Al diavolo, secondo album dei CRP. Recensione

Al diavolo, secondo album dei CRP. Recensione

Al diavolo è il secondo album dei CRP, Collettivo Rivoluzionario Protosonico pubblicato per Tnp Records.

Collettivo Rivoluzionario Protosonico, tornano con Il diavolo

Gli CRP, Collettivo Rivoluzionario Protosonico sono un gruppo industrial post-punk italiano nato a Capannori (Lucca) e costituito da Gianmarco Caselli (voce, basso, tastiere e sintetizzatori), Andrea Ciolino (voce e chitarra) e Michele Barsotti (basso, tastiere).
I componenti del CRP suonano anche con martelli, seghe, trapani, secchielli, catene e altri oggetti da carpenteria
Musicalmente la band si rifà alle caratteristiche delle canzoni berlinesi degli anni 80, alla psichedelia tanto in voga negli anni 70 e alla musica contemporanea di John Cage e di K.

Il termine Collettivo è dovuto al fatto che la band cerca di interagire e collaborare con altre realtà e con altri artisti.
Rivoluzionario perché la scrittura dei brani fa riferimento ad una ricerca musicale che non si rivolga esclusivamente al compiacimento dei bisogni del mercato, alla standardizzazione imposta dalla società, in un’epoca in cui oramai predomina l’omologazione.
Protosonico perché l’intento è quello di fare una musica che si possa definire primitiva, in grado di coinvolgere emotivamente l’ascoltatore.

Al diavolo è sicuramente un album energico, che nasce dalla voglia di trattare nel modo giusto, dandogli il giusto peso, alle tematiche sociali.

Tracklist

Partigiano
Screpolano
90s
Esploderà
Stalker
Baccante
Modalità di crisi
Burocratica
Pasticche
Appaiono

Al diavolo: energia e ritmo, ma anche tematiche sociali

Al diavolo è un album d’assalto, come il concepimento stesso, è quanto hanno dichiarato i componenti della celebre band musicale.
Ciò che più colpisce dei brani del nuovo album è l’intensità musicale che li contraddistingue. La musicalità, così come le parole dei testi, si rifanno ai vizi e al “conformismo” degli anni 90, passando per l’alienazione, lo stalking, la burocrazia, l’abuso di medicinali, per poi finire con la crisi dell’uomo contemporaneo.

Ritmo e contenuti corali di notevole spessore, tutto contribuisce a rendere ogni traccia del disco unica, fortemente sentita, vera e cruda al tempo stesso. È scontato sottolineare quanto le canzoni siano capaci di provocare forti reazioni emotive; d’altronde lo scopo della musica è proprio questo, allietare gli animi tormentati, ma non solo. Grazie a canzoni come quelle del nuovo album dei CRP, si può andare oltre, diventando partecipi di un’ampia riflessione su quanto accade ogni giorno, su tutto ciò che spesso viene imposto, sugli stereotipi che condizionano l’esistenza, sulle catene morali e comportamentali nelle quali qualcuno è intrappolato.

Al diavolo, secondo album della band musicale lucchese, è proprio questo; incarna la voce di tutti, vibrando, ogni parola, ogni singola nota può parlare di tutto questo, superando le rigidità del linguaggio verbale, elevando lo spirito umano e scatenando emozioni diverse. Ogni canzone rappresenta qualcosa in più, diverso dal solito.

Al Diavolo è un album energico, forte, canzoni dal sapore di West Coast con spruzzate di jazz incatenate mani e piedi dalle eccellenti armonizzazioni vocali.

 

Fonte immagine: Home – CRP,

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