Assaggi EP: l’esordio discografico dei Post Fata Resurgo | Intervista

Assaggi EP

È in uscita oggi, 16 dicembre, accompagnato dal videoclip di uno dei suoi brani chiave (qui il link al video di “Veleno” ft. Rosalba Alfano) Assaggi EP l’esordio discografico dei Post Fata Resurgo: un duo composto dal rapper/MC – nonché frontman dei ResurrextionMauro Marsu e dal polistrumentista Salvatore Torregrossa.
Tre brani Veleno, ‘Ncroce e ’O Rap d’’e scugnizze (un rifacimento giocoso e pungente della Rumba e omaggio al grande artista Raffaele Viviani) compongono l’EP Assaggi che, come suggerisce il nome stesso, è solo un’anticipazione di quella che sarà la “portata principale”: un album a cui i due artisti stanno lavorando con grande passione e la cui uscita è prevista per il 2021.

Di seguito l’intensa intervista ai Post Fata Resurgo in cui, con dedizione, i due artisti Mauro Marsu e Salvatore Torregrossa ci raccontano degli aneddoti e dei motti che si nascondono dietro Assaggi EP – e dietro il loro progetto tutto – e di come quella carica velenosa che muove l’ispirazione artistica, seguita da un forte senso di appartenenza, si trasformi in spinta rivoluzionaria sancendo così un esordio promettente che è già “antidoto”.

Assaggi EP: l’intervista ai Post Fata Resurgo

POST FATA RESURGO Mauro Marsu e Salvatore Torregrossa: qual è la storia di questo duo e come nasce questo progetto insieme?

Salvatore: «Ho conosciuto Mauro dopo uno spettacolo teatrale in cui suonavo e che lui era venuto a vedere. Ci presentò Cristian Izzo (lo spettacolo era suo). Mi impressionò la caratura della persona e, pur non amando (onestamente conoscendo poco o nulla) l’Hip Hop, la naturalezza con cui riusciva a improvvisare rime su qualsiasi argomento gli proponessimo, anche a tavola, davanti a dei panini meravigliosi e seduti in un giardino bellissimo, con una calma olimpica degna dei migliori jazzisti. Mi incuriosii per quel genere in quella occasione.
Poi nel tempo abbiamo collaborato a un suo disco, alla sigla di in documentario sulle relazioni tra Cuba e Napoli e ad alcuni brani miei in cui il suo rap è sempre la ciliegina sulla torta!»
Mauro: «Salvatore ha ben sintetizzato il tutto! Aggiungo un aneddoto sul progetto. A Marzo, poco dopo il lockdown telefonai a Salvatore per parlargli della mia idea di fare un disco insieme, lui mi disse: «Stavo per chiamarti io per proporti dei pezzi in collaborazione con tanti artisti durante questo lockdown», nacquero così “a Paura”, “’a Pacienzia” e “’a Speranza”. Fu subito entusiasta della mia idea, diventata subito nostra, di un progetto insieme. Salvatore è un musicista potentissimo, di lui ho sempre apprezzato la versatilità, l’istintività e l’attenzione ai dettagli al tempo stesso. Un po’ come me, appena mi manda una base scrivo subito, in un giorno è pronto il pezzo, poi raffiniamo il tutto lavorando maniacalmente sui dettagli. Più che musica Rap facciamo musica col Rap, una unione di qualsiasi influenza musicale, che secondo noi suona forte, “’o dda”, con il Rap. Come gli dissi a telefono, solo tu puoi dare musica, dare le giuste armature, a “chelle ca tengo n’cape”, insieme possiamo essere i P.F.R.!»

La voce di Rosalba Alfano appare necessaria e congeniale in una traccia ricca di influenze e tradizione come Veleno; senza non sarebbe stato affatto lo stesso. Come nasce la collaborazione e com’è stato lavorare insieme?

Salvatore: «Rosalba è una persona speciale (non solo per me!) è un’artista interessante. Da quando l’ho conosciuta ha sempre dimostrato una stimolante curiosità che, assieme alla sua bravura, l’ha portata, dopo alcuni anni, ad essere davvero una cantante che riesce a spaziare tra generi, stili, atmosfere diversi. Un po’ come me. E per questo andiamo d’accordo! È immediata e intuitiva. Versatile e sempre incisiva, come giustamente fai notare nella domanda. Sta dando una bella impronta ai brani in cui è impegnata.»
Mauro: «Aggiungo un dettaglio che rende la risposta ancora più semplice. Rosalba è un’artista straordinaria ed è la compagna di vita di Salvatore. Dovete sapere che il “Sanamusica”, il suo studio, è diviso da casa sua solo da una scala esterna. In pratica lavorando a Veleno, nella registrazione del ritornello dissi: «Salvatò, qua ci vuole Rosalba. Facciamola scendere un attimo per impreziosire il ritornello con la sua voce». Era necessaria e rende il tutto ancora più potente, mi fa piacere che l’hai notato e lo pensi anche tu.»

