Tutti i calendari mentono, di Pasquale Vitagliano | Recensione

Tutti i calendari mentono

Tutti i calendari mentono è l’ultima opera di Pasquale Vitagliano, uscito lo scorso ottobre nelle librerie. Edito da Giazira Scritture, Tutti i calendari mentono è un romanzo complesso che descrive gli eventi più importanti che hanno contraddistinto la storia d’Italia, attraverso la narrazione della vita di una numerosa famiglia del Sud. 

Pasquale Vitagliano è un poeta e scrittore originario della provincia di Bari. Nel 2015 è tra i premiati nella sezione cultura e costume del Premio “Michele Campione” dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia. Attualmente Pasquale Vitagliano è capo-redattore della rivista letteraria “Menabò”; collabora con la rivista “Incroci” e con la “Gazzetta del Mezzogiorno”.

Tra le sue opere ricordiamo “Le voci del pretorio” – David and Matthaus (2017), “Sodoma” – Castelvecchi (2017) “Del fare spietato” – Arcipelago Itaca (2019), “Icone e labirinti”– Terra d’ulivi (2020)

Tutti i calendari mentono – la sinossi

Siamo nel Sud Italia degli Anni Sessanta. Tommaso D’Amato e Sara Parisi sono genitori di sette figli (più la madre di Tommaso che vive con loro). Sono nati nel secondo dopoguerra e, quindi, rappresentano l’ultimo baluardo della famiglia tradizionale numerosa, che col tempo è diventata una rarità in Italia. Lei, Sara, è la classica casalinga che ha riposto in un cassetto le sue aspirazioni, con le quali ogni tanto si trova a fare i conti ma che preferisce tenere sopìte. Lui, Tommaso, è il classico uomo dell’epoca, va a lavorare e si permette anche qualche avventura extraconiugale. La narrazione prosegue con i figli della coppia e si interseca con gli avvenimenti politici dell’Italia dell’epoca. Tra digressioni e rimandi, il romanzo parlerà – anche in chiave giornalistica – degli scandali italiani come il crollo del ponte Morandi (passando per la strage di Ustica), della Terra dei Fuochi che si interseca con l’arrivo di Bassolino prima sindaco di Napoli e poi governatore della Regione Campania,  ma anche di Craxi e della fine di Moro fino ad arrivare ai giorni nostri, caratterizzati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. 

” ‘Cedimento strutturale’. Questa espressione fa accapponare la pelle. Il ponte Morandi è crollato su se stesso per un cedimento strutturale. Anche il DC-9 I-TIGI Itavia si schiantò sulle acque di Ustica il 27 giugno del 1980 a causa di un cedimento strutturale, secondo quanto dichiarato nell’immediatezza dell’accaduto. Questa ipotesi venne seguita per il tempo sufficiente a provocare il conseguente fallimento della società Itavia. Da allora sono trascorsi quasi trent’anni e l’unica certezza che abbiamo è che a provocare la strage e la morte di ottantuno persone, tra cui otto bambini, non fu un cedimento strutturale ma un’azione violenta, un missile, una bomba, premeditata o per inaudito errore dentro uno scenario di guerra. Gli americani, i libici di Gheddafi, o i francesi della Clemenseau.”

Tutti i calendari mentono” è un ipertesto dove il romanzo si mescola con i rimandi giornalistici: anche se questa caratteristica lo rende un po’ faticoso da leggere, per i molteplici rimandi e digressioni, l’opera è originale e molto interessante per chi intende approfondire e saperne di più sugli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia d’Italia degli ultimi cinquant’anni. 

Fonte immagine: Ufficio Stampa

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A proposito di Rita Giordano

Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e mi occupo di progettazione sociale per il No Profit. Mi definisco curiosa e appassionata verso l’arte in tutte le sue forme: amo scrivere, dipingere ma soprattutto leggere, tanto da andare in astinenza se non leggo per più di un una settimana. Ho collaborato con varie riviste specializzate (Storie, Cevitasumarte, Guerra e Pace, Eco delle città).

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