Canzoni dei Primus: le 5 più iconiche

Canzoni dei Primus: le 5 più iconiche

I Primus sono una band alternative metal e rock formatasi nel 1984 in California, composti dall’unico e inimitabile Les Claypool alla voce e al basso, Larry Lalonde alla chitarra e John Hoffman alla batteria. Il suono ironico e giocoso misto alla grande tecnicità e professionalità di ogni membro sono stati chiave per la popolarizzazione della band; al giorno d’oggi le canzoni dei Primus rappresentano ancora un segno di svolta per la musica alternativa. Per approfondire la loro discografia e l’evoluzione stilistica nel corso degli anni, è possibile consultare la scheda dettagliata su AllMusic.

Curiosità sulla band

Agli inizi la band aveva difficoltà a trovare un batterista fisso; infatti, la carriera musicale dei Primus comincia con canzoni che venivano performate solamente live e diventeranno poi un album chiamato Suck on this (1989) insieme al batterista Tim Alexander, con il quale Claypool e Lalonde avevano iniziato a collaborare solamente da un paio di mesi. Il primo album registrato e rilasciato al pubblico è stato Fizzle Fry (1990), nel quale il suono <primusiano> era già ben definito, facendo distinguere molto la band già al suo debutto.

L’iconica frase della band Primus sucks ha una storia molto insolita: durante gli albori del gruppo, quando Claypool riceveva i complimenti dai fan rispondeva ad essi con <We Suck>, frase che è rimasta nel corso della crescita della band. Man mano che la band è diventata famosa, i Primus hanno iniziato ad aprire i concerti con <we’re Primus and we suck>, e come segno di affetto i fan hanno iniziato ad adottare la frase e a urlarla durante i concerti.

Nel 1996 i creatori di South Park, affascinati dal suono peculiare dei Primus, chiesero loro di realizzare una sigla per la trasmissione; all’inizio, Claypool non era molto sicuro della proposta ma decise di accettare lo stesso. Scritta la sigla, Matt Stone e Trey Parker rimasero molto contenti del risultato, ma secondo Comedy Central (che avrebbe trasmesso la prima puntata di South Park) il prodotto era troppo lento, e così decisero di velocizzare la sigla, facendola diventare una delle sigle dei cartoni animati americani più famose al mondo (la versione originale della sigla divenne poi l’outro degli episodi di South Park).

Quali sono le canzoni più famose dei Primus?

Titolo canzone Caratteristica principale
Jerry was a racecar driver Uso innovativo del tapping sul basso.
My name is Mud Suono oscuro, fangoso e testo narrativo violento.
John the Fisherman Struttura classica e stamina richiesta al basso.
Tommy the Cat Virtuosismo estremo tra voce e basso.
Is it luck? Sperimentazione sonora caotica ma strutturata.

 

Il mondo musicale dei Primus è pieno di bizzarrie e di divertimento, ecco 5 tracce da non poter assolutamente perdere:

Jerry was a racecar driver

Rilasciata prima come singolo promozionale nel 1991 e poi parte dell’album Sailing the Seas of Cheese (1991), Jerry was a racecar driver divenne molto velocemente la canzone emblematica per far entrare gli ascoltatori in contatto con i Primus. La linea di basso di Claypool, così come molte quelle delle prossime canzoni della lista, rappresenta un livello successivo tecnico e creativo per quanto riguarda il modo di suonare il basso, in particolare grazie all’utilizzo del tapping, diventata una caratteristica chiave dello stile di Claypool.

Nonostante il tema musicale della traccia sia pieno di groove e funk, il testo della canzone ha un significato che a volte viene messo da parte per il modo in cui la strumentazione prende il sopravvento nelle orecchie degli ascoltatori: ci sono 2 personaggi principali, Jerry, altamente impulsivo, la cui passione per le macchine sarà poi motivo della sua morte (il “was” nel titolo fa da anticipazione di quello che viene poi raccontato nel testo) e Captain Pierce, che rappresenta l’opposto di Jerry, molto più pacato e responsabile. Il tema del testo, quindi, gira intorno alle conseguenze delle proprie azioni, e al modo diverso di affrontare la vita, dove Jerry rappresenta il giovane pieno di vita ma negligente, mentre Captain Pierce rappresenta colui che conosce i suoi limiti e va in pensione nonostante le sue capacità da pompiere.

