Alessia Tondo in concerto, IZimbra Music Fest

Alessia Tondo

Alessia Tondo presenta a IZimbra Music Fest, il 28 settembre 2021, il suo primo lavoro da solista, “Sita”, in uscita il 24 settembre per l’etichetta Ipe Ipe Music, nell’ambito della Programmazione Puglia Sounds Record 2020/2021.

Alessia si esibisce nel cortile del Maschio Angioino di Napoli, in una cornice di maestosa bellezza che dà le spalle al mare, su un palcoscenico intimo che assume quasi le sembianze di un luogo dell’anima.

Alessia Tondo chiude la II edizione di IZimbra Music Fest

Immagina un posto in cui si fondono ritmi ed emozioni di varie terre.

Affollalo di tamburelli, zampogne, organetti e mandolini.

Ripetiamo insieme «Peace and Love!»

Parliamo di “World Music”.  

IZimbra Music Fest è una rassegna autofinanziata che nasce proprio dalla passione per le musiche del mondo e va alla scoperta dei più interessanti progetti di innovazione della tradizione attraverso i nuovi linguaggi. È giunta al termine lo scorso 28 settembre la sua 2° edizione (iniziata nel mese di luglio) e a chiudere la rassegna ci ha pensato Alessia Tondo, una delle voci più significative del panorama pugliese, lanciata dai Sud Sound System.

“Sita” è un’opera in otto tracce scritte interamente da Alessia – con la partecipazione del violino di Mauro Durante del Canzoniere Grecanico Salentino e del violoncello di Redi Hasa – caratterizzata da elementi acustici, elettronici, ballate arcane e intrecci vocali antichi che, grazie a loop e pattern, diventano contemporanei.

In Salento, “Sita” è il nome con cui si indica il melograno, una pianta nota come una specie di portafortuna, perché resistente all’aridità estiva, alle temperature invernali del Mediterraneo e ad ogni tipo di malattia. “Sita” è, non a caso, la personale narrazione di Alessia di un rito di guarigione, che prende in prestito linguaggi provenienti dalla sua terra ed è impregnata di un certo senso di comunità, ch’è tipico del Meridione. “Sita” nasce in una stanzetta, in solitaria, ma prende la forma dell’esorcizzazione di un “malepensiero” che raggiunge la sua universalità e massima realizzazione in uno stornello finale, che Alessia canta insieme al suo pubblico per “cacciare fuori” la malinconia, come in una di quelle feste di paese in cui si interrompe la monotonia del quotidiano, della preoccupazione del guadagno e di ogni tipo di problema, per lasciare il posto alla socialità e alla spiritualità, a manifestazioni di gioia e di giubilo.

Il succo di “Sita” è un vero e proprio vaccino contro il male e la tossicità dei brutti pensieri e – se vuoi stare alla larga da malocchio e malanni – forse è il caso di accogliere questo meraviglioso disco sul comodino di camera tua, di riporlo vicino al “curniciello”, al ferro di cavallo e a tutto ciò che nella vita supponi ti porti una “bona ciorta”!

ÈunpresidiomedicochirurgicoNonpuòavereeffettiindesideratiNontenereassolutamentefuoridallaportatadeibambini 

 

 

Chi è Chiara D'Auria

Nata e cresciuta in Basilicata, si laurea in Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. Scrive per abbattere barriere e scoperchiare un universo sottopelle abitato da anime e microcosmi contrastanti: dal borgo lucano scavato nella roccia di una montagna avvolta nel silenzio alle viuzze partenopee strette e caotiche, dove s'intravede il mare. Scrive per respirare a pieni polmoni.

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