Travel Communication Design è un libro composto da parte di Francesca Ferrara, all’interno del quale l’autrice approfondisce il tema del news content design, applicato alla narrazione dell’esperienza turistica.
Indice dei contenuti
- Chi è Francesca Ferrara: autrice e content communication designer
- La genesi del libro e il news content design nel turismo
- Un nuovo linguaggio turistico: human oriented ed empatico
- Social media e turismo esperienziale: narrazione emotiva
- Decostruire gli stereotipi di Napoli nel turismo
- Il futuro del News Content Design
Concetti chiave del Travel Communication Design
| Concetto Chiave | Descrizione e Dettagli |
|---|---|
| Struttura del libro | 10 capitoli divisi in 3 macro-aree: scenari digitali, news content design/data travel storytelling, travel content & communication. |
| Approccio Human Oriented | Nuovo linguaggio post-pandemico focalizzato sui bisogni umani, l’empatia e l’ascolto autentico. |
| Ruolo dei Social Media | Strumenti di narrazione emotiva che rendono il visitatore co-autore del racconto turistico. |
| News Content Design | Approccio costruttivo trasversale all’informazione per progettare contenuti che fanno notizia e governano la percezione. |
Chi è Francesca Ferrara: autrice e content communication designer
Francesca Ferrara è una content communication designer, digital trainer e media content creator multimediale. Si occupa di comunicazione transmediale, organizzazione di eventi e lavora anche come giornalista per News48. Ha anche un podcast nominato News Content Design.

La genesi del libro e il news content design nel turismo
Recentemente è stato pubblicato il tuo nuovo libro dal titolo “Travel Communication Design – Il news content design per lo storytelling dell’esperienza turistica”, all’interno del quale viene ampliato il tema del news content design, precedentemente trattato nel primo volume. Da dove nasce il tuo interesse verso l’argomento?
Sia il primo che il secondo libro sono il frutto dell’esperienza acquisita sul campo dalla fine degli anni ‘90 sino ad oggi. Ho scoperto di essere brava ad unire i puntini e così ho fatto. Ho realizzato due focus sul tema della comunicazione transmediale mettendo a disposizione del lettore quanto abbia appreso in maniera diretta e indiretta tra giornalismo, uffici stampa, social & content media marketing management, produzione audiovisiva e consulenza. Il libro è articolato in dieci capitoli suddivisi in tre macro-aree: gli scenari digitali moderni e contemporanei, il news content design e il data travel storytelling, il travel content & communication e vanta la prefazione di Assunta Corbo, fondatrice del Constructive Network e dei contributi di approfondimento di altri colleghi ed esperti di settore come:
- Cristina Maccarrone;
- Alessandra Boiardi;
- Isa Grassano;
- Barbara Majnoni;
- Orazio Spoto;
- Floriana Schiano Moriello;
- Daniela Marfisa;
- Ilaria Vitellio;
- Enrico Califano;
- Mirko Metitiero;
- Letizia Palmisano;
- Maria Di Fede;
- la comunicatrice della scienza Irene Schillaci (con un particolare focus sul “turismo della scienza”).
Un nuovo linguaggio turistico: human oriented ed empatico
Dalla prefazione del libro si evince che vi sia la necessità di un nuovo linguaggio turistico, uno più vicino al territorio e alle persone. Come definiresti questo nuovo linguaggio?
Quella che conoscevamo come società fluida, liquida e digitale, dal 2020 in poi è divenuta anche una società post pandemica, altamente tecnologica che ha messo al centro dell’attenzione i bisogni umani, dopo l’esperienza del distanziamento sociale obbligato dal lock down. Era inevitabile dopo i processi di globalizzazione che nascesse un approccio più human oriented e con esso un adeguato linguaggio di accompagnamento. Sicuramente si tratta di un approccio molto più empatico e in ascolto delle necessità, voglie e desideri delle persone che vogliono viaggiare per emozionarsi durante un’esperienza. Non si tratta più di vendere una destinazione ma di mettere in atto un’operazione di narrazione del territorio con il viaggiatore attore protagonista e non solo più spettatore. Si tratta di costruire un dialogo e un patto di fiducia mettendo da parte performance di messaggio pubblicitario, si tratta di costruire una conversazione che duri nel lungo periodo con le comunità locali, si tratta di cambiare il punto di vista partendo dalle persone, prima e poi dai luoghi, si tratta di assumere un tono di voce non istituzionale ma contestualizzato alle circostanze. Il dialogo con i territori e le loro comunità necessita di un linguaggio che porti ad una partecipazione emotiva e comprensione profonda, un ascolto autentico in sintonia con l’evoluzione dei tempi.
