AABU presentano Silenzio: il nuovo singolo | Intervista

AABU presentano Silenzio

In questa intervista gli AABU presentano “Silenzio”, il loro nuovo singolo, in uscita il 13 Giugno e disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme streaming. Il brano e il suo significato vengono raccontati con estrema sincerità dal gruppo: l’invito per gli ascoltatori a liberarsi dal “Silenzio”, quello che troppo spesso isola le persone in una dimensione apatica, è chiaro e diretto; le distanze create da questo “Silenzio” possono diventare sempre più difficili da colmare e potrebbero addirittura influenzare  il nostro modo di comunicare con gli altri.  Aggiungono poi gli AABU nell’intervista che questo “Silenzio” va colmato con il ritorno al “contatto, unico modo per esorcizzare la solitudine. 

Gli AABU presentano “Silenzio” – Intervista

Nel brano si percepisce un forte coinvolgimento emotivo, carico di un invito a non restare zitti. Quali sono i silenzi che secondo voi oggi vanno rotti?

«Tutti quei silenzi che nascondono disagi. Tutti quelli che celano verità. Il silenzio può diventare terreno fertile per i fraintendimenti, per l’incomprensione. E l’incomprensione, spesso, crea distanza. Viviamo in un tempo in cui, invece, sentiamo forte il bisogno di vicinanza, di accoglienza, di sentirci parte di qualcosa. Di sentirci comunità. Non si tratta solo di relazioni personali o di emotività: dentro questo discorso ci sono dinamiche sociali profonde. Viviamo in una società che troppo spesso consacra l’individualismo e usa il silenzio come rifugio, come difesa, come mezzo per evitare il confronto.Spesso si sente dire: “Meglio tacere che esporsi”. Noi non siamo d’accordo. Abbiamo ancora bisogno di urlare. Per resistere, per sentirci vivi, per farci sentire. Per opporci all’apatia e all’indifferenza»

Come mai avete sentito il bisogno di scrivere un brano con un testo dalla tematica così intima? L’ispirazione nasce da questo particolare momento storico o da esperienze personali?

«Le nostre canzoni nascono sempre da qualcosa che ci riguarda da vicino. Un’esperienza vissuta, qualcosa che ha lasciato il segno e che, attraverso la musica, sentiamo il bisogno di esorcizzare. Per noi la musica è questo: un grido necessario. “Silenzio” nasce proprio da un’esperienza intima e personale, ma ha preso forma con l’idea che potesse parlare anche ad altri, diventare una voce collettiva. Non poteva restare una storia solo nostra: c’è troppa urgenza di rompere silenzi che oggi condannano l’umanità all’indifferenza. Abbiamo bisogno di far sentire la nostra voce. Di dire basta a ingiustizie, violenza, oppressione»

Il “silenzio” a cui fate riferimento nel brano è anche un aspetto della solitudine. Qual è il messaggio che sperate arrivi a chi l’ascolta?

«Vogliamo raccontare quanto possa pesare il silenzio. Quello delle parole non dette, dei dialoghi mancati, delle distanze che si creano quando viene a mancare la comunicazione. Senza confronto non c’è contatto. E senza contatto, spesso, si scivola nella solitudine. Se chi ascolta la canzone riesce anche solo a interrogarsi su quanto possa fare male un silenzio — o su quanto, dentro quel silenzio, ci si possa sentire soli — per noi ha già senso»

C’è stato qualche artista/band che ha ispirato la sonorità e la composizione della vostra musica?

«Non abbiamo riferimenti troppo rigidi o dichiarati, ma ci lasciamo ispirare spesso da ciò che arriva da fuori, specialmente dalla scena musicale britannica e statunitense. Se dovessimo indicare un nome che ci rappresenta più di altri, diremmo i Manchester Orchestra»

Avete in programma concerti o la partecipazione ad eventi per la promozione del vostro nuovo lavoro?

«In questo momento siamo concentrati sulla chiusura del nostro terzo disco, che uscirà a settembre 2025 per Overdub Recordings. È il nostro focus: vogliamo che questo lavoro abbia il tempo e lo spazio che merita per prendere forma nel modo più completo possibile. Una volta pubblicato, la priorità sarà portarlo in giro, suonarlo, dargli vita attraverso i live. Ci manca moltissimo la dimensione dal vivo, ed è proprio lì che la nostra musica può esprimere tutto. Come dicevamo prima: abbiamo ancora bisogno di urlare»

Il brano, dalla tinta pop, è quindi un invito estremamente positivo a non restare zitti; è un brano da ascoltare, da ballare e da vivere come un atto di resistenza. Contro l’indifferenza. Contro l’apatia.

Fonte immagine: Ufficio Stampa

 

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