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(Nuove) Storie di Lui | Presentazione del libro di Bloise

(Nuove) Storie di Andrea Bloise

Lo scorso venerdì 31 gennaio, presso il noto Bar Verdi Caffè Letterario di Salerno, tra il piacevole suono della chitarra di Valerio Vitulano e una serie di approfondite riflessioni, si è tenuta la presentazione del libro (Nuove) Storie di Lui di Andrea Bloise. Bloise è uno scrittore di narrativa, o meglio, come egli stesso si definisce un uomo di parole. Le stesse parole che riesce abilmente ad intrecciare non solo in ambito narrativo, ma anche a teatro grazie alla sua professione di attore e regista. Andrea Bloise nasce ad Agropoli, nel cuore del Cilento, ma ha sempre vissuto a Salerno. D’altronde proprio a Salerno, tra il suono del mare e i dialoghi su un palcoscenico, è nata l’ispirazione per i suoi libri. (Nuove) Storie di Lui, uscito nelle librerie e negli store online lo scorso novembre, è il proseguimento del suo primo libro ovvero Storie di Lui, pubblicato nel 2021 ed edito da La Caravella Editrice.

(Nuove) Storie di Lui: Lui chi?

Il personaggio di Lui, come ci racconta lo stesso Bloise durante la presentazione del libro, è un uomo maturo, caratterizzato da un mondo interiore molto attivo e ricco di emozioni. Potrebbe sembrare una storia, in apparenza, comune in quanto tratta del processo di maturazione e di consapevolezza di un uomo che con il tempo impara a capire meglio sé stesso e il mondo che lo circonda, con accanto la ferma presenza di una moglie che ama, ovvero Sua più che metà. Eppure ciò che colpisce maggiormente il lettore è dato da una serie di elementi semplici ma essenziali, in grado davvero di fare la differenza.

Si parte, infatti, dalla scelta di una tecnica narrativa – la stessa con la quale abbiamo a che fare anche nel primo libro –  coinvolgente perché caratterizzata da 22 episodi consequenziali che contribuiscono palesemente a rendere il corso della narrazione scorrevole e, comunque sia, intrigante.

A livello tematico, sembra poi farsi strada, l’esortazione da parte dell’autore a riflettere sulle paure, sulle aspirazioni e più in generale sull’esistenza non solo di Lui ma anche di noi stessi. Risulta affascinante l’idea di far approcciare il lettore al costante flusso di pensieri di un Lui, che potrebbe molto facilmente essere qualsiasi persona con la quale ci si trova ad interagire nella vita di tutti i giorni. Il Lui descritto da Andrea Bloise, pur essendo riuscito a raggiungere una certa stabilità nella sua vita, preferisce ad ogni modo interrogarsi su sé stesso, cercando di stabilire una sorta di punto d’incontro tra il suo presente e il suo futuro, tra l’accettazione di sé e lo slancio verso un cambiamento.

Di particolare interesse è poi la scelta di non dare un nome specifico ai pochi personaggi presenti nel libro, motivo per il quale capiamo come all’autore salernitano interessi soprattutto raccontare una storia priva di fronzoli, drammi o etichette, dove i sentimenti  e le relazioni finiscono poi per occupare davvero tutta la scena.

Le citazioni musicali 

L’evento riguardante la presentazione di (Nuove) Storie di Lui, moderato della giornalista Elsa De Simone, è stata arricchito dal melodico suono della chitarra di Valerio Vitulano e dalla voce di Davide Emanuele Zinna. Per Andrea Bloise, del resto, le citazioni musicali rappresentano un fil rouge importante all’interno del suo ultimo lavoro narrativo. Al termine della lettura di alcuni passaggi del libro, infatti, i diversi spunti di riflessione hanno lasciato presto il posto all’ascolto delle canzoni citate da Bloise attraverso l’accompagnamento musicale dal vivo: si è partiti dall’ascolto di Light My Fire degli iconici The Doors e si è passati poi a Somebody to Love del gruppo rock Jefferson Airplane. Infine l’evento si è concluso cantando Il cielo in una stanza di Gino Paoli e rendendo l’incontro un piacevole scambio di musica e parole. Attraverso l’inserimento di queste citazioni musicali, notiamo come la lettura di (Nuove) Storie di Lui, diventi ulteriormente riflessiva ma, al tempo stesso, leggera confermandoci la riuscita commistione di Bloise tra la profondità di alcuni elementi tematici e la raffinatezza dei suoi gusti musicali. Ascoltando Andrea Bloise leggere il suo libro ci relazioniamo, dunque, con la sorprendente agilità di un autore capace di saper spaziare molto tra le sue doti narrative, recitative e le sua predisposizione alla musica.

