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Eroica Fenice

Pizza e bolle

Pizza e bolle: abbinamento perfetto? Ce lo dice il libro di Tania Mauri e Luciana Squadrilli

Pizza e bolle di Tania Mauri e Luciana Squadrilli: c’era un tempo…

C’era un tempo, nemmeno così remoto e lontano, dove il pairing pizza e bolle (intendiamo, bollicine di vino…) era assolutamente stigmatizzato, ostracizzato. Ma ci fu un tempo ancora più lontano dove il “pairing”, o per meglio dire, l’accoppiata di pizza e vino (soprattutto frizzante) era assolutamente normale: questo, poteva accadere per diversi motivi. Ad esempio, prima dell’arrivo del pomodoro e di ulteriori condimenti per il nostro disco di pasta preferito, una bella bevuta (magari di vino locale, giovane e frizzante) con un prodotto da forno caldo era l’ideale per rimettersi in forze ed affrontare un’intera giornata per strada, a lavorare.

Con la diffusione della pizza all’estero (ricordiamolo, è tra i prodotti made in Italy… e vittima del conseguente Italian sounding, più famoso), soprattutto in terra anglo-americana, si è presa l’abitudine diffusa di bere birra in accompagnamento alla pizza, a discapito del vino.

Negli ultimi anni, per fortuna, i due mondi di vino e birra si stanno ri-equilibrando accanto alla pizza. Ognuno sta trovando il proprio spazio e la propria fetta di adepti. In particolare, questo sembra proprio il momento di pizza e bolle (così come vengono chiamate le “bollicine” , i vini frizzanti, dagli amanti.)

Ma cosa intendiamo, noi, con pizza e bolle? Con questo pairing, intendiamo la pizza – fritta o al forno, dalle varie farciture – accompagnata per quanto riguarda il beverage da vini frizzanti: tra questi, possiamo contare molti vini della Campania, primo fra tutti il Gragnano. Seguono a ruota – non inferiori in importanza, sia chiaro – Asprinio d’Aversa e Caprettone. Poi ci sono i vini piemontesi, veneti, gli champagne…

Pizza e bolle: un libro che tutti aspettavamo

Umilmente, mi pongo nella schiera di chi la pizza l’ha sempre accompagnata con il vino, preferibilmente frizzante. Quindi, attendevo con ansia un bignami di pizza e bollicine, e tutti noi enopizzofili (si perdoni, un neologismo)  siamo stati ben felici di accogliere Pizza e Bolle, l’ultimo lavoro saggistico di Tania Mauri e Luciana Squadrilli (fondatrici, insieme ad Alessandra Farinelli, dell’ottimo pizzaontheroad.eu). Insieme all’enologo Alfonso Isinelli, le autrici hanno intrapreso un viaggio viscerale nella cultura della pizza italiana, abbracciando più campi: il vino, come si può immaginare, è stato un ottimo e corposo “pretesto” per andare a recuperare la memoria di luoghi e le tradizioni di un tempo. Venti sono i pizzaioli che raccontano il loro modo di abbinare la pizza con le bolle, a loro volta “in abbinamento” a vignaioli e vini che, talvolta, li rispecchiano nel carattere.

Pizza e bolle di Tania Mauri e Luciana Squadrilli: la presentazione a Napoli

Il 6 dicembre, alle ore 17.00, presso la sede dell’Associazione Verace Pizza Napoletana di Via Capodimonte (Napoli), si è tenuta la presentazione napoletana di Pizza e bolle, con entrambe le autrici presenti, nonché una “folta” rappresentanza dei pizzaioli che sono protagonisti tra le pagine. A moderare l’evento, in maniera “frizzante”, tanto per restare in tema, la giornalista enogastronomica Laura Gambacorta, che non ha fatto mancare la sua in materia di pizza e vino.

I pizzaioli presenti, oltre a portare testimonianza viva del loro rapporto con pizza e bolle, hanno deliziato la stampa e gli invitati presenti con assaggi delle rispettive specialità, tutte in abbinamento con il Gragnano DOC (Denominazione Origine Controllata) gentilmente offerto dalla Tenuta Iovine, di Pozzuoli, partner dell’evento napoletano.

Pizza e bolle: i pizzaioli presenti

Il giovane Ciro Oliva, pizzaiolo e patron della pizzeria Concettina ai Tre Santi (Via Arena Alla Sanità, 7) ha proposto la sua inconfondibile pizza marinara. Da tempo il giovane Ciro ha intrapreso un percorso che accompagna i suoi commensali alla scoperta dei diversi vini, sia campani che stranieri. Concettina ai Tre Santi è stata tra le prime pizzerie ad avere un sommelier in sala e personalmente adeguatamente istruito per seguire i clienti.

Il pizzaiolo Ciro Salvo, Maestro degli Impasti e patron di 50kalò Napoli&Londra (Piazza Sannazzaro-Napoli/ Trafalgar Square-Londra) ha proposto le sue classiche frittatine di pasta napoletane. La cantina dei vini di 50kalò è tra le più fornite in assoluto; ottima anche la possibilità di vini alla mescita (cioè, al calice), che non si limita ad una o due etichette, ma permette ai commensali di assaggiare più cose, anche durante le ripetute e quasi certe visite.

La giovanissima, effervescente Isabella De Cham, pizzaiola del locale omonimo (Via Arena alla Sanità), ha incentrato praticamente tutto il suo lavoro sulla proposta di pizza fritta accompagnata da bollicine. Se da tradizione, prima, sulla pizza fritta si vedeva bene unicamente il vino marsala (un vino liquoroso siciliano), la giovanissima Isabella e tutta la sua crew di pizzaiole (tutte donne!) ha convinto più di una città intera che molti sono i vini che stuzzicano l’assaggio di una pizza fritta, o forse anche due.

Pizza e Bolle – L. Squadrilli, T. Mauri e A. Isinelli – Edizioni Estemporanee – Prezzo 13,60 euro

 

Crediti | Immagine di copertina: www.pizzaontheroad.eu

 

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