Aleira: musicista ischitano si racconta a "cuore aperto"

Aleira: musicista ischitano si racconta a "cuore aperto"

Il musicista ischitano Vincenzo Iacono, in arte Aleira, attualmente in voga nelle classifiche musicali con il suo nuovo brano “Yes I Know” è un giovane che con impegno è sempre pronto a confrontarsi, comunica cantando. Ha realizzato diversi brani, alcuni dei quali trasposti in videoclip, diretti dal regista e attore Giuseppe Iacono.

L’idea alla base del progetto, nata in Brasile, così come ha lui stesso rivelato, è la voglia di coinvolgere musicisti di tutto il mondo, aprirsi a nuove contaminazioni musicali e, soprattutto, sperimentare.

Il primo EP di Aleira è stato prodotto e registrato nello studio di Davi Pacote, uno dei maggiori rock music producer di Porto Alegre.

Con il rientro a Londra sono nate nuove collaborazioni con nuovi musicisti, quindi tante gig e tanto live in generale.

Il 2019 è una data importante per Aleira, anno in cui comprende che la sua musica dovesse prendere una direzione diversa. Per raggiungere tale risultato, il giovane musicista e cantante decide di frequentare l’Abbey Road Institute, grazie alla quale ha l’opportunità di immergersi completamente nel mondo del Sound Engineering e della Music Production.

Proprio all’ARI Aleira ha modo di conoscere dei ragazzi di Napoli, con i quali inizia a collaborare con una sintonia crescente.
Il nuovo singolo ‘Yes I Know’ è stato scritto da Aleira, prodotto e mixato insieme a PON; il brano rappresenta un’evoluzione rispetto alle precedenti produzioni (prettamente Funk Rock), differenziandosi per la quasi totale assenza di rock.

‘Yes I Know’ è un brano Disco Funk, la linea di basso super articolata, l’utilizzo di vari synth e del quartetto d’archi lo rendono vivace, energetico e mai aggressivo.
Il testo, scritto durante il Lockdown, è un’esame di coscienza in un periodo complicato per tutti, quando gli interrogativi erano tanti, ma le risposte scarseggiavano.

Il singolo prodotto da Vincenzo Iacono, ossia “Aleira”, è uscito il 22 Ottobre e riscuote molto successo. Ovviamente forte è l’attestazione di stima da parte degli abitanti di Ischia, nei confronti di un giovane artista talentuoso,  che riesce a coinvolgere e travolgere grazie a ciò che canta e produce.
La musica di Aleira è ricca di influenze musicali , culturali e sociali differenti; dietro ad ogni brano c’è un vero e proprio vissuto e, soprattutto, tanto confronto e voglia di sperimentare.

La redazione di Eroica Fenice ha raggiunto telefonicamente il giovane artista, attualmente a Londra, che ha cordialmente e con estrema simpatia, risposto ad alcune domande. 

Ciao Aleira, grazie per aver accettato questa intervista. Come prima cosa mi preme chiederti: hai definito il testo – un esame di coscienza – Puoi dirci di più ?

 “Sì, il mio brano è un esame di coscienza molto diretto con me stesso, nel senso che sono io che parlo a me stesso, come se fossi davanti allo specchio. Parlo in maniera diretta e schietta, anche auto-ironica ed è  un po’ come se conoscendo tutti i miei difetti, io li toccassi appositamente. Un po’ come si suol dire: “mettere il dito nella piaga”.

Cosa rappresenta per te Prince Of Napoli?

“Io collaboro con i ragazzi di Prince of Napoli, ragazzi che hanno studiato con me; io mi occupo della scrittura dei pezzi, composizione, produzione, mentre loro del mix, del mastering ma anche della parte social. L’intesa sicuramente è nata in modo immediato, grazie ai gusti musicali in comune e l’amore infinito per Pino Daniele”.