Abbiamo avuto il piacere, inoltre, di dialogare con Andrea, per capire meglio cosa lo ha portato a scrivere di Lui

La tua lunga esperienza teatrale ha, in qualche modo, influito sulla caratterizzazione del personaggio di Lui o sul rapporto tra Lui e Sua più che metà?

L’esperienza attoriale ritengo mi abbia supportato, in particolare, nel descrivere i gesti dei personaggi, ancor prima delle parole e dei turni battuta. Stare su un palco è, innanzitutto, occupare uno spazio e compiere azioni, il tutto secondo un senso da trasmettere. E quante più repliche fai, quanti più spettacoli metti in scena, tanto più accumuli informazioni sul corpo e sulla dinamica di uno specifico gesto. Il fatto che, poi, tutto abbia un senso in scena fa sì che ci sia maggiore attenzione e si notino sfumature che, nella quotidianità, magari sfuggono. Per quanto riguarda gli aspetti più strettamente testuali, sono certo che aver “frequentato” numerosi testi teatrali abbia lasciato un solco nel mio modo di attribuire parole e pensieri ai miei protagonisti.

Le citazioni musicali inserite nel libro rappresentano un elemento importante, in quanto rendono la narrazione leggera e particolarmente scorrevole. Come nasce l’ispirazione o l’eventuale decisione di inserire una citazione anziché un’altra?

Se vogliamo anche la musica è uno dei tanti codici che in Teatro co-occorrono alla produzione di senso di uno spettacolo. Canzoni e note sottolineano umori e stati d’animo e, spesso, hanno valore contestualizzazione, storica o ambientale. Ma, a prescindere dalla funzione semantica funzionale a uno spettacolo, la musica è presente nelle vite di tutti noi, ci fa compagnia, sostiene il fluire delle nostre emozioni come il letto di un fiume. E, partendo dalla premessa che per me le Storie di Lui sono l’elogio della normalità, l’esaltazione della quotidianità, non poteva che esserci musica nella vita di Lui. Molte canzoni citate rientrano tra quelle che amo, altre magari ho potuto ascoltarle nei giorni in cui scrivevo lasciandomi una suggestione felice che ho voluto riversare negli scritti.

Lui sembra avere una vita priva di drammi particolari. La nostra è un’epoca narrativa e cinematografica in cui siamo sempre abituati a voler vedere l’aspetto più struggente delle storie, ricche di pathos, che ci propongono. Oggi, quindi, narrare di un “uomo come tanti” può risultare più difficile di quel che si pensa, in questo senso hai riscontrato qualche difficoltà nel far conoscere meglio Lui ai tuoi lettori?

Nessuna difficoltà nel far comprendere il valore di Lui ai lettori. Credo di aver colto nel segno, descrivendo le vicende eccezionalmente ordinarie di un uomo qualunque in cui un po’ tutti possono rispecchiarsi. Naturalmente, non intendo negare che esista tutta una gamma di emozioni a frequenze più alte; la mia volontà è quella di indirizzare la lente d’ingrandimento del lettore sulla profondità emotiva di un giorno qualsiasi, di un gesto comune, di un uomo qualunque la cui vita non è detto che, per il solo fatto di non presentare guizzi di straordinaria notorietà, sia per questo priva di bellezza o di spunti per comprendere il senso più vero dello stare al mondo.

Fonte immagine: Amazon.it

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