Il titolo del progetto “Post Fata Resurgo”, motto della città di Castellammare di Stabia, e la traccia “’O Rap d’’e scugnizze”, omaggio all’artista stabiese Raffaele Viviani, sanciscono un forte legame con la città di Castellammare: da cosa è motivato?

Mauro: «Io sono nato a Castellammare di Stabia e ho un forte legame con la città, seppure da anni vivo a Piano di Sorrento. Da Juve Stabia Reggina 2-0 del 1994, la mia prima volta al “Menti”, sono tifoso delle Vespe e della Città delle Acque. Avendo avuto occasione di viaggiare spesso nella vita, “me chiagne o core” a vedere a volte città con una fontanina che spruzza acqua vivere di turismo tutto l’anno, e noi con 28 sorgenti d’acqua, situazione unica al mondo, non riuscire a costruirci un sistema turismo funzionale per tutti. Per quanto riguarda Viviani ritorna anche nel videoclip di Veleno, con dei versi di “Padroni di barche” recitati dal nostro fratello Cristian Izzo, un genio del teatro di caratura mondiale, ne nascono pochi come lui ogni tot anni, ha vinto premi europei ma come si sa, spesso “Nemo propheta in patria”. Sua anche l’idea di avere in video 3 donne, stabiesi, Anna Ungaro, Rosalba e Anna Spagnuolo, altra straordinaria artista della città, a rappresentare le 3 tipologie di acque che scorrono in Città: calciche, solforose, acidule. Spero che un giorno il motto cittadino sia veramente incarnato e ci sia un rinascimento per la città.»

Salvatore: «Io sono nato a 50 metri dalla casa di Viviani. Da piccolo appassionato di musica, frequentando la scuola Panzini nel mio quartiere, ho avuto la fortuna di avere degli insegnanti illuminati che mi hanno fatto scoprire Viviani il che equivale anche a mostrarti la tua identità. E poi i compagni variegati di ogni estrazione sociale, che hanno dato modo di percepire sic et simpliciter nel quotidiano tutto quello che Viviani aveva scritto. Va da sé che poi mi sono appassionato e ho studiato Viviani e la sua arte sia da solo che in varie situazioni teatrali. È talmente bello studiare Viviani che ho in preparazione un disco-spettacolo con le sue cose che mi hanno influenzato di più… appena possibile lo metteremo in scena!»

“Caccio veleno ‘ncopp ‘a base” (Caccio veleno su di una base), “Veleno senza sosta se ‘ntosta dinto ‘e vvene” (Veleno senza sosta si indurisce nelle vene), ‘Arraggia nun pava pigione ma scarda prigione. Scrive canzoni” (La rabbia non paga pigioni ma scardina prigioni. Scrive canzoni). L’ispirazione di Assaggi ep è, tra le altre cose, un prepotente sentimento di rabbia, ma “E ‘o mumento ca ‘o vveleno addeventa medicina”. Come “veleno” diventa “antidoto”? Cosa significa?

