“Un uso romantico di te” segna il ritorno in libreria di Maria Bellucci, scrittrice e giornalista abruzzese d’origine e milanese d’adozione. Dopo “La Bella Costituzione” (2016), “L’incantatrice di numeri” (2023) e l’inchiesta “Puttane, prostitute e prestate”, l’autrice firma per Passione Scrittore, un romanzo che nasce da un’urgenza profonda: utilizzare il potente strumento della scrittura per lenire il dolore di un innamoramento cieco e di una scomparsa inspiegabile.
Indice dei contenuti
Scheda del libro: Un uso romantico di te
| Dettaglio | Informazioni |
|---|---|
| Autrice | Maria Bellucci |
| Titolo | Un uso romantico di te |
| Genere | Narrativa contemporanea / Romanzo psicologico |
| Protagonista | Nina |
| Temi Chiave | Amore, assenza, scrittura, memoria involontaria |
Odi et amo: la grammatica di un amore tormentato ne Un uso romantico di te di Maria Bellucci
Il libro si apre con un prologo poetico che mette subito in scena una vera e propria danza di sentimenti contraddittori, che oscillano tra la passione e la repulsione. È un Odi et amo in chiave moderna, dove la tensione emotiva non resta astratta ma si traduce in reazioni fisiche, sintomi corporei di un amore tormentato e proprio per questo irresistibile. L’odio diventa una maschera, una bugia che l’inconscio racconta a sé stesso per non ammettere che la fiamma dell’amore, in realtà, non si è mai assopita. Fin dalle prime pagine, il lettore comprende che non si troverà davanti a una storia d’amore lineare, ma a un’esperienza emotiva stratificata e dolorosa. Non a caso, il nome della protagonista – Nina – emerge in modo casuale e disordinato, rispecchiando perfettamente la sua caotica situazione emotiva.
Infatti, il romanzo non ha paura di affrontare con aspro realismo la solitudine che segue la fine di una relazione. Il vuoto non investe solo la persona, ma anche lo spazio che la circonda:
- Stanze vuote;
- Silenzi assordanti;
- Disordine materiale.
Questi elementi diventano proiezione di una frattura interiore. Se da un lato l’amore è descritto come una forza vorace, capace di sopraffare, stordire e consumare anima e corpo; dall’altro il dolore diventa quasi una forma di assuefazione, capace di generare persino piacere. Flashback ricorrenti e pensieri intrusivi trasformano il passato in una porta socchiusa, difficile da chiudere definitivamente perché la chiave non si trova – o forse non si vuole trovare.
Riecheggiamenti letterari e artistici
Il paesaggio milanese – grigio, piovoso, uggioso – non contorna solo la storia, ma diventa specchio dello stato d’animo della protagonista. La pioggia non è solo elemento atmosferico, ma innesco mnemonico: emergono le intermittenze del cuore proustiane, che attraversano l’intero libro. Nina si interroga sul potere straordinario degli oggetti, capaci di emanare ricordi che credeva sepolti nei cassetti della sua anima. Ricordi che non restano quieti, ma sgattaiolano fuori trasformandosi in pensieri intrusivi e soffocanti.
Tutto il romanzo è caratterizzato da un dialogo continuo con un “tu” assente, lontano eppure onnipresente, che tormenta i pensieri di Nina. Passato e presente entrano in collisione, alimentando una tensione che minaccia il suo futuro. Emblematica, in questo senso, è la leggenda di Morteratsch, storia di due amanti separati da un destino crudele, che diventa metafora degli amori non vissuti o consumati solo nell’attesa e nel dolore.
Per alimentare questa metafora, l’autrice non ricorre soltanto alla dimensione letteraria, ma anche al mondo artistico con un riferimento al dipinto di Jack Vettriano, In Thoughts of You. Il quadro raffigura una donna vestita di nero, seduta accanto a una finestra, sospesa in un tempo immobile, in attesa di qualcuno che non arriva. La luce che invade la scena suggerisce però una speranza sottile, la stessa che lega ancora Nina a quel “tu” assente.
Dimensione metaletteraria: scrittura come cura
Il romanzo non si arresta alla tematica amorosa, ma scavalca quella “parete” posta tra lettori e autrice, guardando alla dimensione metaletteraria. Si seguono i progressi e le fasi che la protagonista – scrittrice di romanzi – vive, come in un’altalena di emozioni. In tal senso, la scrittura diventa oggetto di riflessione e strumento di cura non solo per la protagonista dell’opera, ma per i lettori stessi.
Ad arricchire la struttura narrativa, oltre ai canonici capitoli, vi sono anche poesie e lettere che anticipano e accompagnano i temi successivi, creando una fusione testuale intensa e originale. La storia non viene soltanto letta, ma vissuta anche attraverso la forma poetica.
Inoltre, alcuni capitoli sono costruiti esclusivamente attraverso dialoghi, senza mediazione narrativa. Questa scelta stilistica dà centralità alle parole pronunciate, lasciando al lettore il compito di decifrare emozioni e sottotesti. Ciò comporta una lettura attiva e un’immersione totale nel mondo narrativo, poiché chi legge avrà l’impressione di assistere in tempo reale agli eventi.
Plot twist che invita alla rilettura
Quando il lettore crede di aver compreso il filo della narrazione, esso viene spezzato da un plot twist che ribalta completamente la prospettiva e invita a rileggere l’intera storia attraverso una luce nuova, riassemblando insieme i pezzi del puzzle apparentemente sconnessi.
L’epilogo, infine, restituisce calma e quiete non solo alla vita di Nina, ma anche all’animo di chi legge. Il congedo da questo mondo narrativo avviene senza nostalgia né ansia, ma come una pacificazione lenta e necessaria. Come una carezza sul cuore a tutti coloro che si struggono e ardono per amore.
Fonte immagine: Ufficio Stampa

