Wojtek Edizioni, la presentazione dei libri di Mazzanti e De Marco

Wojtek Edizioni

Wojtek Edizioni, la presentazione dei libri di Ferruccio Mazzanti e di Dario de Marco in occasione del Flip di Pomigliano d’Arco

La casa editrice Wojtek Edizioni ha aggiunto alcuni nuovi libri aggiungi al catalogo Orso Bruno dopo una presentazione in occasione dell’ultimo giorno del Festival della Letteratura indipendente a Pomigliano d’Arco (in provincia di Napoli). Si tratta dei libri “Timidi messaggi per ragazze cifrate” di Ferruccio Mazzanti, “Storie che si biforcano” di Dario De Marco (pubblicato il 31 marzo 2021) e “E’ Tardi” di Eduardo Savarese.

La presentazione era avvenuta il giorno domenica 5 settembre nel cortile del Palazzo dell’Orologio con la presenza dei moderatori Leonardo Luccone e Antonello Saiz. Le domande poste furono come gli autori sono arrivati a Wojtek e perchè leggere i propri libri.

Timidi messaggi per ragazze cifrate di Ferruccio Mazzanti; il problema della comunicazione oggi

Il primo a prendere la parola fu il filosofo e scrittore Ferruccio Mazzanti che ha raccontato come ha incontrato la casa editrice di Pollena Trocchia:

“ […] Io sono partito costruendo insieme a delle persone, dei miei amici, delle riviste è […] tra cui “In fuga dalla Bocciofila”, è una rivista che lavora sullo spostamento di un significato da un medium e un altro, in pratica noi andiamo a disinnescare un meccanismo critico andando a spostare il significato critico ma anche letterario, spostando il significato di un film all’interno di un racconto. Lo spostare, il muovere da un medium all’altro il concetto che deve essere espresso da un racconto […] mi è stato d’aiuto nella costruzione del libro […] La passione della scrittura mi ha portato a scrivere diversi romanzi, molti per fortuna sono ancora dentro un cassetto. … nel 2016 io ho scritto questo libro, l’ho scritto molto velocemente anche perché prima ho fatto tutta una preparazione. Io non avevo alcuna preparazione in crittografia, io vengo da studi di filosofia estetica e teoretica che non hanno niente e anche vedere con la matematica, io sono stato molto tempo a studiare la crittografia e il funzionamento [….] Luca d’Antono (fondatore di Verde Rivista) che insegna alle elementari l’ha fatto crittografare […. ]Ad alcuni dei suoi alunni della quarta elementari, è una crittografia accessibile […] la cifratura è una metafora in questo libro, da lì al 2016 io ho ricevuto diversi rifiuti perché il libro veniva percepito non come un libro all’interno dei canoni anche della piccola o media editoria, è un libro che ha degli elementi visivi che possono spaventare un editore, nel 2018 […]. Da lì hanno girato il libro a Wojtek, un girono Alfredo Zucchi, anzi Lucio, […] abbiamo fatto una chiacchierata e mi ha detto ok, poi con Alfredo ho fatto un lavoro di editing sul libro [….] Un libro sulla comunicazione, sulle difficoltà e sul significato di comunicare con gli altri.”

Perchè dovete leggere il mio libro? E’ una domanda molto difficile da rispondere, il mio libro vorrebbe in qualche modo spingere il lettore a fermarsi, la nostra contemporaneità è caratterizzata dall’incapacità di prendere il tempo per riflettere e osservare fenomeni che ci capitano davanti agli occhi. Se andassimo a considerare la crittografia come mero elemento grafico anzichè come un elemento ipertestuale ma anche se fosse visto come elemento testuale obbliga il lettore a fermarsi per prendere il tempo visivo e intellettuale e emotivo per dirigere e comprendere il significato che l’elemento crittografico ha nel flusso narrativo. Questo rallentare ha l’intento di spingere il lettore a focalizzarsi sul significato e il meccanismo che sono impliciti e che noi non vediamo in quanto impliciti nel modo di funzionare della comunicazione, il fermarsi a capire che parlare, relazionarsi, interagire ed entrare in contatto con l’altro è un atto di decifrazione con l’altro, l’atto di decifrazione non implica la velocità con l’altro [ ….]. Ma una nuova lentezza consapevole che i permette di consolidare i meccanismi della relazione. Il personaggio Groot diventa il simbolo di una condizione che viviamo a causa di quelli aspetti che rendono la società contemporanea tale […] comunicare sempre di più ma senza sapere cosa stiamo comunicare. “

“Storie che si biforcano” di Dario De Marco; se la storia prendesse un piega diversa ?