Mauro: «Grazie della domanda. Veleno è un po’ il pezzo manifesto dell’intero progetto, del quale l’EP è un disco, come da titolo, di Assaggi. Se dovessi riassumerti il perché faccio Rap, e il perché si dovrebbe fare Arte in generale per me, in una sola parola, questa sarebbe esigenza. Ho bisogno di scrivere come di respirare. Quando Salvatore mi manda una base la canzone esce di getto, subito, Assaggi sarà stato scritto in massimo 30 minuti (per tutte e 3 i brani). Non so come spiegartelo, ma sento le canzoni dentro di me che vogliono uscire, e a un certo punto non chiedono permesso, si trasferiscono sullo schermo (ormai non si scrive più a penna) e poi nel microfono.Conosco pochissimo di greco, ma un concetto che mi affascina è quello legato all’etimologia della parola farmaco, che contiene in sé sia il veleno sia l’antidoto. I testi da te riportati contengono in sé la risposta alla tua domanda, andando alle “barra” dopo quelle da te citate. Ad esempio “Veleno senza sosta se ‘ntosta dinto ‘e vvene. Cacciammo vierze tuoste schierannece p”o bene”, come anche “E ‘o mumento ca ‘o bbleno addeventa medicina, pe’ tramente tu cammina ca ‘a risposta s’avvicina”.Veleno è un pezzo catartico, parte con la dichiarazione di intenti “Nun me fido ‘e sta’ assettato a sentì n’atu ‘strologo caccio veleno ‘ncopp ‘a base sparagne ‘o psicologo”, ma questa rabbia, questo veleno, vogliamo trasformala in propulsione positiva, in antidoto, in medicina, che faccia andare avanti,  camminare, verso delle risposte. Spingere a muoversi, perché altrimenti, le risposte, non si avvicinano e non ti stanno lì ad aspettare. Noi con la musica scegliamo di schierarci per il bene, per un bene che vogliamo collettivo, sociale, umano, capace di spezzare le catene “Veleno Veleno spezzammo sti catene, nuje cu na canzone vuje a comme vene”, noi, a bontà vostra, potremmo saper fare buona musica, voi a come vi viene, ma spezzate le vostre catene!

Per quanto riguarda il pezzo ‘Ncroce “’Arraggia nu pave pigione ma scarda prigione Scrive canzoni pann’ spas’ fore ‘o balcone Nun conta ‘a marca ma ‘o sole che l’asciutta E quanne ‘o ccapisce fra’ he capito tutto”.
La rabbia, la ribellione, la rivalsa, magari non ci daranno da mangiare, ma ci possono rendere liberi e propositivi, performativi e migliorativi. Poi non conta quali panni ci mettiamo addosso o quanto costano, sarò controcorrente ma non me ne frega niente delle marche, ma il sole che li asciutta dopo averli lavati e che ci “scarfa ogni juorne”.»

Salvatore: «Significa banalmente che ciò che punta ad annullarti ma non ce la fa ti fa diventare più forte.
Mi sono sempre sentito un po’ una “anomalia”, un po’ fuori dal tempo o comunque da un tempo a me congeniale. Oggi siamo in un periodo storico che sta mettendo di fronte a tutti un sistema imploso che schiavizza dolcemente facendoti credere di essere libero. Fatto di finanza (che è speculazione) spacciata sapientemente come economia (che invece è l’energia dell’Uomo, la sua capacità di fare e produrre per il bene). Chi se ne accorge e coscientizza questa realtà è inevitabilmente avvelenato. Porta con sè la consapevolezza di un sistema nel quale non si può, a rigore di onestà intellettuale, riconoscere.
Questo probabilmente accende come prima reazione la rabbia che percepisci nei brani, primo fra tutti “Veleno”.»

Assaggi è un EP di denuncia e per questo crudelmente realistico. Ma è intriso anche di una carica e un’energia positive e incoraggianti. Il testo di ‘Ncroce recita: “Pecchè ‘i ‘a cercà ‘o mmeglio ‘e te/ ‘i ‘a luttà p”o mmeglio ‘e te. Si cade te sose ‘o mmeglio e te” (Perché devi cercare il meglio di te. Devi lottare per il meglio di te. Se cadi si rialza il meglio di te). Come cercano Mauro Marsu e Salvatore Torregrossa “il meglio di sé”? E cosa consigliate a chi lotta per trovarlo?

Salvatore: «Studiare. Allontanarsi dai percorsi canonici (per ampliarli) di istruzione e informazione. Non assoggettarsi a nessuna dogmaticità, soprattutto scientifica.
La scienza per sua stessa costituzione deve avere la capacità del dubbio e non può essere dogmatica.
Chiedersi sempre il perché delle cose fa bene, anche se forse è un po’ scomodo!
Poi basta fare bene (nel proprio modo ma sempre con apertura verso l’uomo) le cose che si sceglie di fare. Senza scorciatoie.»