Il singolo è stato scritto da te, a cosa ti ispiri o a chi, quando scrivi un testo? Scrivi di getto per esternare emozioni che talvolta a parole non si riescono a svelare?

“Il mio approccio ad ogni testo è sempre diverso poiché varia in base al mio umore, che cambia spesso. Quindi ci sono canzoni come “Yes I Know” che ho scritto quasi di getto, perfezionata poi metricamente, ma molto istintiva e ci sono poi altre volte che impiego mesi perché magari non sono dell’umore giusto e non mi esce nulla di immediato. In questo caso scrivo e riscrivo, cambio, mi fermo, riprendo e poi cancello, e quindi sì, ogni volta in base alla mia predisposizione, al mio umore, nasce qualcosa di diverso”.

Sei andato via dall’Italia, da Ischia, la tua isola, pensi che sia necessario per un artista dover abbandonare la propria “casa” per avere successo?

“Sì per me è stato necessario andare via da Ischia, a parte che era un’idea che avevo sin da piccolo e quindi una volta maggiorenne sono partito. Ho sempre cercato il confronto, ed è sempre stata la cosa più importante per me. Quindi confrontarsi con persone e realtà diverse, ma anche modi di pensare che non sono quelli di una piccola realtà come Ischia, è stato necessario. Ho lasciato l’Italia nel 2009 ed era una cosa che volevo fortemente fare, ne avvertivo quasi l’esigenza, non aspettavo altro. Certo l’Italia mi manca, Ischia soprattutto, ma anche qui a Londra ci sono molti italiani, quindi in parte riesco a compensare questo aspetto”.

Hai detto che il 2009 è l’anno in cui hai capito che la tua musica dovesse prendere una direzione diversa. In quel periodo hai deciso di andare via da Ischia? Immagino non sia stato facile lasciare il posto dove sei nato…

“Nel 2019 ho capito che avevo bisogno di avere una conoscenza totale dell’universo musicale, e mi sono iscritto al corso Abbey Road, quindi oltre alla scrittura, mastering, con il corso ho cominciato ad auto-produrmi e questo mi permesso di dare un’identità forte alle mie nuove produzioni. Ora sono io che creo lo scheletro della canzone, lasciandomi influenzare da altri musicisti che io stesso decido di coinvolgere, ma che ovviamente  rispettano il mio schema. Lavoro sulla mia identità”.

Quanto tempo impieghi per scrivere un testo?

“Sicuramente dipende dal testo e anche come dicevo prima dall’umore; con Yes I Know la canticchiavo già mentre la componevo, ho usato suoni eleganti e poi una serie di contrasti. Quando sento il pezzo dentro me, come se fosse nel mio corpo, è tutto più facile e rapido”. 

Cos’è per Aleira la musica e quanto conta nella vita di una persona ?

“La cosa che più mi ha sconvolto è successa in Brasile, lì ho capito che la musica è una necessità dell’anima. Ho suonato con ragazzi che facevano i salti mortali pur di suonare; una piccola cittadina di campagna, i cui ragazzi desideravano proprio il confronto, ritrovandosi a suonare in un piccolo pub del paese, non avevano nulla, se non tanta fame, ma erano felici. Posso dire che proprio ciò, può rappresentare la metafora della musica come necessità per alcune persone, per quanti veramente ne hanno bisogno”.

Pensi che la musica abbia bisogno di realtà grandi per avere successo o che le grandi realtà siano la base del successo per un musicista ?

Per me la grande realtà permette un confronto costante che mette alla prova, spingendo a migliorare; soprattutto il modo di pensare proprio di una città, consente di non avere pregiudizi, è sinonimo di un’apertura mentale notevole, favorisce la voglia di sperimentare. La grande realtà permette di uscire, nel mio caso da Ischia, un piccolo scoglio, bello, ma limitato e creare, crescere, trovare una propria dimensione”.

Ringraziamo Aleira, ossia Vincenzo Iacono, per l’intervista.

 

Immagine in evidenza: pagina ufficiale Aleira

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