vinili dove si appoggiava la puntina sulla cera e quello che rimaneva era buono, non si potevano fare ritocchi, in più per me fare musica e le mie canzoni è simultaneamente intimo ma anche erotico e in “Sessioni Segrete” suona anche un po’ questo, è una parola che contiene sia il sessuale che il clandestino, da ascoltare da soli magari in una camerata di nascosto, non so, lo trovavo un titolo erotico e un vestito su misura per un progetto così “nudo”.

Qual è il filo rosso che collega le singole tracce?

Credo il bisogno di storie che parlino anche di emozioni e che indaghino su sentimenti oltre che su quantità di denaro o vacanze in nomi di città o su marchi di automobili. Mi piace accompagnare l’ascoltatore che mi sceglie in luoghi che sono meno abituali in questa era dell’algoritmo, proprio oggi ho scoperto che uno dei miei cantautori preferiti ha sedici followers su Spotify ma le sue canzoni mi commuovono sempre dopo molti anni, lo trovo più potente di cento milioni di views. Tornando al filo rosso credo sia l’altalena tra l’ironia e l’emozione che ci può salvare dalla tragedia che ogni tanto rischia di renderci cinici “numeristi”, l’alternanza tra nostalgia e un sorriso su un mondo che diventa sempre più complesso e veloce.

Delle undici tracce che compongono l’album una è “Triangolo”, l’unica cover. Come mai proprio questa canzone? In che modo hai cercato di renderla tua?

Questa versione nasce da un gioco con Franco Ventura, mia metà musicale e chitarrista enciclopedico, con cui ogni tanto giochiamo a stravolgere brani, questa versione ci ha subito esaltato e allora abbiamo deciso di usarla come locomotiva di questo progetto che esalta lo “slow” food” nella musica.

Sessioni segrete non è soltanto un album da ascoltare. Esso prende forma anche nelle piccole opere “naviganti”, barchette di carta che prendono il nome da alcune tracce del disco come Wanda, Il Mare, Tangolento. Come ti è venuta in mente questa idea?

Io, insieme alla musica che mi accompagna da sempre, sognavo di fare lo scultore e avendo fatto il liceo artistico e tre anni di Accademia di Belle Arti a Roma ho avuto la pulsione di abbinare a questo album delle piccole opere per i primi cento album, ho preso delle carte per acquerello ho scritto a mano i testi dieci volte per ogni canzone dipingendo ogni “canzone” con un suo stile unico e differente dall’altra, usando acquerelli o chine o inchiostri particolari, alla fine le ho piegate a “barchetta” e sono diventate delle piccole e uniche opere d’arte da collezionare insieme al disco fisico. È stata un’idea che è piaciuta molto al mio pubblico che le sta addirittura collezionando in questa versione speciale, io preferisco ancora il cd fisico, ho bisogno di scartarlo e toccarlo, ed essendo questo un progetto dedicato anche alle “piccole cose” mi piaceva che chi lo voleva acquistare realmente avesse in dono un pezzo “unico” di me attraverso un’opera unica. È stato anche un modo per rimettere insieme e ringraziare tutte le persone che in questi anni mi hanno seguito per la mia musica e non solo per la popolarità che mi hanno dato alcuni viaggi mediatici. Insomma, ho creato un porto di persone speciali e “romantico-sensibilone” come me.

In questi ultimi venti anni di carriera da solista, come descriveresti il tuo percorso musicale fino all’approdo di Sessioni segrete?

Comincio a pensare che sono come i gatti, artisticamente parlando ho avuto sette vite o forse di più e mi sento ancora all’inizio, il percorso musicale è stato complesso all’inizio perché venendo da una boy band avevo pregiudizi da parte della critica musicale che mi inquadrava ancora come prodotto pop. In questi anni però, attraverso il lavoro e alcuni riconoscimenti importanti per il mio lavoro e la mia musica, comincio ad essere considerato come autore di cose preziose e questo è un bel dono, in questo senso è stato anche Lucio Dalla a “battezzarmi” chiedendomi in passato di scrivere alcuni brani assieme. In Sessioni c’è la spremuta di questa domanda, forse ascoltando diventa più chiara la mia identità e genesi musicale.

Questo periodo di immobilità e stasi ha influito sul tuo processo creativo? Se sì, in che modo?

All’inizio sì, l’energia circostante era troppo grigia per mettersi lì a scrivere o a “sfruttare” il Lockdown, c’è voluto un po’ di tempo e poi ho ricominciato a ri-amoreggiare con le mie canzoni e con la chitarra, ho riscritto dei copioni e ho continuato e continuo a tenermi pronto per quando il mondo ci ridarà dei palchi sui quali continuare a raccontarci e a raccontare. Sicuramente questo periodo ha fatto da “pancia” a questo album e al desiderarlo.
Ho preso la chitarra e ho ricominciato da capo con i miei brani, dialogandoci e rivisitandoli senza ansie da prestazione, ho ristretto i rapporti con i “miei” sul web, facendo versioni acustiche e regalandole in diversi video “at Home” e devo dire che mi sta tornando voglia di scrivere e continuare a fare “bottega” come un artigiano d’inverno che aspetta di fare tutte le fiere che può.

Grazie mille per questa intervista e in bocca al lupo per i prossimi progetti!

Immagine in evidenza: Facebook

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