Mauro: «Citandoti sempre un pezzo dal “manifesto Veleno” : “’into a ll’era d”o panama ‘into a nu Panamera Je punto a essere meglio d”o me stesso d’aiere”. Ritornando a “’Ncroce” Ogni juorne che schiara mi sveglio con una pulsione al miglioramento personale, nel fisico, nella mente e nell’anima, spirito o come lo volete chiamare. Che non significa essere insoddisfatti, ma al contrario non accontentarsi mai e tendere sempre a migliorarsi ogni giorno, fosse anche di pochissimo. Amo la Musica e colleziono dischi e libri che ne parlano, ogni giorno ascolto e leggo, cercando di trarne miglioramenti. Studio per diventare insegnante? Ogni giorno cerco di essere sempre più pronto. È tendere alla migliore versione di sé stessi e poi metterla in gioco “ragionando con un Noi” collettivo. Il ritornello di “‘Ncroce” vuole essere uno stimolo a seguire questa tensione in qualsiasi campo. Giochi a calcio? Oggi fallo meglio di ieri. Scrivi? Oggi fallo meglio di ieri. Cucini? Oggi fallo meglio di ieri. Sei un operaio? Oggi fallo meglio di ieri. Sei uno scienziato? Oggi fallo meglio di ieri. Sei una dottoressa? Oggi fallo meglio di ieri.»

Anche in un brano come Rap degli scugnizzi, rifacimento della Rumba, il tono ironico e giocoso nasconde forti provocazioni. Assaggi EP vuole essere un EP politico?

Salvatore: «L’ironia è fondamentale perché ci dà accesso a delle energie che altrimenti resterebbero estremamente circoscritte e inespresse. E poi rende la condivisione con gli altri sempre più gradevole. È un fatto. Nella mia idea tutto è “politico” perché interessa l’uomo e dovrebbe mirare, soprattutto (ma non solo) nella dimensione artistica, all’evoluzione di sé e degli altri. Oggi i “politici” di mestiere vecchi e pateticamente nuovi non hanno una buona fama… chissà perché…»

Mauro: «L’ironia è il modo più serio di affrontare la vita (questa è mia!). Mi fa davvero piacere che hai colto l’essenza del brano, tra l’altro quello che probabilmente “chiava più mazzate” dei 3. Assaggi, così come il disco vero e proprio, vuole essere catartico, provocatorio, liberatorio. Vuole essere Musica che muove far ballare la mente e il corpo, per dirlo in modo elegante. Una musica performativa e migliorativa, che vuole essere da sprono a cercare la migliore versione di sé e metterla poi in gioco per la collettività. Se in tutto questo c’è qualcosa di politico, allora è anche politico, ma nell’eccezione più bella della parola, che poi dovrebbe essere quella reale. La politica dovrebbe essere progettualità e visione di un futuro migliore per la collettività. Dovrebbe… speriamo e impegniamoci affinché… Post Fata Resurgo!»

L’emergenza epidemiologica in corso mette tutti in una situazione difficile e inedita. Nella speranza che tutto ritorni come prima, avete in mente di portare Assaggi EP e magari qualche prossimo progetto, live in giro?

Salvatore: «Intanto speriamo di avere una situazione migliore di prima. Con persone più attente a coltivarsi e a rendersi “libere”. Il live verrà da sé. Non vediamo l’ora. In pratica in questi mesi abbiamo prodotto materiale per suonare in giro per almeno tre anni!»

Mauro: «Salvatore ci vive e ci lavora con la Musica quindi… Non sto nella pelle dalla voglia di tornare su di un palco e di presentare quello che sarà il disco dei P.F.R. Ci saranno anche dei pezzi nati proprio per avere un impatto forte live e da cantare col pubblico. Uno di questi lo stiamo chiudendo proprio in questi giorni, e.. “Mamma do Carmine” (che non è il titolo del brano in questione, “potrebbe esserlo di un altro”, ma un parere sulla musica) che ha combinato musicalmente Salvatore! L’ultima occasione live negata, è stata col mio gruppo Resurrextion (un saluto a Spider, Neno e Keezy, che tra l’altro hanno supportato il progetto P.F.R. rispettivamente con mix e master dei brani, grafica per il logo, dritte per il video) ci siamo visti rinviare il 3 e il 17 ottobre, e poi annullare, un concerto per i 18 anni di attività. Per dirla alla NAS: “All I need is one mic!” Datemi un palco e un microfono quanto prima… Nel frattempo ci potenziamo ogni giorno per essere pronti quando sarà il momento.»

Un saluto a le lettrici e i lettori di Eroica Fenice (che tra l’altro come figura mitologica ha in sé quel “Post Fata Resurgo”!) e un invito a seguirci sui vari social interagendo con noi e facendoci sapere cosa ne pensano del progetto!

È possibile ascoltare Assaggi EP su Applle Music, Spotify, Amazon Music e su tutte le piattaforme digitali.

Fonte immagine di copertina: Post Fata Resurgo

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