In seguito llo scrittore, giornalista e blogger Dario De Marco prese la parola:

“Qua io rispondo subito, non lo comprate, cioè è pesante, è difficile, [….] l’unico pregio è che è breve, entra in tasca. [….] Questo è il mio primo libro, è vero, l’ho finito d iscrivere nel 2008. Il primo racconto (che per puro caso è il primo racconto de libro) l’ho scritto […] nel 1996. Non si può parlare di gestazione lunga, io scrivevo racconti sparsi, non c’era l’intenzione di pubblicarli […], poi mi era scattata una cosa in seguito ad un’osservazione che mi aveva fatto un mio amico sempre sul primo racconto, mi disse “Ma perché finisce così? Finisce male.” (perché poi i miei racconti finiscono sempre male, boh forse perché non so come concluderli e ammazzo il protagonista, in maniera brutale). […] Allora così ho detto “Ma in effetti poteva anche finire in un altro modo” e ho scritto un finale alternativo.”

In seguito, l’autore aveva raccontato la nascita della sua raccolta di racconti:

“[…] Poi ho iniziato a pensare che ogni storia poteva avere, come minimo, anche due finali o una biforcazione [….] quando arrivo a mettere insieme alcuni racconti penso che possa essere un libro [….], ho sempre pensato che la raccolta di racconti in sé, come “compilation o playlist” ha poco senso. Ma quando mi trovo una serie di racconti con un finale doppio o una biforcazione dico “Ah, questo può essere un libro”. Lo assemblo, lo chiamo “Bivi”, il titolo originale […], ma poi lo abbiamo cambiato perché poteva generare confusione, sembrare una di quelle storie a bivio, quelle storie interattive, cosa che poi non è. Lo inizio a mandare in giro, era il 2008, per case editrici grandi che me lo rifiutano, medie che me lo rifiutano e piccole, quando si iniziano a palesare gli editori a pagamento capisco che non è cosa e ripongo il libro nel cassetto e lo lascio lì. [….] Ad un certo punto avevo pensato ad un ebook interattivo o un sito perché con l’iperattivo, con l’iperlink, si riesce facilmente a fare quello che era molto difficile da fare con il libro di carta [….] Questo libro ha due stranezze, la prima stranezza e che ci sono dei racconti che si ripetono, due testi uguali fino ad un certo punto  [….] all’epoca avevo risolta mettendo prima tutti i racconti e poi da metà libro in poi la versione alternativa [ ….] Mano a mano che andavi avanti tu lettore trovavi le copie dei racconti simili, con il testo interattivo … era molto semplice, tu decidevi di leggere un racconto e decidevi se leggere la storia diversa dello stesso racconto o passare al successivo. Quando arrivo da Wojtek, penso che “C’è un modo !”. E’ la pagina “a capa sotto” [pagina capovolta] [….] Il libro che avevo scritto era questo, adesso che è uscito ci tengo a dire che non è uno sperimentalismo fino a se stesso, tutto questa cosa serve di fatto, è l’unico modo di dare al lettore la possibilità di dire:” Voglio leggere il racconto e la sua copia oppure voglio andare avanti […..], ci sono due modi, leggere prima tutte le pagine di destra, capovolgere il libro e leggere le pagine di sinistra oppure leggere racconto e versione, racconto e versione.”

Fonte immagine di copertina: Foto di Salvatore Iaconis per Eroica Fenice

Chi è Salvatore Iaconis

Nato nel 1999 a Napoli e iscritto al corso di laurea di Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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