Social media e turismo esperienziale: narrazione emotiva
Nel libro viene introdotto il concetto del turismo esperienziale, quindi un turismo legato all’immersione nel territorio. Credi che i social aiutino ai fini di un turismo più autentico oppure vanno ad incentivare uno più “superficiale”?
Le piattaforme online, se sapute governare, sono un ottimo supporto per raccontare il territorio, per farlo immaginare, sentire e condividere. Più che di promozione, i social sono strumenti di narrazione emotiva e aiutano la divulgazione del territorio mostrando attività che diventano desiderio e poi esperienza condivisa, alimentano l’immaginazione prima del viaggio e poi dell’esperienza eventuale e potenziale, rendono il visitatore co-autore del racconto e umanizzano il territorio dando voce, colore e volti ai protagonisti locali. É oltremodo importante la produzione di contenuti idonei alla narrazione, in linea con le caratteristiche tecniche delle piattaforme, sia in ottica crossmediale che transmediale e saper filtrare i contenuti user generated content da, eventualmente, poter integrare nella propria strategia e piano di comunicazione editoriale.
Decostruire gli stereotipi di Napoli nel turismo
Nel libro cerchi anche di decostruire i luoghi comuni legati alla nostra città, tentando di abbatterne gli stereotipi. Secondo te Napoli un giorno sarà in grado di liberarsene?
Il problema non è Napoli, intesa come la città della Sirena Partenope, ma i napoletani che dovrebbero essere i primi ambassador del dono divino e terrestre che il mito e la storia della genesi del nostro territorio ci hanno regalato. Sono molti anni che attraverso il tempo e lo spazio in questa dimensione terrestre e in oltre venti anni, di mio impegno sul campo, la narrazione della città è cambiata lentamente ma il cambio di rotta c’è stato e lo dimostrano le varie testimonianze raccolte tra i turisti sia italiani che stranieri. Ogni tanto, anche i media (che potrebbero fare molto di più soffermandosi sulle notizie costruttive del territorio) raccontano cose belle della città, tra cui quella, delle ultime ore, che è la metropoli e città più economica dello stivale italiano, in linea generale. Ecco, bisogna stare attenti ai meccanismi della disinformazione e far in modo di attuare processi di informazione e comunicazione costruttiva quando come napoletani raccontiamo la nostra terra ai nostri interlocutori nel resto del mondo. In questo, la figura del news content designer, ovvero uno specialista della comunicazione transmediale, oltre ad essere una guida, è fondamentale per la gestione di progetti di comunicazione territoriale di più ampio raggio e struttura. Se un giorno la città di Napoli riuscirà a liberarsi dagli stereotipi che sono ancora in auge è un qualcosa che vedremo nel tempo futuro, ma si tratta di una responsabilità che si deve assumere il singolo cittadino come portavoce delle potenzialità, anche inespresse, del territorio senza nascondere le criticità esistenti e per le quali si attiva la ricerca delle soluzioni. Nel presente, è da sottolineare come sia migliorata la reputazione della città a livello globale, anche oltre oceano.
Il futuro del News Content Design
Credi che questo argomento abbia ulteriore margine di ampliamento e, se sì, prevedi un terzo volume?
Il news content design è “l’approccio costruttivo trasversale più moderno all’informazione e alla comunicazione di progetti, prodotti e servizi human-oriented”, pensato per progettare contenuti che fanno notizia e governano la percezione attraverso una comunicazione integrata e orientata alla notiziabilità e all’impatto mediatico nei mercati delle conversazioni. Il news content design è un mind set applicabile ad ogni campo della comunicazione. Sicuramente, non ho esaurito nel secondo volume tutto quello che vi volevo raccontare. È per questo che sono in viaggio dal 2022 con il primo libro “News Content Design – Brand Journalism &Digital PR per comunicatori e aziende”, sempre pubblicato da Dario Flaccovio Editore, la cui prefazione è stata curata dal giornalista e reputation manager, Daniele Chieffi.
Articolo aggiornato il: 13 Gennaio 2026