My name is Mud

Direttamente dall’album Pork Soda (1993), My Name is Mud, così come il resto dell’album, si presenta con un suono molto più oscuro e sporco, insieme anche a ritmiche molto meno gioiose in alcune canzoni rispetto a quelle che caratterizzano gli album precedenti. Ancora una volta, la grandezza di Claypool domina la canzone, con un tono di basso che, come descrive perfettamente anche il titolo della canzone, può essere definito fangoso.

Mud in realtà è il protagonista del testo della canzone: viene descritto come una persona molto blanda, il cui unico orgoglio sono le scarpe lucenti, che gli vengono pestate dall’amico che lo chiamerà poi Mud, e quest’episodio scaturirà poi in qualcosa di molto più cupo. Mud colpirà con una mazza da baseball l’amico fino ad ucciderlo, dimostrando così la sua natura violenta alla luce di un avvenimento insulso, ed è proprio questo il punto focale della canzone: orgoglio e identità. Il vero nome di Mud è Aloysius Devadander Abercrombie, che assume il nomignolo datogli dall’amico in maniera ironica dopo averlo ucciso.

John the Fisherman

John the Fisherman, contenuta nell’album Fizzle Fry (1990) è tra le prime canzoni dei Primus ad esser spopolata: essa incapsula perfettamente la struttura di una classica canzone dei Primus, ed è proprio l’intera composizione che ha fatto avvicinare e appassionare i primi fan alle canzoni dei Primus. La linea di basso della canzone è considerata da molti esperti una delle più complicate a livello di stamina, poiché risulta molto stancante rimanere costanti nel tenere la posizione della mano sinistra.

Ancora una volta il liricismo di Claypool si dimostra molto abile nel nascondere storie oscure dietro titoli apparentemente innocui: John è un giovane ragazzo la cui unica fonte di pace interiore è la pesca (Les Claypool stesso è appassionato di pesca), e il suo sogno è di diventare tra i migliori pescatori di sempre. La passione di John sarà motivo della sua morte, infatti affonda insieme alla sua barca. Claypool rivelò poi che il testo è stato scritto ispirandosi alla notizia di un incidente avvenuto ai danni di una barca di salmone, e che le ultime parole registrate del pescatore sono state <Oh my god, we’re going down>, frase che gli è rimasta così impressa da scriverci una canzone.

Tommy the Cat

Ritenuta come una delle canzoni più difficili a livello tecnico per il basso, Tommy the Cat, direttamente dall’album Sailing the Seas of Cheese (1991) racchiude perfettamente la vivacità e la giocosità della band; il talento e la virtuosità con cui Claypool canta e contemporaneamente suona il basso in questa traccia ha sorpreso il mondo intero. Dal punto di vista del testo, parla di un personaggio molto simpatico agli occhi di Claypool, ispirato ad una persona che conosce nella vita reale dal nome Tommy Crank: Claypool riteneva Tommy come una persona <cool senza sforzo>, colui che ha attraversato tutte le strade e un vero e proprio artista, un quadro con i piedi.

Is it luck?

Is It Luck è una di quelle canzoni dei Primus che non da tregua all’ascoltatore, che viene lanciato dal primo momento in questo delirio di frequenze difficili da digerire all’inizio, le quali però, man mano che la traccia si sviluppa, sembrano prendere una forma concreta. Is It Luck è un esempio calzante di come la sperimentazione può dare una forma definita anche alle strutture più strane possibili. Il tema principale della canzone, come suggerisce il titolo, è la fortuna, e come è impossibile poter decidere tutto; indipendentemente dal volere di una persona, tutto può accadere, che sia una cosa negativa o positiva; infatti, il titolo racchiude perfettamente questo concetto.

I Primus sin dai primi anni della loro carriera sono rimasti uno dei gruppi musicali artistici più intricati e complessi di sempre; la loro grandezza musicale e immaginazione regalano ancora oggi delle emozioni che anche i fan più sfegatati fanno fatica a descrivere, ed è proprio questo che rende i Primus, be’, Primus.

Fonte Immagine: Wikipedia (foto di swimfinfan)

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